Lo scorso fine settimana il Tour di Fausto, Il Mio Coppi (Lab DFG editore) è stato intenso. E molto bello. Partecipato. Sport24h.it non è il tuo blog personale, ma questa storia collettiva di sport e di passione, di mito, val la pena proporla anche così. Come uno sfogo sentimentale che prosegue.
Il tour ligure di Fausto, il mio Coppi ha avuto un’intensità che ti ha chiesto qualche giorno per sedimentare tutto: le emozioni, gli sguardi, i ricordi che si sono riaccesi. Tre appuntamenti in tre città diverse, eppure unite da un’unica linea: il bisogno di ritrovare radici, storie, comunità. Parti da Sestri Ponente, passi da Recco, arrivi a Spezia, Città della Spezia. La Liguria ti accompagna così, da Ponente a Levante, con quella sua luce sottile e quel vento che sa mescolare nostalgia e futuro.

Sestri Ponente: dove tutto torna a casa
Quando arrivi in centro a Sestri Ponente, le luci accese della sera autunnale – insieme a Marina Coppi e al marito Gianni Bellocchio – capisci subito che non stai entrando in un posto qualsiasi, ma in un pezzo vivo della storia di Fausto e Bruna. In un incrocio di ricordi di famiglie. I Ciampolini, i Coppi, i Rota, i Coda (lo zio di tuo padre era il medico di Fausto, ed era di Sestri, proprio qui…). In via Sestri ti aspettano tanti amici e un altro “fratello” non di sangue, Marco Carrea, figlio di Sandrino, il gregario a cui ti senti più legata da sempre: sei a due passi dalla casa dove hanno vissuto e dalla chiesa dove si sono sposati. E c’è tanta gente che aspetta questo incontro. Non è più una presentazione di un libro. È qualcosa di diverso. È Natale e Pasqua, è una riunione speciale.
La chiesa, la Basilica di Nostra Signora Assunta, è bellissima e intensa, anche se ci passi di corsa perché sei sempre in ritardo, ha il portone aperto persino alle cinque di un venerdì pomeriggio, mentre fuori scorre lo struscio. Ci metti dentro il naso e il cuore si gonfia. Per un attimo li vedi Bruna e Fausto davanti a quell’altare. Dentro si respira una calma che sembra custodire il passato.
La stessa che ritrovi nello spazio comunale riservato alla presentazione, a pochi numeri di distanza. Ci vengono incontro. Suonano le cornamuse. L’accoglienza della municipalità è straordinaria, delicata, affettuosa: una famiglia che ritrova famiglia. L’assessore alla cultura conduce l’incontro con intelligenza e sensibilità, mentre la delegazione degli irlandesi – con le cornamuse chiamate a raccolta dal giornalista e amico del ciclismo Paolo Colombo – porta un’energia inaspettata.
Marina, al tuo fianco, rivede la sua infanzia come un film: “Le piazze, le fontane, le strade sembravano enormi… poi torni da adulta e le ritrovi più piccole, ma piene degli stessi ricordi”. Racconta Marina, poche parole ma sempre belle e misurate, sorride e ti sorride.
La incalzi: è vero che da bambina dicevi “Fausto, vinci per me”? E quando ti nascondevi nella valigia prima delle sue partenze per il Tour? Marina prende il microfono e ricorda con un’attenzione semplice e delicata verso chi le sta attorno.
Sestri ascolta e resta in sala ore. Mostra una voglia forte di resistere al tempo che cambia, applaude, è l’anima di una periferia ligure che combatte il rischio di smarrirsi, ritrovando nella bicicletta un modo per restare comunità. Molto significativa la presenza dell’Associazione Ciclistica di Sestri Ponente: il presidente lo dice con semplicità, che la bici è ancora un modo per stare insieme, per condividere quella fatica bella che ci fa sentire vivi.

Recco: memoria, resistenza, amore
A Recco ti accoglie la memoria appassionata di Massimo Lagomarsino, era al tuo fianco anche a Sestri Ponente, giornalista che custodisce con cura storie e fili del passato. Mentre raggiungi Recco la città della focaccia, parli dei luoghi insoliti… Uscio, la sua Uscio, e scopri serbatoi di umanità di una terra che si affaccia al mare, dove torni sempre con piacere. In serata interviene anche il sindaco, ex triatleta, che parla con naturalezza di endurance, di sport come disciplina e come identità, di valore della storia del campionissimo.
Il dialogo sul libro con Lagomarsino al fianco si fa profondo, talvolta anche difficile, ti commuovi, parli forse un po’ troppo di te… per una volta… prendendo spunto dai passaggi più delicati del diario di Bruna, quelli che portano in superficie fragilità e forza allo stesso tempo.
E poi affiora quel ricordo: Fausto che, risalendo l’Italia da Caserta verso Castellania, si ferma a Recco. Proprio lì. In bicicletta. Non si sa dove abbia dormito. Si sa che fatica ha fatto per risalire lungo i tornanti del suo cuore e della sua vita. La guerra alle spalle, un pezzo di futuro davanti. E che futuro! Non lo sa ancora. Si ferma per riposare e il giorno dopo cercare e incontrare Bruna; e da lì, da quel passaggio, nasce la proposta di matrimonio. Il massimo del romanticismo, se ci pensi. È un’immagine che resta: la guerra che si allontana, la bicicletta che scorre, l’amore che pedala.

La Spezia: donne, coraggio e un museo che respira
La Spezia ti accoglie in un pomeriggio post Winner Sinner, pieno di sorrisi, affetti, incontri che si intrecciano. Dentro il Museo del Ciclismo parli di Coppi, ma parli soprattutto delle donne accanto ai campioni, o alle loro spalle, o sulle ginocchia o nelle mani di un padre.
Patrizia Cavanna conduce l’incontro con una scelta felice: non si ferma agli aspetti tecnici, ma va al cuore del racconto. Porta la storia di Bruna dentro il contesto italiano degli anni Cinquanta, nel clima dell’emancipazione femminile, della crescita del Paese che tornava a respirare.
La comunità del Museo della Spezia è un esempio di socialità e passione: maglie, cimeli, storie, ma soprattutto persone. Gente che crede nella forza delle relazioni e nella memoria del ciclismo.
E qui capisci perché La Spezia “vale il biglietto” più volte: perché non è solo una visita, è un invito a tornare, a capire la Città della Spezia. Tornerai a scriverne con un approfondimento dedicato al museo, alle sue iniziative e alle terre del mare, anzi, alle cinque terre del mare e dei loro entroterra: le cinque entro-terre del mare. Luoghi da scoprire lentamente, in bicicletta, lasciando che siano loro a raccontarsi. Di stagione in stagione.

Le persone che hanno dato voce alla Liguria
Nel corso delle tre tappe ritrovi un mosaico di volti, storie e competenze che danno sostanza al viaggio ligure. A Sestri Ponente, venerdì 14 novembre alle 17, nella sala del Palazzo Fieschi a pochi passi dalla casa dove Fausto e Bruna vissero e dalla chiesa dove si sposarono, ti accompagnano Marina Coppi e Gianni Bellocchio. C’è anche Marco Carrea. L’incontro è promosso dal Municipio VI Medio Ponente e vede la partecipazione del presidente del Municipio Fabio Ceraudo e dell’assessora alla cultura Elisa Somaglia, entrambi attenti e sensibili nel restituire il significato profondo di questo ritorno. Ci sono il presidente dell’Associazione Ciclistica Sestri Ponente Claudio Caporale, il giornalista Paolo Colombo di La7 con la delegazione irlandese delle cornamuse e il giornalista Massimo Lagomarsino, che lega da anni memoria e divulgazione sul territorio.
In serata, sempre il 14 novembre ma alle 21, arrivi a Recco, nella Sala Franco Lavoratori: qui l’incontro, guidato proprio da Massimo Lagomarsino, si apre con il saluto del sindaco Carlo Gandolfo, che porta la testimonianza di una città legata alla fatica e alla storia del ciclismo. Recco è scelta non a caso: fu una tappa simbolica nel viaggio in bici di Fausto da Caserta verso Castellania al termine della guerra, quando poté fermarsi da Bruna e chiederle di sposarlo.
Il giorno successivo, sabato 15 novembre alle 17, il tour si conclude a La Spezia, nel Museo del Ciclismo Adriano Cuffini: qui Patrizia Cavanna conduce un dialogo intenso che intreccia la storia personale di Coppi con il ruolo delle donne accanto ai campioni. La partecipazione dei volontari e dei sostenitori del museo, custodi appassionati di memorie e maglie storiche, crea un clima di accoglienza autentica, un esempio raro di socialità costruita intorno alla bicicletta. E poi il pubblico, che si mischia a chi racconta, senza distanza, anche quando c’è il firma copie, con il timbro viva fausto per sempre… incontri che prendono spunto da un libro, per un’eredità viva. Che unisce, quando si pensava che avrebbe solo diviso.

