C’è stata la Befana e non c’è stato il Campaccio. Ve ne siete accorti? Chi ama il running, le campestri, la corsa nella campagna… certo che se ne è accorto. Lo sa anche chi ama le tradizioni, che quando sono legate allo sport sono davvero di tutti e fanno solo bene.

La Pandemia fa brutti scherzi invece e non fa bene: ma c’è chi riesce ad andare oltre. Resilienza. La chiamano così. Anche endurance è una parola appropriata. Così, se il Giro di Lombardia ciclistico nel 2020 pandemico è andato in scena a Ferragosto (ed è stato proprio così), anche il Campaccio che di solito si corre nel giorno dell’Epifania, può scegliere il primo giorno di primavera, 21 marzo 2021. Alla faccia del Covid-19!

Possiamo dirlo.  Ci sono corse che resistono più del proprio spirito endurance. Una di queste è il Campaccio. E dietro ad una corsa c’è un uomo, resistente non c’è dubbio. Si chiama Tito Tiberti, direttore generale del Campaccio, a capo di una classica fuoristrada della corsa a piedi che non tramonterà mai.

Le difficoltà sono state molte ma la volontà di andare avanti con la nostra storia è stata più forte di tutto. Il divieto di accesso al pubblico ci ha creato una difficoltà morale, ma purtroppo è una situazione comune nello sport di oggi, così Tiberti ha presentato in un evento digitale l’edizione numero 64 di uno dei cross country più importanti al mondo.

Lo staff del Campaccio ha messo in scena un’edizione che sabato 20 e domenica 21 marzo 2021, a San Giorgio su Legnano, in provincia di Milano, non sarà come tradizionalmente nel giorno della Befana ma annuncia una primavera che è un segnale di speranza. Due giorni di gare, per spalmare atleti e categorie e per evitare gli assembramenti, come da protocollo.

Sarà un Campaccio contingentato ma con i campioni che si merita. Torna per fare il bis l’etiope Mogos Tuemay, vincitore nel 2020 e grande specialista proprio sulla distanza dei 10.000 metri. A sfidarlo l’azzurro Eyob Faniel (Fiamme Oro), fresco primatista italiano di mezza maratona con 1h00:07 che ha nel mirino la maratona ai Giochi Olimpici di Tokyo tra pochi mesi.

La gara femminile sulla carta risulta molto equilibrata con Winfred Yavi (Bahrein), primatista mondiale dei 2000 siepi indoor e la keniana Lilian Rengeruk, bronzo nel cross mondiale del 2017 e vincitrice al Campaccio nel 2018. In chiave azzurra c’è attesa per la ventenne Nadia Battocletti (Fiamme Azzurre), due volte campionessa europea under 20 e sesta nel 2020 al Campaccio.

Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

Commenta