EditorialiIl Cio, lo sport, le guerre e gli 'stati canaglia'

Il Cio, lo sport, le guerre e gli ‘stati canaglia’

Vi è lo stesso atteggiamento del CIO nei confronti dei quasi 60 conflitti in tutto il mondo, oppure qualche nazione è più uguale delle altre, anche nello sport?

Difficile sottrarsi all’attualità. Anche se ci proviamo, parlando di sport, questa torna prepotentemente, nella tragicità delle immagini, nel susseguirsi delle notizie e nelle angosce che turbano tutte le persone di buona volontà.

Seguendo i fatti sportivi di oggi leggo che la squadra del fioretto maschile è in finale agli Europei di scherma, avendo superato, nella semi, l’AIN. Attimo di stupore, poi sciolgo l’acronimo: Atleti Individuali Neutrali, uno dei tanti modi per mascherare la nazionalità degli atleti russi e bielorussi, essendo quei paesi al momento banditi dal CIO.

Intanto nel tennis Rublev, Sabalenka, Medvedev & Co giocano senza una nazionalità. Accanto al loro nome il simbolo a cinque cerchi (?) oppure nulla o acronimi vari. Così mi tornano alla mente le Olimpiadi di Parigi, con molti podi ornati di bandiere CIO e musichette raffazzonate al posto degli inni. Lo sport, anche se vorremmo dimenticarlo, ci ricorda che c’è una guerra in atto. Ci ricorda anche che il CIO ha preso posizione, definendo chi sta dalla parte sbagliata: la Russia, come paese aggressore, e la Bielorussa come paese colluso. Con buona pace degli storici, la comunità sportiva ha già deciso.

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Il problema, però, è che il CIO si ricorda solo di una guerra. Attualmente nel mondo ci sono circa 60 conflitti caldi, tra i quali quello tra Israele e la Palestina provoca il maggior numero di morti. Poi c’è sempre il fronte caldo in Myanmar e adesso anche la guerra di tutto l’Occidente contro l’Iran.

Se cercate sempre sul web ‘stati canaglia’ troverete una dettagliata pagina di wikipedia che spiega la nascita di questo termine. Un modo, tutto USA, per definire i propri avversari quando questi non si omologano e allineano alle loro volontà.

Le caratteristiche di uno stato canaglia, secondo l’accezione statunitense, è quella di uno stato che “viola il diritto internazionale, sostiene il terrorismo, sviluppa armi di distruzione di massa e agisce in modo aggressivo nei confronti di altri stati.”

Chomsky, molto letto ma quasi mai capito e soprattutto per nulla ascoltato, ha applicato questa definizione in modo asettico a tutti i paesi del mondo. Il risultato è che gli stessi USA e Israele sono i due paesi che più di tutti gli altri hanno violato il diritto internazionale (anzi, non l’hanno mai rispettato né tanto meno riconosciuto), sviluppato armi di distruzione di massa e agito, da anni, in modo aggressivo nei confronti degli altri Paesi. Per quanto riguarda il terrorismo, CIA e Mossad non hanno mai nascosto di essere intervenuti con azioni violente in altri paesi, violando la legge di quegli stessi paesi e il diritto internazionale.

Se usciamo dalla angusta logica di un Europa orami inerme, scopriremo, inoltre, che a considerare elemento di inquietudine internazionale questi due paesi è la maggior parte della popolazione mondiale.

Mi chiedo, pertanto: quando il CIO provvederà a bandire dal consesso sportivo anche Usa e Israele e tutti gli altri paesi che, in modo diretto e indiretto, li sostengono e li giustificano?

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Antonio Ungaro
Antonio Ungaro
Giornalista sportivo e blogger. I primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare; tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

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