Viaggiare in biciclettaIBF 2026 cosa dicono veramente i numeri di Misano

IBF 2026 cosa dicono veramente i numeri di Misano

Presenze su del 3%, espositori e test ride fermi da tre edizioni mentre il mercato della bici arretra

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Misano è stato un successo! Misano è stato un successo? Ce lo chiediamo perché al di là dei numeri trionfali della versione ufficiale e ben oltre il sempre incredibile numero di appassionati che hanno visitato IBF, se mettiamo in fila le cifre, per serie storica e comparandoli con altri dati recenti per esempio di EICMA, viene fuori una realtà leggermente diversa.

L’International Bike Festival ha chiuso ieri al Misano World Circuit con oltre 65.000 presenze, più di 600 brand e più di 25.000 test bike. Sono i dati diffusi dall’organizzazione. L’edizione 2025 ne aveva annunciate oltre 63.000, con 600 brand e oltre 25.000 test ride. Quella del 2024 si era chiusa a 57.000 visitatori, ancora con 600 brand, e con 27.000 prove sui circuiti. Il pubblico cresce del 3% in dodici mesi, dopo il 10% dell’anno precedente. Gli espositori sono gli stessi da tre edizioni. I test restano sotto il dato di due anni fa.

Il comunicato chiama tutto questo “percorso di crescita”. La serie storica descrive un altopiano, e un altopiano raggiunto in fretta. La curva di IBF si è appiattita nell’anno in cui la manifestazione ha cambiato nome, ha perso l’aggettivo italiano e ha adottato quello internazionale.

Il confronto con EICMA

Il metro di paragone lo fornisce l’altra fiera delle due ruote. EICMA ha chiuso l’82ª edizione nel novembre 2025 con più di 600.000 presenze in sei giorni, 730 espositori da 50 Paesi e oltre 2.000 marchi. Il dato che conta però è un altro: 43.000 operatori professionali profilati e accreditati, provenienti da 167 nazioni, con gli stranieri in crescita del 28% sul 2024, e 8.200 fra giornalisti, tecnici e content creator da 67 Paesi. Ma sappiamo che in Eicma la parte bici è minoritaria rispetto a quella motorizzata.

IBF parla di “significativa partecipazione professionale” e di “crescente presenza internazionale”. Non pubblica un solo numero di operatori accreditati, né i Paesi di provenienza, né i buyer registrati. È l’unica cifra che manca in un comunicato che ne contiene molte altre. Chi vuole competere sul terreno B2B, e Corrado Pieraboni di Italian Exhibition Group lo dichiara apertamente parlando di piattaforma organizzativa e di proiezione internazionale, quel numero prima o poi lo deve mettere per iscritto.

Sessantacinquemila persone, un milione e trecentomila biciclette

Fuori dall’autodromo il quadro è più severo. Il mercato italiano ha chiuso il 2025 con 1.303.000 biciclette ed e-bike vendute, in calo del 4% sul 2024. Le muscolari scendono a 1.047.000 pezzi, le e-bike a 256.000, con una flessione del 7%. Nel canale specializzato, quello dei negozi che vivono di bici e che a Misano espongono, le e-bike hanno perso il 14% e le tradizionali l’8%. Il valore complessivo del comparto vale ora circa 2,5 miliardi di euro contro i 3,2 del 2022, con 220 aziende e 17.000 addetti.

Sono dati di Confindustria ANCMA, presentati a marzo. Raccontano un Paese dove la bicicletta si usa sempre di più e si compra sempre di meno, e dove le oltre 4.000 rivendite specializzate reggono grazie all’assistenza più che alle vendite. Venticinquemila persone hanno provato una bici sul circuito di Misano in tre giorni. Il negozio sotto casa, intanto, ha venduto meno e-bike di due anni fa.

La fiera non ha colpa di questo divario, anzi lo attraversa: quando la domanda si contrae, l’evento diventa il posto dove le aziende cercano il contatto diretto che il retail non garantisce più. Il rischio è che il pieno di pubblico funzioni da anestetico, perché sessantacinquemila visitatori gratuiti raccontano la salute della passione, non quella dell’industria.

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Redazione
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