Il Sagan della Gand Wevelgem è pronto per il Fiandre

Il Sagan della Gand Wevelgem è pronto per il Fiandre
L'arrivo solitario di Sagan alla Gand wevelgem 2013

L’arrivo solitario di Sagan alla Gand wevelgem 2013

La Gand Wevelgem è una classica. Almeno per quelli della mia generazione che sono cresciuti convinti che fosse “la corsa” per eccellenza, nell’Inferno del Nord, per velocisti. Incastonata il mercoledì, tra il Giro delle Fiandre e la Parigi Roubaix. Solo per il fatto di essere una classica anomala rispetto alle altre, senza grandi difficoltà, che si correva in mezzo alla settimana, ha sempre conservato un fascino discreto ma sincero, come il ciclismo che si respira nelle Fiandre. E’ stata una corsa per belgi, più belga di tutte le altre, ma nonostante questo non hanno disdegnato di correrla, e vincerla, francesi come Anquetil e Hinault, italiani come Moser e Cipollini, oltreché belgi di rango come Merckx e Boonen. Di sicuro tutti campioni. Così quando domenica è arrivato solitario e quasi stupito Peter Sagan tutto solo sotto lo striscione, nessuno ha avuto qualcosa da dire. E’ il campione del momento e del prossimo futuro; e chissà per quanto ancora. Quando ci corri contro, devi essere sveglio e non lasciargli spago. Invece il gruppetto dei più immediati inseguitori, a quattro chilometri dalla fine, ha cominciato a litigare. La solita storia: “vai tu… no vai tu”. E tanti saluti allo slovacco, già forte di suo, figuriamoci!
Il bello del ciclismo del Nord? Oltre alla primavera, che da quelle parti arriva sempre in ritardo e all’aria che annuncia Pasqua? E’ il nome dei vincitori, sempre forti, sempre campioni, mai banali. E’ quell’aria da grande impresa, a dispetto del tempo e del percorso, del freddo e del fango. E’ soprattutto la consapevolezza che su quelle strade si è corsa la storia sportiva dell’800 e del ‘900 che nessun doping o scandalo postumo potrà cancellare. In Belgio, nelle Fiandre e nelle Ardenne (due anime di una stessa passione sportiva), il ciclismo si beve nel latte materno, si impara alle elementari, si alimenta ogni giorno con le corse che passano sotto casa. Da quelle parti è cosa seria e sacra. Per questo la corsa di domenica prossima, il Giro delle Fiandre si appresta a rinnovare un rito pagano di rara bellezza e profondità culturale. Un rito che, stando alle previsioni, si correrà sotto un tempo inclemente e un freddo pungente. Una rito che ci ha spesso visti protagonisti, perché gli Italiani anche noi il ciclismo lo sappiamo fare. Come nella Gand Wevelgem, nel Fiandre siamo la Nazione che ha dato il maggior numero di vincitori, a parte il Belgio, naturalmente.
Chi vincerà? Sagan e Boonen in testa ai pronostici, seguiti da Cancellara, evergreen e mai domo quando la strada sale al Nord. Per noi la speranza di vedere il Pozzato dei giorni migliori. Un suo successo al Fiandre ci consegnerebbe un campione che al momento ci manca.

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