La prima vittoria è come il primo bacio non si scorda mai. Dice così Andrea De Luca, appassionato commentatore sportivo di Raisport, nel suo TGiro serale in tv, dove chi non ha avuto modo di seguire la Corsa Rosa, dalla mattina al tardo pomeriggio, può contare su una sintesi commentata in tandem con il bravo tecnico Davide Cassani. Valentin Paret-Peintre (Decathlon AG2R La Mondiale Team) dunque ha vinto la decima tappa del Giro d’Italia 107, la Pompei-Cusano Mutri (Bocca della Selva) di 142 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Romain Bardet (Team DSM-Firmenich PostNL) e Jan Tratnik (Team Visma | Lease a Bike).
Il primo bacio anzi la prima vittoria in carriera di Valentin Paret Peintre, è dunque per un francese, con fratello al seguito (in squadra), un fratello Aurelien che proprio un anno fa ha vinto al Giro in Campania. I fratelli al Giro sono il tema romantico di questa tappa, sono solo 2 e non 4 come nella storia della corsa rosa furono gli svedesi Pettersson (Gosta, Erik, Sture e Tomas) ma sono sono una bella storia e sono protagonisti ancora una volta di una tappa bella e piena di entusiasmo, scatti e corse nella corsa.

Ecco il Valentino del Giro che dice così subito dopo l’arrivo: “Ad essere sincero, non riesco a descrivere quello che provo ora. È incredibile. Ero in fuga per ottenere un buon risultato e invece sono qui a festeggiare. Sono cresciuto guardando Romain Bardet lottare per il podio al Tour de France. Mi ha fatto sognare di diventare un ciclista professionista. Batterlo oggi è incredibile. Dopo aver visto il profilo della corsa, sapevo di dover attaccare negli ultimi 4 km, perché era la parte più difficile, e così ho fatto. Vincere un anno dopo mio fratello è qualcosa di speciale, stasera festeggeremo insieme”.
Se Tadej Pogacar, finalmente tranquillo, non si discute per la rosa, per gli altri colori c’è un po’ di bagarre. C’è all’intergiro, c’è per la maglia bianca. Lo sa bene Antonio Tiberi che infatti con la sua corsa coraggiosa anche oggi rosicchia secondi sul leader della bianca 9” e guadagna anche un po’ su Bardet. “Giusto provare e fare qualcosa e poi ci sono anche gli altri su cui guadagnare” come spiega Damiano Caruso, capitano di Antonio Tiberi. Il corridore laziale piace sempre di più ed è l’unico che non ha paura delle salite e si difende a cronometro: “meglio di me” dice un fresco ex pro Vincenzo Nibali con cui Antonio ha corso.

Qualcuno lo chiamava Nibalino questo Antonio Tiberi che ci sta man mano entusiasmando. Con la testa. Guadagna su Bardet, guadagna sull’impronunciabile Cian Uijtdebroeks maglia del migliore giovane. Sono il futuro di questo Giro, vincitore di tappa compreso, che stanno regalando una Corsa a tappe sempre più bella.
Nessun problema per Tadej Pogacar, dunque, saldamente in Maglia Rosa, ma il Giro non finisce qui e ormai ci siamo abituati alle sue belle sorprese. Quindi si va avanti tappa dopo tappa. Un Giro che perde lo Stelvio per via della neve: scherzandoci su “solo una slavina poteva fermare Pogacar” e per la paura delle slavine gli organizzatori hanno dovuto cambiare programma. Variazione di percorso fatta e organizzata perché la neve è davvero troppa. Ecco la nota ufficiale dell’organizzazione: le recenti nevicate sul Passo dello Stelvio e il successivo aumento delle temperature stanno facendo crescere il rischio di slavine. L’organizzazione del Giro d’Italia, per salvaguardare la sicurezza della Carovana Rosa, ha deciso quindi di modificare il percorso della 16^ tappa del Giro d’Italia, Livigno-Santa Cristina Val Gardena/St. Christina in Gröden (Monte Pana), che passerà da 202 a 206 km. La Cima Coppi, che in precedenza era lo Stelvio, adesso diventa il Giogo di Santa Maria/Umbrailpass a quota 2489 m.
Tappa di alta montagna, ma spezzata dalla valle dell’Adige e dell’Isarco che la rendono composta da tre parti. Montagna, con Foscagno e Giogo di Santa Maria (Cima Coppi); pianura, da Glorenza fino a poco dopo Bolzano; di nuovo montagna, con la salita di Passo Pinei e il finale in Val Gardena dopo Santa Cristina. Dal Giogo di Santa Maria (Umbrailpass) a Tubre si percorrono 18 km in territorio Elvetico. Tappa che si svolge su strade con carreggiata abbastanza larga e in buono stato. Da segnalare le gallerie dello Stelvio/Giogo di Santa Maria in salita appena dopo Bormio e quelle in discesa (ampie e illuminate) a Foresta/Forst prima di Merano. Ultimi 3 km quasi tutti in salita ad eccezione della breve discesa che porta dal centro di Santa Cristina al ponte (-2 km) dove inizia lo strappo finale. Strappo di pendenza media attorno al 12% con punte del 16% nella parte iniziale con stretti tornanti. Retta finale di 100 m su asfalto larghezza 6 m.
ORDINE D’ARRIVO
1 – Valentin Paret-Peintre (Decathlon AG2R La Mondiale Team) – 142 km in 3h43’50”, media di 38.064 km/h
2 – Romain Bardet (Team DSM-Firmenich PostNL) a 29″
3 – Jan Tratnik (Team Visma | Lease a Bike) a 1’01”
CLASSIFICA GENERALE
1 – Tadej Pogacar (UAE Team Emirates)
2 – Daniel Felipe Martinez (Bora – Hansgrohe) a 2’40”
3 – Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) a 2’58”
LE MAGLIE UFFICIALI
Le Maglie di leader del Giro d’Italia sono disegnate e realizzate da CASTELLI.
Maglia Rosa, leader della Classifica Generale, sponsorizzata da Enel – Tadej Pogacar (UAE Team Emirates)
Maglia Ciclamino, leader della Classifica a Punti, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ITA Italian Trade Agency – Jonathan Milan (Lidl-Trek)
Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Tadej Pogacar (UAE Team Emirates)
Maglia Bianca, leader della Classifica Giovani, nati dopo il 01/01/1999, sponsorizzata da Eataly – Cian Uijtdebroeks (Team Visma | Lease a Bike)
