Il movimento paralimpico piange la scomparsa di Roberto Marson e Marco Fabio Sartori

Due gravi lutti hanno colpito, nella notte, il movimento paralimpico: nelle prime ore di oggi si sono spenti Roberto Marson, indimenticato ex campione paralimpico, vincitore di ben 26 medaglie ai Giochi Paralimpici dal ’64 al ’76 e primo Presidente della FISHa e Marco Fabio Sartori, Presidente dell’INAIL, carica che ricopriva dal 2008.
Nitido è il ricordo di Luca Pancalli: “Ho conosciuto Roberto Marson nei primi anni ‘80, qualche anno dopo il mio incidente a cavallo. Era presidente della FISHa, l’allora federazione italiana sport handicappati, che stava muovendo i primi passi verso il riconoscimento di federazione del CONI. Per tutti noi, però, era una sorta di mito sportivo. A lui guardavamo come l’atleta capace di vincere, in una sola paralimpiade, dieci medaglie d’oro in quel di Tel Aviv, nel 1968, quando i giochi per disabili stavano faticosamente ritagliandosi uno spazio nel pianeta sport. A lui guardavamo per quella capacità di comprendere, da ex atleta, le piccole cose che, per una persona disabile, fanno la differenza, compreso quello straordinario sorriso che sapeva sempre accompagnare ogni nostro incontro. Era un grande uomo, Roberto, una persona capace di mettersi a disposizione con grande umiltà, un dirigente sportivo illuminato, un amico sul quale contare. Era colui che, ogni qual volta mi incontrava, mi ribadiva l’enorme stima che nutriva nei miei confronti. ‘Sei il presente ed il futuro’, mi ripeteva con quegli occhi sinceri e carichi di affetto. ‘L’ho sempre pensato aggiungeva – fin da quando eri un giovanissimo atleta alle prese con le prime gare internazionali. Ancora di più oggi, perché hai saputo compiere un percorso, con il nostro movimento, che nessuno di noi avrebbe mai immaginato possibile’. Ho voluto bene a Roberto, mi sono sentito sempre vicino a Roberto. Se ne è andato via in punta di piedi, Roberto, ed il destino, beffardo come sempre, se lo è preso proprio quando nella sua Ostia – località che lo aveva accolto con affetto, lui friulano doc – eravamo in campo con la Nazionale di pallacanestro in carrozzina della quale lui aveva fatto parte nella sua decennale storia con lo sport. Lo abbiamo salutato con una vittoria. Come avrebbe voluto lui: atleta tra atleti”.
Forte è l’emozione anche per la perdita di Marco Fabio Sartori: “Ci sono persone che conosci da poco tempo, con le quali, però, immediatamente scatta un feeling incredibile. Con Marco Fabio è stato subito così. E’ stata una scintilla, di quelle che sanno accendere un fuoco che si alimenta di stima reciproca e sincero affetto. E i ricordi, seppure pochi, hanno tutti un sapore particolare, ogni sorriso un preciso significato, ogni parola un impegno nel tempo. Quando firmammo, lo scorso anno, il rinnovo della Convenzione Quadro tra INAIL e CIP, Marco Fabio stava già lottando da mesi. ‘E’ dura – raccontava – ma voglio vincere questa battaglia’. Parole che, a distanza di mesi, suonano purtroppo beffarde, ma che raccontano in maniera precisa l’animo battagliero e ottimista di un uomo che, in pochi mesi, ha saputo ritagliarsi una parte importante nei miei ricordi. A Vancouver, nel corso della Paralimpiade Invernale dello scorso anno, mi raccontava di un dolore persistente alla schiena, che voleva sconfiggere, da sportivo vero, con nuoto e palestra. Non era così, purtroppo. Trascorremmo alcune giornate fianco a fianco, entrambi affascinati dai nostri meravigliosi atleti. Se ne è andato con dignità, lasciando il vuoto che lascia un amico. Vero”. (com stampa)

Lascia un commento

La tua email non apparirà

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.