
Dalla pista alle palestre virtuali, l’intelligenza artificiale sta riscrivendo il modo in cui gli atleti si allenano, migliorano e interagiscono con i propri tifosi. Due recenti progetti – la piattaforma IA-THLETICS sviluppata per la Reale Federazione Spagnola di Atletica Leggera e la nuova iniziativa digitale di Agassi Sports Entertainment – mostrano come IBM stia diventando un attore centrale nella trasformazione tecnologica dello sport mondiale.
Il laboratorio spagnolo delle prestazioni
A Madrid, la Federazione Reale Spagnola di Atletica Leggera ha presentato IA-THLETICS, un’infrastruttura digitale che centralizza e analizza milioni di dati provenienti da sensori, test biomeccanici e applicazioni di monitoraggio.
La piattaforma, sviluppata insieme a IBM e al partner Habber Tec sulla tecnologia watsonx.data, raccoglie informazioni in tempo reale su parametri fisiologici, medici e di movimento degli atleti, offrendo ai tecnici un quadro completo e aggiornato di ogni fase dell’allenamento.
«Questo progetto segna un punto di svolta nel modo in cui intendiamo la formazione e la gestione delle prestazioni», ha dichiarato Raúl Chapado, presidente della Federazione. «Grazie alla tecnologia IBM possiamo personalizzare l’allenamento di ogni atleta come mai prima d’ora».
L’obiettivo è ambizioso: arrivare al 2028 con oltre mille allenatori spagnoli in grado di utilizzare la piattaforma per analizzare e migliorare la tecnica dei propri atleti. Solo nei primi due mesi di test, dedicati alla marcia, sono stati raccolti 7,5 milioni di data point. Presto seguiranno progetti simili per il salto in lungo, il lancio del disco e gli sprint, aprendo la strada a una vera “scienza delle prestazioni”.
Jacobo Garnacho, responsabile IBM per l’intelligenza artificiale in Spagna, ha chiarito la filosofia del progetto: «La sfida non è avere più dati, ma capirli. L’intelligenza artificiale non sostituisce l’intuizione dell’allenatore, la potenzia, fornendo informazioni basate su evidenze».
Agassi e IBM: una nuova casa digitale per gli sport con racchetta
Dall’atletica all’universo del tennis, padel e pickleball, l’AI di IBM è anche al centro della partnership con Agassi Sports Entertainment (ASE), la società fondata dall’ex campione americano Andre Agassi. L’obiettivo è costruire una piattaforma globale per gli sport con racchetta, capace di unire analisi video, coaching digitale, contenuti premium e interazione diretta tra atleti e fan.
La tecnologia watsonx.ai e la computer vision di IBM permetteranno di analizzare i movimenti dei giocatori partendo da semplici riprese video, fornendo suggerimenti personalizzati per migliorare la tecnica. Questa componente, battezzata Agassi Intelligence, offrirà un livello di coaching professionale accessibile a chiunque disponga di uno smartphone.
«Stiamo costruendo qualcosa di unico», ha affermato Ronald Boreta, CEO di ASE. «Non solo un’app, ma un’esperienza digitale che riunisce gioco, apprendimento, business e media in un’unica piattaforma». Per Andre Agassi, la collaborazione con IBM rappresenta la concretizzazione di un sogno: «Vogliamo rendere gli sport con racchetta più inclusivi e accessibili. L’intelligenza artificiale può aiutare milioni di persone a migliorare la propria salute, crescere come atleti e connettersi con una comunità globale».
Il primo rilascio della piattaforma è previsto per la prima metà del 2026, ma già ora il progetto è considerato un modello di AI democratization, ovvero di come l’intelligenza artificiale possa essere messa al servizio di sportivi e appassionati, non solo di élite professionistiche.
Dati, etica e inclusione: la nuova grammatica dello sport
Le due esperienze – quella spagnola e quella americana – mostrano come l’intelligenza artificiale stia entrando nello sport non come moda tecnologica, ma come infrastruttura culturale. In Spagna, la raccolta e gestione responsabile dei dati diventa strumento di conoscenza e prevenzione degli infortuni. Negli Stati Uniti, la stessa tecnologia viene impiegata per allargare la base di accesso, permettendo a chiunque di ricevere feedback tecnici e condividere esperienze.
In entrambi i casi, IBM propone un modello fondato su trasparenza, sicurezza e interoperabilità, valori sempre più centrali in un ecosistema sportivo che genera quotidianamente miliardi di dati biometrici.
Lo sport del futuro, dunque, sarà sempre più “data-driven”: un ambiente dove allenatori, medici e atleti collaborano con la tecnologia non per sostituirsi all’esperienza umana, ma per amplificarla. E dove l’intelligenza artificiale, se usata con responsabilità e competenza, potrà davvero diventare ciò che IBM definisce “un alleato invisibile delle prestazioni umane”.
