Il GP Liberazione con Koshevoy rinnova la sua magia

Il GP Liberazione con Koshevoy rinnova la sua magia
Ilya Koshevoy vince il GP Liberazione 2013

Ilya Koshevoy vince il GP Liberazione 2013

C’è tutto, ancora una volta, nel GP Liberazione, giunto quest’anno alla 68^ edizione (e speriamo che non sia l’ultima). C’è la storia di questa corsa, con un vincitore che viene dall’Est, a ricordare come per lungo tempo la kermesse romana era una delle poche occasione di ribalta per i corridori di oltre cortina. C’è anche la nouvelle vouge del ciclismo attuale, che parla anglosassone (inglese o australiano), con l’aussie Phelan, protagonista fino a pochi chilometri dalla conclusione. C’è il ciclismo antico, quando il “mestiere” si passava da padre in figlio: “Mio papà e mia mamma erano entrambi corridori: non potevo non praticare anch’io il ciclismo” ha detto raggiante all’arrivo Ilia Koshevoy, il bielorusso di 22 anni che ha vinto, primo della sua terra, il Mondiale di Primavera per dilettanti. C’è sudore, fatica e mestiere: “Non è stato facile vincere: ho corso al coperto per metà gara, poi sono riuscito a stare nelle prime posizioni. Il direttore sportivo mi aveva detto che era una corsa adatta a me e lo sapevo anch’io: stavo bene. Questa vittoria dà fiducia e morale alla squadra e anche a me: vengo da un paese dove alle corse partono in 40-50; qui si parte in 150 e per me non è stato facile inserirmi.” La sua storia, come quella di tanti colleghi che hanno scritto la storia recente di questi sport, è di quelle che fanno pensare. Koshevoy ha 22 anni, corre per la società toscana Big Hunter Seanese e vive a Quarrata (Pistoia). E’ in Italia da quattro anni, convinto a lasciare la sua terra dalla marchigiana Corridonia. Ha vinto liberandosi del compagno di fuga, l’australiano Adam Phelan, con un attacco a due chilometri dall’arrivo. L’Australia ha cercato di rendere subito la corsa dura, mandando in fuga Damien Howson sin dal primo giro: raggiunto a 4 giri dal termine, i “canguri” sono andati all’attacco con Adam Phelan il quale non riuscito ad andare al di là del secondo posto.
Tra i singoli bene Alberto Bettiol, 19 anni, della Mastromarco: il suo terzo posto davanti al coetaneo Stefano Nardelli piazzamento ottimo. A livello di squadra, bene Zalf, Vini Fantini e Mastromarco tutte con due corridori nei primi dieci.
Il pubblico delle grandi occasioni ha sicuramente gradito, nella speranza che il prossimo anno si possa trovare ancora qui, a Caracalla, per festeggiare la Liberazione, il ciclismo e la sua storia.

ORDINE D’ARRIVO 68°GRAN PREMIO DELLA LIBERAZIONE
1. Ilia Koshekov (Blr, Big Hunter Seanese) 138 km in 3.21’54” media 39,525 km/h
2. Adam Phelan (Australia) a 1”
3. Alberto Bettiol (GS Mastromarco) a 30”
4. Stefano Nardelli (Gavardo Tecmor) a 34”
5. Giuseppe Fonzi (Vini Fantini-D’Angelo&Antenucci) a 39”
6. Andrea Zordan (Zalf Euromobil-Desirée Fior)
7. Paolo Simion (Zalf Euromobil-Desirée Fior) a 40”
8. Riccardo Stacchiotti (Vini Fantini-D’Angelo&Antenucci)
9. Gianni Bellini (GS Mastromarco)
10. Nicolò Rocchi (Marchiol Emisfero Site)

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