Ricordate la storia di Elnaz Rekabi, la scalatrice iraniana che nel 2022 gareggiò senza vela ai Campionati asiatici e fu costretta a tornare a casa per questo? Dopo un generale interessamento della stampa italiana, era calato il silenzio sulla sua sorte. La pagina italiana di wikipedia riporta ancora che probabilmente è stata incarcerata nel carcere di Evinn (lo stesso dove è stata rinchiusa recentemente la Sala) e la sua abitazione distrutta.
La Federazione Internazionale di Arrampicata Sportiva in una nota di pochi giorni dopo la sua ‘scomparsa’ precisò che stava bene a casa sua. Adesso la stessa IFSC comunica che Elnaz Rekabi è stata nominata atleta modello per l’arrampicata sportiva in occasione delle Olimpiadi giovanili di Dakar 2026.
Il ruolo di Rekabi è stato confermato in un incontro a Losanna, in Svizzera, tra la scalatrice, il presidente dell’IFSC Marco Scolaris e il presidente del CIO Thomas Bach, nel corso del quale i tre hanno parlato della partecipazione di Rekabi al programma Women in Sport High-Performance (WISH) del CIO. Il programma WISH, finanziato dall’Olympic Solidarity, si concentra sullo sviluppo di allenatrici altamente performanti e Rekabi faceva parte del quarto gruppo ad entrare nel programma.
I colloqui tra i due presidenti e la climber iraniana si sono concentrati anche sulla carriera di Rekabi, iniziata sulla scena internazionale ad Arco, in Italia, ai Campionati del mondo IFSC del 2011 e che ha visto la vittoria della medaglia di bronzo ai Campionati del mondo di Mosca 2021 nel formato “Combinata”.
Il presidente della IFSC Scolaris ha proposto Rekabi come modello per questo sport, dopo la sua lunga carriera ai massimi livelli e il suo continuo lavoro come allenatrice nel suo paese d’origine; la candidatura è stata sostenuta dal presidente Bach.
Ci sembra un buon modo per valorizzare un’atleta capace di attirare l’attenzione su tematiche sensibili e al contempo chiarisce bene il destino della ragazza dopo quella sua decisione di gareggiare senza velo nel 2022.
