Il “nuovo” Elia Viviani sale sul tetto d’Europa

Il campione veneto si prende quel titolo che aveva sfiorato solo due anni fa con un'azione da lontano. Perfetto il gioco di squadra. L'Italia chiude al secondo posto del medagliere con 4 ori, 1 argento e 4 bronzi.

Il “nuovo” Elia Viviani sale sul tetto d’Europa

Elia Viviani è il nuovo campione europeo di ciclismo. Sfila la maglia a Mauro Trentin, oggi a Alkmaar; non si è trattato di un “colpo di mano”, ma di un passaggio di consegne tra due grandi campioni, che hanno corso in perfetta sintonia, mettendo a disposizione delle squadra le proprie grandi capacità.

L’ha racconta così Davide Cassani: “Non avevamo studiato nulla di particolare, se non quella di provare a far saltare il banco prima, senza aspettare l’arrivo in volata…”. Trentin da fuoco alle polveri, a 80 chilometri dalla conclusione. Gli azzurri, in prima linea, reggono allo strappo del campione europeo uscente, che seleziona un drappello di fuggitivi. Poi, a -30 km, attacca Viviani. Si proprio lui, l’uomo della volata, quello che avrebbe dovuto restare coperto fino alla fine. Dirà, dopo: “Mi sono messo in gioco, ho cambiato il mio modo di correre… vincere così è ancora più bello.”.

Per uno strano destino, Elia si ritrova avanti con altri due compagni di fuga (il belga Lampaert ed il tedesco Ackermann), proprio come la sua Elena Cecchini, compagna di vita e di allenamenti. Elena ieri aveva perso in volata. Elia oggi era nettamente il più forte. Ha vinto e si è ripreso quella maglia che due anni fa sembrava per lui e che invece Kristoff gli soffiò in volata. “Avete visto un nuovo Viviani che accetta una gara dura e si mette in gioco fin da subito… L’azione di Trentin non era programmata nel meeting di questa mattina ma con Matteo sapevamo di poter fare una gara dura con tatticismi significativi. Così è stato”.

Profonda la soddisfazione del presidente Di Rocco che si complimenta per i trionfi azzurri: “La vittoria di Elia Viviani è la classica ciliegina su una torta già ricca ancora prima di oggi. Il ciclismo italiano esce trionfale da questi Campionati Europei strada, con 4 titoli europei e 9 medaglie, al secondo posto nel medagliere, alle spalle dei padroni di casa olandesi. Questi Europei ci dicono che il ciclismo italiano gode di ottima salute: i titoli di Piccolo, juniores, Paternoster e Dainese, tra gli U23, raccontano che abbiamo un grande futuro. Quello di Elia, che raccoglie l’eredità di Trentin, conferma la nostra posizione di vertice a livello internazionale mostrando un gruppo di atleti che si ritrovano e si esaltano nello spirito di squadra. Ringrazio personalmente e a nome di tutto il movimento ciclistico, gli atleti, Davide Cassani, i tecnici e tutto lo staff della Nazionale italiana, che hanno esaltato la qualità complessiva di un movimento, quello ciclistico, orgoglio dello sport italiano.”

MEDAGLIERE AZZURRO

CRONO

ORO Andrea Piccolo – CRONO INDIVIDUALE UOMINI JUNIORES

BRONZO Affini Edoardo, Boaro Manuele , Martinelli Davide, Guazzini Vittoria, Longo Borghini Elisa e Valsecchi Silvia – MIXED TEAM RELAY

BRONZO Elena Pirrone – CRONO INDIVIDUALE DONNE U23

BRONZO Edoardo Affini – CRONO INDIVIDUALE UOMINI ELITE

LINEA

ORO Letizia Paternoster – Prova in Linea donne U23

ORO Alberto Dainese – Prova in Linea uomini U23

ORO Elia Viviani – Prova in Linea uomini élite

ARGENTO Elena Cecchini – Prova in Linea donne élite

BRONZO Andrea Piccolo – Prova in linea uomini Juniores

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