Il pilota di Formula 1 più forte di sempre

Con l'aiuto di AI (Bard di google) la classifica dei piloti di Formula 1 che hanno contrassegnato un'epoca e lasciato il segno. Vince, ma forse non è una sorpresa, Manuel Fangio.

Con la vittoria del suo terzo titolo mondiale nel Gran Premio di Abu Dhabi del 2023, Max Verstappen ha segnato un nuovo record: 19 vittorie in una sola stagione di GP. Il successo dell’olandese ha riaperto il dibattito su chi sia il pilota più forte di Formula 1 di tutti i tempi. Abbiamo scomodato AI (in questo caso Bard di Google) per organizzare e sistematizzare alcuni dati e per stilare una classifica che, come potrete vedere di seguito, regala qualche sorpresa, che anche la stessa AI ha avuto difficoltà ad accettare.

Infatti nonostante gli indicassimo i criteri per noi oggettivi, in ordine di importanza, per stilare la classifica, Bard ci consegnava sempre un unico risultato: ‘Senna è stato il pilota più forte di sempre’. Abbiamo avuto difficoltà a comprendere il motivo di tale ostinazione.

Alla fine ci siamo rassegnati a rimettere mano alla classifica in base agli stessi dati del web. Però è emblematica la scelta di Bard, che rivela quanto su internet esistano articolo a favore di Senna (potete verificare voi stessi con una semplice ricerca) anche se non suffragati da alcun dato oggettivo.

Quali sono questi dati oggettivi? In articoli simili per altri sport (tennis, pugilato, scacchi, calcio), tutti molto letti, abbiamo identificato dei criteri che crediamo validi per poter realizzare un confronto tra personaggi di varie epoche.

Li ricordiamo per completezza di informazioni:

  • Percentuale di vittorie: questo criterio tiene conto del numero di vittorie ottenute dal pilota rispetto al numero di gare disputate.
  • Numero di titoli vinti: questo criterio è un indicatore di successo a lungo termine.
  • Forza degli avversari affrontati: questo criterio tiene conto della competitività degli avversari che il pilota ha affrontato durante la sua carriera. Il valore degli avversari è calcolato sui precedenti due criteri
  • Innovazione di guida: questo criterio tiene conto del grado di innovazione apportato dal pilota alla guida della Formula 1.

Il quarto criterio è anche quello in grado di spostare gli equilibri dei primi. Ecco di seguito la classifica che premia i primi tre criteri.

PilotaGP disputatiGP vinti% vittorieMondiali
1Juan Manuel Fangio512447,06%5
2Alberto Ascari321340,63%2
3Jim Clark722534,72%2
4Lewis Hamilton33210331,02%7
5Michael Schumacher3079129,64%7
6Max Verstappen1855429,19%3
7Jackie Stewart992727,27%3
8Alain Prost1995125,63%4
9Ayrton Senna1614125,47%3
10Damon Hill1152219,13%1
11Sebastian Vettel2995317,73%4
12Nigel Mansell1873116,58%1
13Giuseppe Farina33515,15%1
14Niki Lauda1712514,62%3
15Jack Brabham1231411,38%3
15Nelson Piquet2042311,27%3
17Nico Rosberg2062311,17%1
18James Hunt921010,87%1
19Emerson Fittipaldi144149,72%2
20Jody Scheckter112108,93%1
Classifica dei primi 20 piloti all time per percentuale di vittorie e che abbiano vinto almeno 1 titolo mondiale. In neretto i valori più alti per ogni singolo criterio

Pur consapevoli dei limiti di questa prima classifica non si può fare a meno di rilevare che Fangio ha una percentuale di successi che sfiora la metà delle gare disputate. Ha collezionato anche 5 titoli mondiali, record che ha resistito fino a Michael Schumacher e, superato poi anche da Lewis Hamilton. Questa classifica ci permette anche di analizzare il terzo criterio di valutazione: la forza degli avversari. Fangio ha avuto a che fare con Alberto Ascari e Stirling Moss (altro corridore che ha una percentuale di gare disputate/vittorie sopra il 20%, anche se non ha mai vinto un titolo mondiale), dimostrando sempre di essere il più forte.

Se non possiamo prendere il considerazione Ascari per la classifica ‘all time’ per il basso numero di GP disputati, l’attenzione si concentra su Jim Clark, che ha vinto un gp ogni tre disputati e in qualche modo è entrato nella leggenda di questo sport per il suo stile di guida e la fine tragica. Prima dell’era contemporanea, ha anche detenuto il record del numero di vittorie nella stessa stagione (10, nel 1963).

Riguardo il valore degli avversari, restano epici gli scontri tra Prost e Senna, con stili di vita e di guida opposti, e di Lauda contro Hunt. Schumacher, che a buon diritto può ambire al titolo di ‘migliore di sempre’ è stato il pilota di passaggio, tra l’era di Senna e quella di Hamilton, altro grande interprete che ancora non ha dato tutto quello che può nel grande circo delle quattro ruote e deve ora incrociare i destini con l’astro nascente Verstappen.

Insomma, ogni epoca ha avuto almeno due o tre grandi interpreti e ogni campione il proprio antagonista. Per decidere quindi il più forte di sempre non possiamo che guardare allo stile di guida e alla forza rivoluzionaria rispetto ai contemporanei.

Logico che l’attenzione si concentri soprattutto sui quei piloti in grado di entusiasmare il pubblico, con uno stile di guida spregiudicato, a volte al limite dello spericolato. Piloti che hanno imposto un modo diverso di interpretare le corse e costretto gli avversari ad alzare l’asticella. E’ il caso di Fangio, Senna e, a nostro avviso, Schumacher. Il primo ha disegnato l’automobilismo dell’era moderna, il secondo ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, con uno stile ‘garibaldino’ ma in grado di fargli vincere tre titoli mondiali. Il tedesco ha raccolto l’eredità di Senna con uno stile d’attacco ma attento anche la strategia.

Ma visto i record che può vantare Hamilton, sia per quanto riguarda il numero di GP vinti che per la percentuale di vittorie e il numero di titoli mondiali, non sarebbe giusto lasciarlo fuori dal podio, visto soprattutto che è ancora in grado di aumentare tutti i numeri.

Pertanto ecco la nostra classifica: primo Manuel Fangio, secondi a pari merito Schumacher e Hamilton; terzi Ayrton Senna e Jim Clark, entrambi potenzialmente i migliori se un tragico destino non li avesse portati via troppo presto.
(fonte dati bard di google e il sito https://www.statsf1.com/)

Redazione
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