Il Torneo dei Candidati di scacchi al tempo del coronavirus

Scatta oggi a Praga il Campionato del Mondo per squadre seniores, senza l'Italia impossibilitata ad entrare in Repubblica Ceka. Intanto il Torneo dei Candidati ha fissato alcune regole per evitare i rischi di contagio

Il Torneo dei Candidati di scacchi al tempo del coronavirus

Anche gli scacchi si interrogano su come gestire l’emergenza coronavirus.

E’ iniziato oggi a Praga il Campionato del mondo per squadre seniores: 26 nazioni in gara, 105 squadre, oltre 500 giocatori. Apparentemente, quindi, nessun problema con il coronavirus. Peccato, però, che manchi l’Italia, che avrebbe giocato con una formazione in grado sulla carta di puntare al podio; la Repubblica Ceka ha bloccato i viaggi dal nostro Paese.

Nel frattempo il GM Radjabov, uno degli otto prescelti per il Torneo dei Candidati che si giocherà a Ekaterinburg, in Russia, dal 15 marzo al 5 aprile, ha annunciato che non parteciperà (lo sostituisce il francese Vachier-Lagrave). Ufficialmente per “motivi personali”, di fatto è stata una decisione dettata dalla paura per Covid-19. Il giocatore azero, infatti, ha chiesto lo spostamento del Torneo non esistendo, a suo dire, le condizioni minime necessarie per il contenimento del contagio.

La FIDE (Federazione internazionale) ha risposto che non si può spostare il Torneo senza che le autorità locali (governo russo) dichiarino uno stato di emergenza. Inoltre, sempre secondo FIDE, in questo torneo non è prevista la presenza di un grande pubblico, ma solo degli otto giocatori che si contendono il diritto di sfidare il campione del mondo di scacchi in carica, il danese Magnus Carlsen.

In realtà anche altri giocatori avevano avanzato dubbi sull’opportunità di giocare in questo periodo. Il cinese Wang Hao, dal Giappone, aveva richiesto di posticipare il torneo. L’altro cinese impegnato nel torneo, Ding Liren, proveniente dalla Cina, è invece attualmente in Russia e sottoposto a quarantena di 14 giorni con allenatori e accompagnatori.

La Federazione internazionale ha, proprio nella giornata di oggi, comunicato quali sono le misure di sicurezza previste per il Torneo:

1. Verrà creato un check-point con un’infermiera qualificata per tutti i partecipanti al torneo, nonché i funzionari e i visitatori dell’auditorium. I visitatori saranno controllati per i sintomi di Covid-19 prima di entrare nella sala giochi, compreso il controllo della loro temperatura corporea.

2. I disinfettanti per le mani a base di alcol saranno sempre disponibili.

3. Le maschere per il viso N95 saranno sempre disponibili nella quantità richiesta. A seconda della valutazione della situazione, l’uso di maschere può diventare obbligatorio per i visitatori dell’auditorium.

4. La distanza tra le prime file di spettatori e giocatori sarà di almeno 15 metri.

5. Le strette di mano prima e dopo il gioco sono opzionali.

6. Misure preventive (maschere, disinfettanti) devono essere previste anche in tutte le camere d’albergo in cui alloggeranno partecipanti e funzionari, nonché in tutti i veicoli utilizzati per il torneo.

Regole che segnano una demarcazione netta con un modo di vivere ed intendere gli scacchi forse legato ad un’idea romantica, ma che sopravviveva almeno nei grandi eventi. In particolare la stretta di mano finale che diventa “opzionale” elimina anche l’ultimo contatto esistente tra giocatori, gettandoci tutti quanti in una dimensione virtuale, alla quale già i computer e soprattutto il web ci avevano portato.

Diventano un retaggio ormai lontano, a cui guardiamo con una certa malinconia, i capricci di Fischer in occasione della finale del 1972 o addirittura il sigaro di Lasker. Adesso si affronteranno giocatori contrapposti con la maschera N95 e il gel disinfettante a portata di mano in uno scenario da Mad Max.

Gli scacchi al tempo del coronavirus!

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