Il Politecnico di Torino ha ideato mascherine di comunità per attività sportiva

Il Team multidisciplinare ha elaborato un prodotto con prestazioni misurate e messo in produzione le maschere pensate per le attività sportive amatoriali.

Il Politecnico di Torino ha ideato mascherine di comunità per attività sportiva

Torino, 28 ottobre 2020 – Proprio in questi giorni, in cui lo sport è nuovamente al centro di pesanti misure restrittive, soprattutto a livello amatoriale, e in cui molti nomi noti del panorama sportivo nazionale sono risultati positivi al Covid-19, il Politecnico di Torino ha chiuso la fase di ricerca e sviluppo di “Sherpa” – il prototipo di maschera di comunità espressamente pensata per lo svolgimento dell’attività sportiva, che è oggi in produzione e disponibile sul mercato.

Il prodotto risponde ai requisiti previsti per le maschere sportive in termini di efficienza di filtrazione e resistenza respiratoria (riposo, attività moderata e intensa). In particolare è stata rilevata una respirabilità della mascherina che consente di inalare senza problemi fino a 200 L/min di aria, portata compatibile con la pratica degli sport più intensi, mantenendo un’efficienza di filtrazione adeguata, nel pieno rispetto della sicurezza degli atleti.

Anche le misure di attenuazione acustica, svolte nell’Applied Acoustics Lab del Politecnico di Torino, e in particolare in collaborazione con la professoressa Arianna Astolfi, responsabile del laboratorio, e la dottoressa Louena Shtrepi, hanno verificato che l’intellegibilità del parlato non viene compromessa dalla maschera e gli atleti possono continuare a comunicare efficacemente durante l’azione. Lo sviluppo della maschera è stato anche accompagnato da test in campo e test medici, coinvolgendo atleti di pallacanestro giovanile di diverse età.

La maschera è prodotta in più taglie, in modo da poter essere utilizzata da atleti di ogni età, soprattutto non professionisti: questa categoria è numerosa, non è di fatto trattata dalla disciplina di tutela, è esclusa dai circuiti in cui il tampone viene effettuato di routine e, come tale, risulta particolarmente esposta ai rischi di contagio e di interruzione dell’attività.

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