Il Rettangolo dei Sogni, quando correre dietro ad un pallone non è solo un gioco

"Vivere la vita con gli occhi di un bambino è sempre emozionante...".

Il Rettangolo dei Sogni, quando correre dietro ad un pallone non è solo un gioco

Il gioco del calcio in Italia rappresenta lo specchio della società. Quanti operano nello sport sanno bene che i problemi maggiori, spesso, nascono dai genitori. Ci sono, poi, tecnici (o allenatori, o coach) che non hanno la preparazione adeguata, altri che provengono da storie personali difficili e spesso trovano, su un qualsiasi rettangolo di gioco (calcio, basket, rugby, parete di arrampicata o campo di tennistavolo..), un completamento della propria storia. E’ questo non è sempre un bene… Lo sport è il terzo caposaldo formativo della nostra società, dopo famiglia e scuola.

Potremmo continuare praticamente all’infinito, con tanti esempi come quelli elencati all’inizio dell’articolo; per ricordare che quasi 3 milioni di ragazzi, ogni settimana, praticano sport e nello sport sarebbe giusto che trovassero le risposte alla loro richiesta di educazione e attenzione. Tutti questi elementi li troverete in “Il Rettangolo dei Sogni“, un agile libro di 130 pagine scritto da Mario Bocchetti, Silvio Crisari e Ciro Ruotolo (Europa Edizioni, 13,90 euro) che parla di calcio ma, infondo, non solo di calcio. Quanti amano e vivono lo sport, per passione o professione, troveranno uno spaccato della propria vita. Tante piccole storie di ragazzi e del loro coach, vengono raccontate, non sempre con la necessaria sintesi che meriterebbe (per non arricchire di aggettivi ed avverbi storie ricche della propria essenza) con il pregio dell’innocenza dei piccoli protagonisti. Storie che ci catapultano su uno dei tanti campi di calcio dove ogni fine settimana si celebra un rito, quello della partita di pallone che è anche l’archetipo di un’Italia che cambia velocemente, sempre però correndo dietro ad una palla che rotola. E nella quale lo sport assume sempre più un’importanza che esula dalla semplice attività fisica.

Ci vengono in mente leggendo le pagine di questo libro le parole del Barone De Coubertin, che era un pedagogo e non un filosofo ne un politico. Quando pensò alle Olimpiadi e allo sport moderno aveva ben in mente una funzione: quella educativa. Diceva sempre: “I successi della Gran Bretagna (allora prima potenza mondiale, ndr.) hanno origine sui campi di rugby e calcio dei loro college. Lo sport serve per diventare cittadini migliori e consapevoli.” Cambiano i tempi e i modi di intendere quelle parole, ma conservano ancora un fascino ed una validità incredibili. Nel suo piccolo Il Rettangolo dei Sogni ce lo ricorda.

 

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