La rosa di Ulissi è la linfa dei giovani: il ciclismo italiano raccoglie i suoi frutti, maturi con Diego Ulissi quasi 36 anni, che riparte oggi al Giro con la maglia di leader. E c’è anche quella azzurra di Lorenzo Fortunato, suo compagno all’Astana e anche lui ai vertici della nostra Corsa a tappe italiana.
Ieri è stata una giornata tinta d’azzurro e di rosa, per il ciclismo italiano. Mentre Diego Ulissi alzava le braccia sul traguardo dell’ottava tappa del Giro d’Italia, indossando la Maglia Rosa che mancava a un italiano da ben quattro anni, a Montalcino il futuro del pedale nazionale si prendeva la scena grazie agli Juniores.
A sottolineare il valore simbolico di questa doppietta è il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, che proprio a Montalcino si trovava per presiedere il Consiglio Federale e partecipare alle premiazioni dell’Eroica Juniores. Un luogo carico di storia e fascino ciclistico, dove tradizione e nuove leve si incontrano nel segno della passione e della fatica.
«Mi sembra la migliore conclusione di una giornata in cui sono saliti alla ribalta corridori ormai consolidati e giovani: presente e futuro del nostro movimento. Questi risultati ci confermano che stiamo lavorando nella giusta direzione», ha dichiarato Dagnoni con soddisfazione.
Sul traguardo della Siena-Montalcino, prova regina del calendario giovanile, a brillare è stato Mattia Proietti Gagliardoni, umbro in forza al Team Franco Ballerini. Sua la vittoria nella quinta edizione dell’Eroica Juniores – Coppa Andrea Meneghelli, davanti a Giacomo Serangeli (Vangi Il Pirata) e Riccardo Colombo (Bustese Olonia). Una corsa dal sapore antico e dal valore moderno, che ripercorre gli sterrati simbolo del ciclismo epico per forgiare i campioni di domani.
La Maglia Rosa conquistata da Ulissi, esperto e regolare, si intreccia così al sogno dei ragazzi che sulle strade toscane hanno dimostrato grinta, talento e visione. Per la Federazione sono tutti segnali importanti: gli investimenti nei settori giovanili e il lavoro delle società stanno dando i primi frutti, e il movimento italiano sembra finalmente ritrovare un equilibrio tra memoria e futuro.
In un’Italia che sogna di tornare protagonista ai massimi livelli internazionali, queste giornate rappresentano molto più dei successi sportivi. È il simbolo di un sistema che, quando si stringe intorno a un progetto condiviso, sa ritrovare la via della crescita. Con la speranza che la Rosa di oggi possa sbocciare in una nuova primavera per tutto il ciclismo tricolore.
Fonte FCI

