In occasione dell’Eroica Montalcino è stato presentato il volume “I Percorsi ritrovati”, pubblicazione realizzata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in collaborazione con la stessa Eroica. Lo studio propone una mappatura innovativa dei tracciati che collegano Parchi Nazionali, Parchi Geominerari e aree naturali protette, con l’obiettivo di valorizzare strade rurali, vie bianche e antichi percorsi storici, spesso dimenticati, trasformandoli in infrastrutture verdi per un turismo lento, esperienziale e sostenibile.
La via italiana al cicloturismo
Con questa definizione Legambiente ha perfettamente sintetizzato qual è il modello di sviluppo del cicloturismo in Italia che passa non attraverso la creazione di ciclovie dedicate, ma nel collegare e riunire insieme tutte quelle realtà viarie dismesse, poco utilizzate perché uscite dai grandi canali o solo perché retaggio di cammini antichi. Un’Italia che si può percorrere lentamente, fuori dalle rotte affollate e dal traffico veloce, seguendo le tracce di strade bianche, sentieri rurali e viabilità dimenticata. Un’Italia fatta di parchi naturali, di paesaggi che raccontano storie antiche e di una biodiversità che merita di essere riscoperta. È questa l’Italia che ci viene proposta dal libro “I Percorsi Ritrovati”, un’opera tecnica ma per certi versi anche poetica, nata per ricucire i territori attraverso il filo sottile e potente delle ciclovie.
Il volume – scaricabile gratuitamente in PDF – rappresenta il risultato di uno studio condotto tra il gennaio e il maggio 2024, con l’obiettivo di mappare e valorizzare oltre duecento percorsi ciclabili che mettono in connessione i Parchi Nazionali, i Parchi Geominerari e numerose altre aree naturali italiane. Non si tratta solo di un catalogo di itinerari: questo libro è una visione, una proposta concreta per ripensare il modo in cui ci avviciniamo al territorio.
L’idea che ha guidato il lavoro dei tecnici del MASE e coordinati da Alessandra Ortenzi, punto di contatto tra il mondo dell’Eroica e lo stesso MASE, è semplice e al tempo stesso rivoluzionaria: esiste già, spesso sotto i nostri occhi, una rete naturale di collegamenti tra le aree protette del nostro Paese. Basta osservare con attenzione le carte, seguire i tracciati secondari, le strade campestri, i vecchi tracciati ferroviari, per accorgersi che queste vie costituiscono una vera e propria infrastruttura verde. Riscoprirla significa non solo offrire nuove opportunità per il cicloturismo, ma anche mettere in pratica una visione di mobilità dolce, sostenibile e a basso impatto ambientale.
Il cuore del libro è la descrizione dettagliata di tutti i Parchi Nazionali italiani – 24 al momento della stesura, più il Parco di Portofino in fase di istituzione – accompagnata da schede tecniche, mappe, suggerimenti di accesso e analisi delle strade più adatte alla bicicletta. Ogni parco è introdotto da un testo narrativo che non si limita a fornire informazioni tecniche, ma racconta anche il valore culturale, storico e paesaggistico del luogo.
Particolare attenzione è riservata anche ai Parchi Geominerari, realtà meno note ma altrettanto suggestive. Queste aree, nate dal recupero di siti estrattivi dismessi, oggi sono testimoni silenziosi di un passato industriale che ha lasciato segni profondi sul territorio e sulle comunità locali. Il volume li valorizza come luoghi di memoria e di possibile rinascita, suggerendo percorsi che collegano fra loro miniere abbandonate, borghi dimenticati e tracciati carichi di storia.
In questo mosaico di percorsi e possibilità, la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto: è un simbolo. In particolare, la bicicletta d’epoca – quella protagonista de “L’Eroica”, partner tecnico-scientifico del progetto – incarna una filosofia di viaggio sobria e rispettosa, in perfetta sintonia con i principi dell’economia circolare. Pedalare lungo una strada bianca, risalire una collina in silenzio, fermarsi a osservare un panorama: ogni gesto diventa parte di un’esperienza immersiva, che ci riporta al valore autentico dello spostarsi.
Infine, il libro si chiude con una vera e propria “mappa delle mappe”, che raccoglie tutte le ciclovie suddivise per regione, creando un quadro d’insieme straordinariamente ricco. Si scopre così che i collegamenti tra parchi non sono solo possibili, ma già in gran parte esistenti. Basta volerli vedere, recuperarli, e iniziare a percorrerli.
“I Percorsi Ritrovati” è un invito al viaggio, un manifesto per un’Italia ciclabile, verde, accessibile. Un’Italia che possiamo (e dobbiamo) ritrovare, una pedalata alla volta.

