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Il duello tra Pogačar e Van der Poel infiamma la Parigi Roubaix 2026

Parigi Roubaix 2025
Parigi Roubaix 2025 (foto ASO Pauline Ballet)

Se il Giro delle Fiandre ha fotografato i valori assoluti del ciclismo moderno in una gara di rara durezza e bellezza, la Parigi Roubaix si appresta a dirimere anche l’ultima incognita: chi è oggi il più forte nelle corse di un giorno tra Van der Poel e Pogačar?

Ronde e Sanremo, da questo punto di vista, hanno già detto molto. L’Imperatore che perde le ruote del Piccolo Principe sia sul Poggio sia all’imbocco del Kwaremont cambia la prospettiva. Solo un anno fa il figlio d’arte aveva pareggiato i conti, per quanto riguarda le Monumento vinte, portando a casa la Classicissima di Primavera e l’Inferno del Nord. Quest’anno rischia invece di restare a secco. La Roubaix rappresenta l’ultima occasione per lasciare il segno in una Monumento: la Doyenne e il Lombardia, infatti, non sono pane per i suoi denti.

Le dichiarazioni rilasciate alle tv internazionali prima del via del Fiandre dicono che Van der Poel è consapevole di essere sceso leggermente di livello rispetto allo sloveno: “Se le gambe mi permetteranno di tenere gli attacchi di Pogacar…”, aveva sussurrato.

La Roubaix di domenica prossima ci dirà anche fino a che punto la programmazione scientifica sia in grado di contrastare un fenomeno come Tadej, che in questa stagione ha messo i pedali soltanto in tre gare, vincendole tutte. Tra gli avversari da considerare c’è anche il nostro Filippo Ganna, che ha rinunciato a correre il Giro delle Fiandre per arrivare fresco come una rosa alla classica che più delle altre si adatta al suo fisico possente e alla sua capacità di lottare contro il tempo. Il passato ci ha insegnato, infatti, che i cronoman — soprattutto quelli alti e potenti come Ganna o Cancellara — hanno un talento particolare nel domare le pietre sconnesse del nord della Francia. Bisogna solo credere nelle proprie capacità e avere dalla propria anche un po’ di fortuna.

Non bisogna però cadere nell’errore di credere che l’Inferno del Nord si possa domare soltanto con la dea bendata. Se fosse vero, non sarebbe stato conquistato ripetutamente da corridori che hanno scritto la storia di questo sport e che figurano tra i migliori di sempre. Perché è bene ricordarlo: non c’è grande campione che manchi nell’albo d’oro della corsa, ma viceversa difficilmente puoi dirti completo se non hai vinto almeno una volta la Roubaix. Lo sapeva bene Bernard Hinault che, pur non amandola, l’ha affrontata due volte e, dopo averla vinta, ha rifiutato di tornarci.

Lo sa bene — e arriviamo ai giorni nostri — anche Tadej Pogačar. Lo scorso anno cambiò il programma di avvicinamento al Tour per poterla disputare, pensando di domarla al primo tentativo. Ne nacque un piccolo braccio di ferro con il suo team, che risolse con eleganza e fermezza. La caduta in curva gli precluse la possibilità di arrivare con Van der Poel, ma allora apparvero evidenti due cose: da un lato la difficoltà che avrebbe trovato nel prosieguo della gara e in un eventuale sprint, con l’olandese che allora appariva più forte e sicuro di sé; dall’altro che prima o poi questa gara lo sloveno la vincerà. Magari già domenica prossima, per continuare a inseguire l’impresa — unica e forse irripetibile — di vincere tutte e cinque le Monumento in carriera, e non soltanto sfiorare l’impossibile.

I settori di pavè

Settore 30 – Troisvilles à Inchy (2,2 km): primo ingresso nel pavé della giornata, affrontato ad altissima velocità e utile soprattutto a generare tensione e prime selezioni per posizione.

Settore 29 – Viesly à Quiévy (1,8 km): tratto regolare ma veloce, spesso sfruttato per aumentare il ritmo e mettere sotto pressione il gruppo.

Settore 28 – Quiévy à Fontaine au Tertre (3,7 km): uno dei primi settori davvero impegnativi, lungo e logorante, capace di spezzare il plotone già nella prima metà di corsa.

Settore 27 – Viesly à Briastre (3 km): pavé duro ma relativamente lineare, importante per consolidare le prime selezioni.

Settore 26 – Briastre (0,8 km): tratto breve e interlocutorio, più di transizione che di selezione.

Settore 25 – Solesmes à Haussy (0,8 km): settore relativamente semplice, spesso utile per recuperare posizione.

Settore 24 – Saulzoir à Verchain-Maugré (1,2 km): pavé tecnico ma generalmente non decisivo.

Settore 23 – Verchain-Maugré à Quérénaing (1,6 km): tratto nervoso, utilizzato spesso per aumentare la pressione in vista del primo blocco centrale.

Settore 22 – Quérénaing à Maing (2,5 km): lungo e irregolare, primo banco di prova serio per molti gregari.

Settore 21 – Maing à Monchaux-sur-Écaillon (1,6 km): ingresso spesso caotico, con elevato rischio di cadute e frazionamenti.

Settore 20 – Haveluy à Wallers (2,5 km): primo settore di grande difficoltà, fondamentale per il posizionamento in vista di Arenberg; qui il ritmo sale spesso in maniera netta.

Settore 19 – Trouée d’Arenberg (2,3 km): il tratto simbolo della Parigi-Roubaix, rettilineo nel bosco dal pavé violentissimo e dall’ingresso rapidissimo. Non sempre decide la corsa, ma spesso la distrugge. Qui Johan Museeuw e Fabian Cancellara costruirono parte dei loro capolavori, mentre in epoca recente Van der Poel e Pogačar vi hanno imposto selezioni immediate.

Settore 18 – Wallers à Hélesmes (1,6 km): subito dopo Arenberg, spesso decisivo per chi deve inseguire dopo essere rimasto attardato.

Settore 17 – Hornaing à Wandignies (3,7 km): uno dei settori più lunghi e duri dell’intera corsa, tradizionalmente usato per rilanciare l’azione dopo Arenberg.

Settore 16 – Warlaing à Brillon (2,4 km): pavé molto irregolare che continua a logorare uomini e mezzi.

Settore 15 – Tilloy à Sars-et-Rosières (2,4 km): tratto severo, spesso trampolino per attacchi da lontano.

Settore 14 – Beuvry-la-Forêt à Orchies (1,4 km): importante soprattutto per preparare la fase più calda della corsa.

Settore 13 – Orchies (1,7 km): tratto tecnico e nervoso, spesso affrontato a velocità elevata.

Settore 12 – Auchy-lez-Orchies à Bersée (2,7 km): settore molto duro, frequentemente trampolino per anticipi e azioni offensive.

Settore 11 – Mons-en-Pévèle (3 km): uno dei tre settori a cinque stelle, lungo e sconnessissimo, con curve che ne aumentano la difficoltà. Qui spesso la corsa esplode definitivamente. Tom Boonen e Fabian Cancellara vi costruirono più volte le proprie vittorie, mentre nel 2018 fu uno dei punti chiave della Roubaix vinta da Peter Sagan.

Settore 10 – Mérignies à Avelin (0,7 km): breve tratto di respiro relativo.

Settore 9 – Pont-Thibault à Ennevelin (1,4 km): settore favorevole a rilanci e contrattacchi.

Settore 8 – Templeuve (L’Épinette) (0,2 km): brevissimo tratto quasi simbolico.

Settore 8 bis – Templeuve (Moulin de Vertain) (0,5 km): breve ma utile per mantenere alta la tensione nel finale.

Settore 7 – Cysoing à Bourghelles (1,3 km): pavé di preparazione tattica al blocco conclusivo.

Settore 6 – Bourghelles à Wannehain (1,1 km): ultimo tratto interlocutorio prima della resa dei conti.

Settore 5 – Camphin-en-Pévèle (1,8 km): settore molto duro che spesso rappresenta il preludio decisivo al Carrefour de l’Arbre; chi qui è mal posizionato perde spesso la corsa.

Settore 4 – Carrefour de l’Arbre (2,1 km): il vero giudice finale della Roubaix moderna, ultimo settore a cinque stelle e luogo in cui spesso si decide la gara. Fabian Cancellara vi chiuse la corsa nel 2010, Dylan van Baarle costruì qui il successo del 2022 e Mathieu van der Poel vi staccò definitivamente Van Aert nel 2023.

Settore 3 – Gruson (1,1 km): breve ma insidioso, può consolidare distacchi già creati.

Settore 2 – Willems à Hem (1,4 km): ultimo vero settore in pavé, ultima occasione per eventuali inseguitori.

Settore 1 – Roubaix (Espace Charles Crupelandt) (0,3 km): tratto conclusivo simbolico prima dell’ingresso nel velodromo.

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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