Il Tour de France in Italia? Sembra una follia. Invece è tutto vero. Basta stropicciarsi gli occhi. Brava Italia senza campioni da corse a tappe ma con fenomeni da eventi mondiali. Possiamo dirlo. Bravò! A Davide Cassani, soprattutto a lui, al presidente dell’APT Emilia Romagna, e a tre regioni: la sua, omaggio a Marco Pantani, la Toscana, omaggio a Gino Bartali e a Gastone Nencini, il Piemonte, omaggio a Fausto Coppi. Che spettacolo. Ci siamo quasi. Firenze, Rimini, Cesenatico, Bologna, Piacenza, Torino (passando da Tortona e Alessandria), il Tour scatta sabato 29 giugno. Ed è un miracolo tutto vero.
Quando mercoledì sera (26 giugno) Andrea De Luca, giornalista di Raisport, empatico con i giovani corridori, rispettoso con gli ex campioni, avvicina il microfono ad un sorridente Francesco Moser, a Piacenza “aspettando il Tour”, la domanda è nell’aria come la risposta ed è sul tema del giorno o del Giro o del Tour o di chi è a caccia di accoppiate Giro-Tour. Ed è la domanda su Tadej Pogacar, il Merckx dei giorni nostri… una domanda ad una leggenda dello sport che non ha mai dato nulla per scontato, neanche quel Tour del 75, quando Moser osò sfidare proprio il Cannibale Eddy Merckx e vinse la gialla nella crono di apertura, in Belgio, davanti agli occhi esterrefatti del suo re…

Allora, Moser, cosa farà questo Tadej da Firenze in poi? È tornata al centro dell’attenzione di tutti una nuova rivalità: Vingegaard – Pogacar: “È un duello iniziato già due anni fa e che ha avuto un successo enorme: – dice il campione trentino – Vingegaard ha vinto due volte il Tour battendo Pogacar lo scorso anno, solo che quest’anno mi pare che le cose siano messe diversamente perché Tadej è in grandissima forma mentre l’altro ha avuto l’intoppo di una caduta che ha compromesso un po’ la stagione. Però sembra che – se corre – è perché è in grande condizione e questo può essere vero. Vedremo. Certamente può essere, ma ricordiamoci che Pogacar sta puntando a fare la doppietta Giro – Tour e sarà sicuramente una sfida da seguire. Speriamo solo che tutti e due siano all’altezza poiché chi vince vince: io non tifo né per l’uno né per l’altro, spero solo che non succeda come al Giro dove si sapeva già prima chi comandava, insomma, il Giro non ha avuto storia!”
Come sempre Moser non le manda a dire. E ci fa sorridere. Sorridere dei vecchi tempi e pregare che siano anche i nuovi. Le premesse ci sono, basta vedere come si stanno dando da fare questi giovani fenomeni del ciclismo contemporaneo. Insomma, anche Moser, con quella faccina sorridente, nell’evento a lui dedicato, al Palabancaeventi di Piacenza, in attesa della sua tappa “francese”, lunedì primo luglio per la Piacenza-Torino, terza frazione del Giro di Francia 2024, ha fatto capire bene, anzi benissimo, che questo ciclismo ci può divertire. Proprio come il suo. Che resta epico. Proprio per certe sfide. Anche se “quando correvo io si correva per mangiare, oggi si corre per dimagrire e c’è una bella differenza… è tutto cambiato di nuovo e anche se ho accolto con grande entusiasmo l’innovazione tecnologica e della preparazione, all’apice e alla fine della mia carriera, con quel record dell’ora che ero andato a studiare, che abbiamo preparato così a lungo e bene, oggi c’è troppo calcolo, in uno sport dove a contare è ancora la fatica. Non so se tornando indietro la rifarei tutta, a volte ci penso… e non mi do una risposta”.

La fonte del ciclismo: la nostra storia
Abbeverarsi a certe fonti fa bene. Alla vigilia del Tour dei nuovi fenomeni. La storia del ciclismo, azzurro e anche francese, del Giro e del Tour, in questi mesi ci ha fatto fare una scorpacciata infinita. E forse proprio perché nel ciclismo moderno c’è in questo momento poca Italia in grado di competere con gente come quei due lì, ci siamo tuffati nella storia. Ma il futuro è a due passi. A poche ore dalla presentazione dei team. In una Firenze che fa paura quanto mette i brividi, di caldo e di freddo, di passione per il ciclismo.
Ci ricaschiamo subito. Ecco un’altra storia del passato. Ma anche del presente. Grazie alle parole toccanti di Elisabetta Nencini, la figlia di Gastone, che ci regala queste piccole grandi confidenze alla vigilia della Grande Partenza. “Avverto un sentimento di orgoglio per un padre che è stato un grande campione e una leggenda del ciclismo, è un orgoglio di figlia, perché ho avuto un padre eccezionale che non si è mai vantato degli onori che ha ricevuto, i più grandi che un uomo, un corridore, un campione possa ricevere. Oltre a quelli istituzionali, i più grandi sono quelli della gente, del popolo che continua ancora a ricordarlo. Proprio ieri ecco una testimonianza di quel segno che atleti come mio padre hanno lasciato: mi arriva una lettera del 1958, una letterina che lui aveva scritto a 10 anni ai suoi genitori, si trovava in vacanza, non c’era la televisione, non c’era la radio e lui voleva essere informato delle vicende di mio padre al Tour del 1958, (edizione in cui Gastone vince in volata a Gap battendo Anquetil e Gemignani).
Continua Elisabetta Nencini, la voce emozionata: “Ha conservato questa letterina fino ad oggi e io questo dono me lo sono messo in borsa per portarlo con me al Tour, alla presentazione di inaugurazione, perché sicuramente è un’energia positiva ed è un segno di quello che ha lasciato mio padre nelle persone. Lui come molti altri campioni che non ci sono più, sabato saranno veramente con noi e apriranno il Tour de France davanti al gruppo: non saranno soli i ragazzi, i corridori di oggi, ma avranno in alto a guidarli una sorta di giro d’onore del cielo ad aprire loro la strada più importante, la più bella, applauditi da tutti gli sportivi e da tutti i loro cari che sono giù che sicuramente li stanno guardando. Oggi più che mai io vorrei che mio padre fosse qui a prendersi gli onori che il popolo sportivo gli ha sempre tributato!”
Edizione 111 e tre tappe italiane
È ancora nel passato che ci rifugiamo ma il presente è questo Tour che sta per partire, per la prima volta, edizione numero 111, curiosi questi primi in fila per tre, come le tappe italiane del Giro di Francia. Che bello! Gli eventi di preparazione sono stati tantissimi molti continuano in questi giorni: programmati senza sosta fra Firenze, Rimini, Bologna, Piacenza, Alessandria, Torino… Quest’anno il Tour de France l’ha fatta grossa. La première assoluta nella storia della Grande Boucle con partenza da Firenze, sabato 29 giugno 2024, porta un entusiasmo che speriamo sia contagioso. Anche in chiave marketing. Perché senza grandi squadre italiane allestite per la serie A del ciclismo c’è poco da fare, nelle competizioni mondiali. Ci resta la consolazione dell’… organizzazione. “Per la prima volta, il Tour de France percorre le strade del Bel Paese e attraversa le Regioni che hanno contribuito a rendere grande il ciclismo in Italia, varcando montagne, pedalando tra straordinari paesaggi e su percorsi circondati di storia, arte e fascino italiano” scrivono sul sito speciale del Tour italiano.

Doppio tributo per Pantani
Ecco cosa succede da qui a sabato. In Tour. In Italia. La Notte Gialla – È n evento straordinario pensato per onorare il ricordo del campione Marco Pantani e per celebrare l’entusiasmo intorno alla partenza del Tour de France, che si terrà il 30 giugno a Cesenatico. Contemporaneamente, ad Alessandria Città delle Biciclette, un omaggio al Pirata si celebra nel cortile di Palazzo Monferrato con l’evento: con il patrocinio e in collaborazione con il Comune, il Museo AcdB organizza un grande evento tributo a Marco Pantani, in via San Lorenzo 21. Dalle ore 15:00, l’evento vedrà l’apertura straordinaria del Museo ACdB per la visita alla mostra temporanea “Accoppiata Giro-Tour” che valorizza le biciclette di Marco Pantani, Ivan Gotti e Vincenzo Nibali. Alle 17 open party e grande festa per svelare un’opera d’arte inedita, una stampa d’arte in edizione limitata dell’illustratore “campione” Francesco Poroli, recentemente premiato con la medaglia d’oro della Socitety of Illustrator di NY. Si tratta di un’opera celebrativa dell’indimenticabile Marco Pantani, stampata in serigrafia in sole cinquanta copie dal laboratorio Print Club Torino, con l’ideazione e direzione artistica di Inchiostro Festival. L’opera, dalla nascita alla realizzazione, saranno al centro di un evento che trasforma il cortile di Palazzo Monferrato in un laboratorio serigrafico. La stampa limited edition di questa illustrazione è davvero esclusiva: si potrà prenotare in anteprima durante l’evento e on-line: bit.ly/TourGiroMarcoPantani
Alle 18:00 l’evento prosegue con un talk, lo scrittore e giornalista Giacomo Pellizzari presenterà il suo libro “La mappa del Pirata” (Cairo Editore, 2024) raccontando questa “Guida sentimentale ai luoghi di Pantani”, per un incontro con la letteratura che pedala. L’evento sarà seguito da una sessione di firma-copie e aperitivo presso la vicina libreria Andando e Stando di via Bissati.
28, 29, 30 giugno, Tour de France: 121 anni di grande ciclismo, alla Galleria Il Punto Via San Felice 11, a Bologna, la Ciclistica Bitone Asd, in collaborazione con il Circolo Giuseppe Dozza Tper Aps e la Polisportiva Circolo Dozza Asd ripropongono, aggiornata, la mostra del Bitone sui 100 anni della Grande Boucle. Una grande retrospettiva sul Giro di Francia dall’inizio ai giorni nostri è allestita al Museo del Ghisallo di Magreglio e di recente ha ricevuto la benedizione di Christian Prudhomme, direttore del Tour.
Sempre il 30 giugno, a Bologna, va in scena il trofeo “Un Bolognese al Tour”, per l’arrivo di tappa in via Irnerio. Il Trofeo “Adriano Vignoli”, il primo ciclista bolognese vincitore di tappa al Tour de France nel 1934, verrà assegnato al ciclista italiano classificatosi con il miglior piazzamento al traguardo della tappa di Bologna del Tour de France 2024.
La presentazione dei corridori del Tour de France 2024 viene trasmessa in diretta su Raisport. Da Firenze. E alle 20, giovedì 27 giugno, Raisport, proporrà in anteprima assoluta il suo Docufilm dedicato a Bottecchia una storia che questo Tour de France ritrova per testimoniare anche il valore sociale e umano che il popolo del ciclismo non dimentica.
