Il Comitato Italiano Paralimpico ha revocato il riconoscimento alla FISIP. La decisione è arrivata ieri a Roma, dai lavori della Giunta e del Consiglio Nazionale, e chiude sedici anni di vita autonoma della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici. Cessa insieme il commissariamento. Lo sci paralimpico entra nella FISI e l’assegnazione dei fondi sarà formalizzata dopo la prossima tornata elettorale federale. La FISIP conserva la natura associativa, in attesa dello scioglimento.
Ricordiamo che il commissariamento porta la data del 15 dicembre 2025, a meno di tre mesi dai Giochi paralimpici di Milano Cortina. Giunta e Consiglio lo approvarono all’unanimità, per «constatato disfunzionamento degli organi e degli uffici federali». Sotto quella formula c’era un procedimento della giustizia sportiva a carico del presidente allora in carica, deferito il 21 ottobre per violazioni dei principi di lealtà e correttezza dei tesserati. Al centro delle contestazioni il trattamento riservato all’allora segretaria generale, demansionata ed esclusa dalle decisioni. Il Collegio dei revisori aveva sollecitato l’intervento del CIP, il consulente amministrativo si era dimesso, tre consiglieri federali si erano dissociati. Il Tribunale federale ha depositato il dispositivo il 28 gennaio 2026. La federazione era nata a Torino nel 2010 e aveva conosciuto un solo cambio di presidenza, nel 2022.
Un modello che l’Italia pratica da quindici anni
Il travaso di una disciplina paralimpica dentro la federazione olimpica di riferimento ha precedenti consolidati. La scherma paralimpica è la ‘quarta arma’ della Federazione Italiana Scherma dal 2011, regolamentata dalla FIS in accordo con il CIP: le competenze arrivarono dalla FISPES, che nello stesso quadriennio le trasferì anche alla Federazione Italiana Bocce. Il paraciclismo ha seguito una strada analoga, con l’UCI che dal 2007 esercita la giurisdizione internazionale per accordo con l’IPC. In Italia handbike, tandem e tricicli corrono sotto licenza FCI, e il Settore Paralimpico è uno dei fiori all’occhiello della Federazione ciclistica.
La convocazione dell’assemblea straordinaria della FISI, pensata per accompagnare il passaggio, è stata revocata per le perplessità sollevate dalle società di base sul reclutamento dei principianti, mentre atleti di vertice e tecnici hanno spinto per l’ingresso. Chi porta per la prima volta un ragazzo disabile sugli sci teme di contare meno dentro una federazione nata nel 1908. Per presidiare in modo organico queste dinamiche, è stata istituita una Commissione sui riconoscimenti sportivi incaricata di verificare la funzione, l’efficacia e la sostenibilità delle singole federazioni e discipline nell’esclusivo interesse del movimento.
«Non possiamo temere il cambiamento», ha dichiarato il presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis, che rivendica «il coraggio di compiere scelte storiche e riforme strutturali».

