Il Blockhouse dice Quintana, ma il Giro comincia oggi con la crono

Dopo una settimana di gara, la salita lancia Quintana, ma ci sono motivi per credere che la lotta sia solo all'inizio.

Il Blockhouse dice Quintana, ma il Giro comincia oggi con la crono

Il Blockhouse è stata la prima vera salita del centesimo Giro d’Italia e ha fatto meno male di quanto sarebbe stato logico attendersi. Nairo Quintana ha saggiato la resistenza degli avversari, per vedere in che condizioni si trovano. Era il favorito della vigilia, è stato il più forte in salita. Il più forte ma non sicuramente il dominatore. La prima parte del Giro si chiude in modo interlocutorio. Quintana in testa, Dimoulin e Pinot subito dietro, Nibali staccato di oltre un minuto. Se dovessimo indicare un favorito per la vittoria finale, penseremmo ad uno tra l’olandese e il francese, più forti degli altri due nella cronometro (oggi vedremo) e in grado di contenere il colombiano in salita.

Ma il Giro 2017 inizia veramente solo oggi, con la cronometro Foligno Montefalco: quaranta chilometri con un profilo altimetrico ondulato. In barba a quanto sarebbe lecito credere, i tecnici assicurano che si tratti di una crono per specialisti. A maggior ragione questa fase del Giro potrebbe essere favorevole a Tom Doumolin, sicuramente il più attrezzato nelle prove contro il tempo.

L’altra grande incognita di questo Giro, dato per scontato che in salita il più forte è Quintana, riguarda la tenuta sopra i 2000 metri. Lo scorso anno l’aria “fresca” e rarefatta fece bene allo Squalo dello Stretto, che si ritrovò rigenerato nella terza settimana, costruendo il capolavoro per il suo secondo successo al Giro. Un fisico possente come quello dell’olandese, per esempio, potrebbe risentirne. Ma anche Quintana potrebbe trovare qualche difficoltà, anche se abituato fin da piccolo alle sommità andine. Non tanto per la rarefazione dell’ossigeno, quanto per la pericolosità delle discese. Che a questo Giro d’Italia potrebbero recitare un ruolo, più del Tour e della Vuelta, corse nelle quali Nairo ha ben figurato, ma che raramente arrivano lì “dove osano le aquile”.

Siamo sinceri: il ciclismo italiano ha quanto mai bisogno di ritrovare Nibali e qualche altro protagonista. Senza le corse, per noi, non hanno lo stesso sapore e se alla corsa rosa dovesse mancare anche il dualismo con Quintana il primo a soffrirne sarebbe lo spettacolo. Pertanto non commentiamo la prova di Vincenzo in Abruzzo: perché non è stata così disastrosa e soprattutto perché siamo ancora alla seconda settimana di gara, ovvero all’inizio della vera corsa. Per ora si è scherzato: adesso si fa sul serio.

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