
Come nelle più belle favole, il Piccolo Principe batte l’Imperatore. Il Giro delle Fiandre non mente e, nell’edizione 2026, mette in fila i valori assoluti del ciclismo moderno. Vince, al terzo successo alla Ronde, il secondo consecutivo e il 12° in una Monumento, Tadej Pogacar. Alle sue spalle, a una quarantina di secondi, Mathieu Van der Poel; terzo Remco Evenepoel; quarto Wout Van Aert, quinto Mads Pedersen: quattro campioni del mondo su cinque.
Pogacar non finisce di stupire. Oggi, con un’altra perla, mette al collo un nuovo record. Si tratta della terza vittoria in tre gare nel 2026 dopo Strade Bianche e Sanremo, della quarta Monumento consecutiva, dopo la Doyenne e Lombardia dello scorso anno, e la Sanremo. Adesso ha nel mirino la Roubaix, l’unica Classicissima che non ha ancora vinto e che, se mai dovesse conquistare, metterebbe anche una seria ipoteca sul record dei record, ovvero tutte e 5 le corse simbolo nella stessa stagione. Siamo alla 111ª vittoria in carriera. Con tre vittorie raggiunge tutti i big che nel passato, a cominciare dal nostro Fiorenzo Magni, hanno domato più volte i Muri. E’ verosimile credere che potrà, il prossimo anno o quello ancora dopo, calare il poker, unico anche questo nella storia della corsa e del ciclismo.
“È stata una corsa pazza e molto dura – ha detto lo sloveno particolarmente provato al termine -. Non so neanche a che chilometro è scoppiata. Quando ci siamo trovati avanti siamo andati bene, tutti hanno cooperato affinché si realizzasse la fuga. Sapevo che Remco è pericoloso e resiliente, quindi con Mathieu abbiamo deciso di collaborare per tenerlo a distanza.
Non ho corso molto, ma quando lo faccio mi metto la pressione addosso per vincere. Tutto è andato nel modo migliore. Questo mi permette di arrivare alla Roubaix motivato e mi godrò le pietre domenica prossima.”
La corsa si accende a circa 100 chilometri dall’arrivo, quando la UAE accelera sul Molenberg e rompe definitivamente il gruppo. Davanti restano i grandi favoriti: Pogacar, Mathieu van der Poel, Remco Evenepoel e Wout van Aert, mentre la fuga iniziale viene progressivamente riassorbita.
È il campione del mondo ad aprire le ostilità: accelera sul Kwaremont e seleziona il gruppo dei migliori. In prima battuta resistono in tre – lo sloveno, Van der Poel ed Evenepoel – mentre Van Aert e Pedersen, che all’inizio avevano risposto, perdono contatto. Sul Paterberg Evenepoel cede ma resta a una manciata di secondi. Si accende un duello a distanza tra i due battistrada e il campione olimpico, che si avvicina quando la strada spiana, ma perde ogni volta che si torna sulle pietre.
La svolta definitiva arriva sull’ultimo passaggio sul Kwaremont: Pogacar cambia ritmo quasi impercettibilmente per tutti gli spettatori ma non certo per Van der Poel che, come lo scorso anno, non riesce a rispondere. Sul successivo Paterberg il distacco si consolida. Pogacar scollina con un margine già significativo e, una volta entrato nel tratto pianeggiante verso Oudenaarde, gestisce senza rischi fino al traguardo.
