Il 6 Nazioni 2015, il terzo tempo e la Peroni senza glutine…

PSGSabato, in occasione della partita d’esordio al 6 Nazioni 2015 Italia Irlanda, davanti allo Stadio Olimpico, coinvolto dal festoso fluire di persone che raggiungevano i propri posti per assistere all’incontro, la mia attenzione è stata attratta dallo stand della birra senza glutine di Peroni.
Ancora prima che venisse ufficialmente presentata alla stampa, la novità gastronomica aveva fatto il suo esordio all’evento per eccellenza, ovvero il 6 Nazioni 2015, uno di quei momenti scelti dagli uomini marketing del gruppo per promuovere la birra italiana più conosciuta all’estero. Mi ha lasciato sinceramente perplesso… “anche questa!” mi son detto. So che questa sostanza per alcune persone (celiaci) è particolarmente dannosa, al punto da condizionarne l’alimentazione; io personalmente poco altro. A casa non ho abbandonato l’argomento, su wikipedia scopro che il glutine è una sostanza che si origina dall’unione di due elementi presenti principalmente nei cereali (frumento, farro, segale, orzo…). Mia moglie, sempre attenta alla linea e al mangiar sano (valle a capire le donne!) mi dice che spesso il glutine è responsabile anche di disturbi intestinali, gonfiori e maldigestione anche per soggetti non celiaci. Insomma un elemento del quale, pare, conviene farne uso moderato.
Poi navigo un po’ su internet e mi ritrovo il faccione di Martin Castrogiovanni (a proposito, per lui futuro assicurato come attore!) che dopo aver faticato a caricare furgoni si beve una birra, anche questa senza glutine.

Così mi rivedo davanti allo stand, pieno di persone, della Peroni, con la birra senza glutine… ed io inebetito a chiedermi per quale motivo un’azienda investe sulla promozione di questo prodotto di nicchia? Lo so, c’entra poco con il rugby, ma la “casa rossa” per il terzo tempo allestita allo Stadio Olimpico è ormai diventato uno dei momenti fondanti dell’appuntamento rugbistico. Capire qualcosa di più delle leve di comunicazione che muovono le scelte di una delle aziende più vicine allo sport, aiuta anche a capire come questo viene percepito dal grande pubblico.
Quelli della Peroni a questo prodotto ci credono davvero, ce lo racconta Federico Sannella, Direttore Relazioni Esterne di Birra Peroni: “Oggi avere tra i propri marchi una variante senza glutine è una scelta fondamentale per venire incontro alle esigenze dei nostri consumatori, sia per coloro che altrimenti non potrebbero godere di una birra di qualità, ma anche per tutti coloro che scelgono di adottare una dieta senza. Per loro abbiamo lavorato garantendo un prodotto senza glutine scrupolosamente controllato in ogni passaggio della filiera, con le caratteristiche organolettiche del prodotto tradizionale. Soltanto dopo accurati test di laboratorio e industriali il prodotto è confezionato e certificato con il bollino “Senza Glutine”, garantito dall’Associazione Italiana Celiachia.”
Secondo le ultime stime la celiachia è un’intolleranza alimentare sempre più frequente. In Italia si stimano circa 600mila celiaci, l’1% della popolazione. Insomma, per capirci e per fare un raffronto sempre con il rugby, molti di più di quanti hanno seguito la diretta su DMax. Certo, non tutti saranno amanti della birra, ma… “La notizia dell’ingresso di Peroni nel mercato delle birre senza glutine è una di quelle che non lascia indifferenti – ha dichiarato Alfonso Del Forno, Presidente di Nonsologlutine Onlus -. Vedere il marchio di birra più popolare in Italia con la scritta senza glutine è un forte segnale per una svolta epocale in questo settore, soprattutto nella direzione della normalizzazione di questo stile alimentare. L’auspicio è quello di poter considerare questo tipo di birra non destinata ai soli celiaci, ma come una opportunità d’acquisto per tutti coloro che, per scelta o necessità, desiderano bere senza glutine.
Chissà, magari la prossima volta mi fermo anch’io a bere un sorso, magari per festeggiare il successo contro la Francia… non si sa mai!

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