CiclismoIl Giro di Damiani: alfabeto della Corsa Rosa. Ardrenalina, banana, botte...

Il Giro di Damiani: alfabeto della Corsa Rosa. Ardrenalina, banana, botte…

La seconda tappa del Giro d’Italia 2026 diventa anche la seconda puntata de Il Giro di Damiani, il podcast di SportJam per Sport24h.it al Giro, qualche minuto di riflessione in parole seguendo la Corsa Rosa, tappa dopo tappa, attraverso lo sguardo di Roberto Damiani, direttore sportivo della Cofidis. Un commento quotidiano dalla sua virtuale ammiraglia rosa, fatto di lettura tecnica, memoria di corsa, attenzione ai corridori e giochi di parole che portano dentro il Giro con il linguaggio vivo di chi il ciclismo lo conosce dalla strada.

Nella Burgas-Veliko Tarnovo di 221 chilometri, vinta da Guillermo Thomas Silva della XDS Astana Team, nuovo leader della classifica generale, Damiani sceglie di raccontare la giornata partendo dalla seconda lettera: la B. Avrebbe voluto giocare con la B di banana, alimento ancora molto presente nella quotidianità dei corridori, insieme a barrette e gel. Ma la corsa lo porta subito altrove: alla B di botte, quelle subite dai corridori coinvolti nelle cadute di una tappa segnata anche da momenti drammatici. La frazione è stata neutralizzata dopo una maxi caduta su strade bagnate, prima della ripartenza quando le condizioni di sicurezza sono tornate sotto controllo.

Il primo pensiero di Damiani va a chi è finito a terra, a chi ha rischiato di vedere compromesso un Giro preparato per mesi, a chi ha dovuto fare i conti con la parte più dura e imprevedibile del mestiere. Ma il suo commento sottolinea anche la reazione del gruppo e dell’organizzazione: prima una neutralizzazione naturale da parte dei corridori, poi la decisione degli organizzatori di non ridare il via alla corsa fino al ritorno nei canoni della massima sicurezza.

Dentro la tappa, però, c’è anche il ciclismo dei grandi segnali. Damiani legge con attenzione l’attacco di Jonas Vingegaard sulla salita del Monastero, un’azione brillante ma, secondo lui, forse prematura per un leader che punta alla classifica generale in una corsa di tre settimane. La risposta di Giulio Pellizzari e di Lennert Van Eetvelt conferma che il Giro si è subito acceso, ma per Damiani il messaggio resta chiaro: nei primi giorni, e ancora di più prima del rientro in Italia, il miglior attacco può essere la difesa. Restare nascosti, non esporsi troppo subito, ragionare su tre settimane di Giro, non aggiungere rischi inutili a una corsa che ha ancora tantissimo da dire.

Nel suo commento trova spazio anche il lavoro degli italiani nelle squadre straniere. Damiani cita il grande lavoro di Davide Piganzoli con la Visma, decisivo nel pilotare Vingegaard prima dell’attacco, e allarga lo sguardo a un tema spesso poco raccontato: il valore dei corridori italiani utilizzati come uomini squadra, più che come protagonisti diretti. Accanto a Piganzoli, la tappa offre anche risposte importanti da Giulio Ciccone, Christian Scaroni, Giulio Pellizzari, tutti nei primi dieci dell’ordine d’arrivo.

La vittoria di giornata premia Guillermo Thomas Silva, che a Veliko Tarnovo entra nella storia come primo uruguaiano a conquistare una tappa del Giro d’Italia e prende anche la Maglia Rosa. Il corridore della XDS Astana Team chiude i 221 chilometri in 5h39’25”, alla media di 39,067 km/h, precedendo Florian Stork della Tudor Pro Cycling Team e Giulio Ciccone della Lidl-Trek. In classifica generale Silva guida davanti a Stork ed Egan Bernal, entrambi a 4”.

Dopo il traguardo, Silva ha raccontato l’emozione di una giornata inattesa e destinata a restare nella memoria: «Sono al settimo cielo. È la mia seconda tappa in carriera al Giro d’Italia e sono già riuscito a vincere e a prendere addirittura la Maglia Rosa. Stavo bene, ma non credevo di riuscire a ottenere un successo del genere. Devo ringraziare Christian Scaroni, che mi ha aiutato sia nell’inseguimento agli uomini di testa che nel lanciare lo sprint. Penso che non dimenticherò mai questa giornata».

Il Giro resta ancora in Bulgaria per un’altra tappa prima del rientro in Italia. Per Damiani, proprio le frazioni verso il Sud potranno diventare molto interessanti e anche pericolose per la classifica generale. La seconda puntata del Giro di Damiani ci offre così una doppia riflessione: da una parte la preoccupazione per le cadute e per la sicurezza dei corridori, dall’altra la sensazione che questa Corsa Rosa abbia già iniziato a dirci qualcosa di bello. E non è solo questione di alfabeto…

Ascolta SportJam con Il Giro di Damiani qui su YT

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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