Il sostegno di Kobe Bryant non basta all’Italia di Prandelli

Il sostegno di Kobe Bryant non basta all’Italia di Prandelli
Kobe Bryant in azione nell'ultima stagione

Kobe Bryant in azione nell’ultima stagione

Kobe Bryant, star del Los Angeles Lakers, è noto essere un amante dell’Italia, avendo passato buona parte della sua infanzia nel nostro Paese e, nonostante questo, conservandone un ottimo ricordo. Così, poco prima della sciagurata e deludente partita contro l’Uruguay, intervistato in Brasile dal suo collega dei Cleveland Cavaliers, Anderson Varejao, ha spiegato l’origine della sua grande passione per il calcio: “Ho vissuto in Italia dai 6 ai 14 anni, e all’epoca la Serie A era il miglior campionato al mondo con tutti i più forti giocatori presenti, come Maradona, Baggio e Van Basten. Crescendo, è diventata una delle mie grandi passioni, giocavo a calcio praticamente ogni giorno.
Kobe ha inoltre aggiunto: “Ovviamente in questa Coppa del Mondo faccio il tifo per gli Stati Uniti, ma gli Azzurri sono sempre nel mio cuore.”
Infine la guardia gialloviola ha fatto il suo pronostico per la finale: “Guardando come il Brasile ha retto la pressione, soprattutto nel primo match, sarà difficile batterli. Prevedo una finale Brasile – Argentina, e sarà epica.”
Va da se che i ricordi di Kobe sono ormai lontani e il nostro calcio da tempo non esprime più qualità e spettacolo. Il tracollo di questi Mondiali ne è una prova concreta.
Bisogna però aggiungere, per completare il profilo di un atleta che quest’anno ha inciso poco nella propria squadra e sul massimo campionato di basket, che Bryant è un sincero appassionato della cultura nostrana, al punto da continuare ad esercitarsi nel suo ottimo italiano attraverso lezioni private nella città degli angeli. Chi ha avuto la fortuna di intervistarlo avrà apprezzato un parlare forbito e corretto, senza alcun accento americano, a dimostrazione che, anche nelle lingue, resta il n. 1. Anzi consigliamo alla NBA (che però non ha certo bisogno dei nostri consigli per allargare i propri confini di popolarità, come il recente accordo con Sprite per un concorso a premi proprio nel nostro Paese) di utilizzare proprio Kobe come migliore testimonial della Lega in Italia. Forse anche più di uno spento Bargnani, ormai schiavo del suo personaggio schivo e bizzoso. Pensate che terzetto con Gigi Datome e Danilo Gallinari, altri due che a simpatia e disponibilità non sono secondi a nessuno. (au)

L’intervista integrale è disponibile a questo link: http://youtu.be/hl_QW7ymwU0
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