Il brutto del calcio si specchia nei suoi “registi”

Il brutto del calcio si specchia nei suoi “registi”

scontri calcioMarco Bogarelli, presidente della potentissima Infront (società che di fatto con i diritti tv del calcio gestisce il maggior sport italiano), ospite a Radio 24 ha affrontato l’argomento dei “registi televisivi” fornendo risposte che, seppur logiche nel contesto, appaiono di un altro pianeta (se non provenienti da un comico di professione) se riferite al ben più variegato (e serio, ci verrebbe da dire) mondo sportivo in generale.
Queste le dichiarazioni rese, inviate dal solerte ufficio stampa di Radio 24: “Se saremo noi a scegliere i registi che userà la Lega? Perché no, siamo advisor della Lega, visto che rischiamo con loro, visto che siamo quelli che producono più eventi sportivi nel mondo, visto che produciamo più campionati di calcio nel mondo, che mi sembra essere da un punto di vista televisivo il programma d’eccellenza. Visto che abbiamo questo know-how, visto che siamo advisor della Lega, visto che rischiamo insieme a loro, siamo li per dare il nostro consiglio. E’ chiaro che poi chi fa il regista e dove lo decide la Lega, ma noi ci siamo con i nostri consigli. Il regista non va sorteggiato, è un professionista che fa il proprio lavoro. E’ giusto che li paghi la Lega e che rispondano alla Lega che gli dice se ha fatto un buon lavoro o meno, ma il regista per definizione è in buona fede e cerca di fare solo il suo lavoro. Dopo Juve-Milan siamo stati tirati per i capelli da un comunicato della Juventus dove non c’entravamo ma era una polemica tra le due società. Quello che posso aggiungere, – continua a Radio 24 –  non so chi ha ragione o torto, è che meno si da  adito a sospetti o comunque discussioni, se il processo di determinazione di queste figure resta il più neutro possibile, è evidente che non c’è più motivo per discuterne. Adesso vediamo che cosa decidono le società, ma se c’è un’opportunità di rendere il processo più neutrale, meglio è. I registi sono sul mercato, la figura del regista è una figura free lance e il mercato fa si che si scelgano i migliori, i più innovatori”.
Discutere dei registi ci sembra dia il metro del livello di complessità e, contemporaneamente, di assurdità raggiunta dal mondo del calcio. Già quando ci si sofferma a parlare degli arbitri si entra in un terreno minato e spinoso per chi, abituato a seguire sport e risultati, preferisce concentrarsi su preparazione, condizione fisica, livello tecnico ed altro. Insomma, ci si lamenta degli arbitri solo nel calcio (e purtroppo il basket sta prendendo questa direzione). Ma lamentarsi anche dei registi e di coloro che riprendono le immagini di un evento sportivo sfiora il ridicolo. Anzi ne raggiunge l’apice. Così come la risposta del massimo dirigente della società “consulente” che gestisce i diritti. Ci avrebbe fatto piacere il silenzio oppure un “Signori, parliamo di cose serie!” invece di scendere allo stesso livello che, se ha come paradigma i Galliani e gli Agnelli, non può che essere tale.
Per una particolare nemesi storica i due si sono accapigliati sui registi; loro principali registi di questo circo. Che stessero parlando di loro stessi?

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