Il XCO di Baku 2015 parla svizzero con Neff e Schurter

Dominio dei corridori elvetici nelle prove dedicate al crosscountry nella giornata di apertura dei Giochi Europei. Gli azzurri Lechner e Kerschbaumer chiudono entrambi al quarto posto.

Il XCO di Baku 2015 parla svizzero con Neff e Schurter

La prima medaglia di Baku 2015 è della svizzera Jolanda Neff nel crosscountry femminile. Era nella forza delle cose, visto che la bionda rider elvetica ha finora sempre dominato le gare internazionali della stagione con una semplicità disarmante.  Meno scontato era che, alla fine della giornata, dopo le due prove in programma, la Svizzera si portasse a casa 5 medaglie sulle 6 in palio. Accanto infatti alla Neff svettano: il successo di Nino Schurter, tra gli uomini (ed anche questo era nel destino), i due argenti rispettivamente della Stirnemann e di Fluckiger e il bronzo di Giger. Se non ci fosse stata la debacle della Indergand (per ampi tratti della gara in terza posizione), adesso staremo a parlare di un filotto che non ha precedenti in corse internazionali di livello assoluto. L’unica medaglia (di bronzo) non svizzera è quindi quella della polacca Wloszczowska, abile a reggere il ritmo delle rossocrociate e a non affondare indietro come è accaduto invece a Eva Lechner e Gerhard Kerschbaumer, i due azzurri migliori che terminano entrambi al quarto posto. Due medaglie di “legno” che sicuramente non faranno piacere ad Hubi Pallhuber, sia per come sono maturare sia per le aspettative della vigilia.
L’assenza di campioni del calibro di Absalon e Kulhavy, tra gli uomini, e della Ferrand Prevot tra le donne, infatti, legittimava qualche speranza di podio. La condotta di gara degli azzurri, inoltre, in alcuni momenti ha addirittura illuso che potessero lottare per un metallo pesante. Poi invece entrambi, in gare dall’andamento diverso ma simile per l’epilogo, sono scivolati inesorabilmente indietro.
Da sottolineare, però, la prova convincente di Gerhard Kerschbaumer, al primo anno nella categoria superiore, che ha dimostrato di essere un corridore da gare che contano. Dopo aver conquistato mondiali tra gli juniores e gli U23, infatti, Gerhard oggi a Baku ha dato la netta sensazione di essere pronto, anche in questa stagione, a lottare con i migliori.
Per quanto riguarda Marco Aurelio Fontana, il biker più rappresentativo della spedizione azzurra, ha terminato ancora una volta, come è accaduto spesso in questa stagione, lontano dal podio anche se nelle prime battute della gara ha tenuto il ritmo dei migliori. Al termine ha dichiarato: “Le sensazioni sono giorno dopo giorno migliori, ma la condizione è ancora lontana rispetto a quella dei tempi migliori. Il tracciato proposto era impegnativo ed è stato reso ancor più duro dal forte vento che ha soffiato per tutto il giorno. Nel complesso è stata una buona prova anche se lottare per una medaglia ha tutto un altro sapore. Ad ogni modo è stata un’esperienza positiva, la manifestazione ottimamente organizzata mi ha ricordato in piccolo le Olimpiadi di Londra. Devo continuare a lavorare e crederci per tornare a giocarmi podi di questo calibro.”

Ordini di arrivo

UOMINI ELITE
1. Nino Schurter (Svi) in 1h41’04; 2. Lukas Fluckiger (Svi) a 13”; 3. Fabian Giger (Svi) a 33”; 4. Gerhard Kerschbaumer (Ita) a 1’46”; 5. Ondrej Cink (Rep. Cek) a 2’46”; 6. Mantecon Gutierrez (Spa) a 2’55”; 7. Carlos Coloma Nicolas (Spa) a 3’04”; 8. Maxime Marotte (Fra) a 3’24”; 9. Marco Aurelio Fontana (Ita) a 4’07”; 10. David Joao Serralheiro Rosa (Por) a 4’08”; ritirato Andrea Tiberi.

DONNE ELITE
1. Jolanda Neff (Svi) in 1h31’05; 2. Kathrin Stirnemann (Svi) a 2’03”; 3. Maja Wloszczowska (Pol) a 2’08”; 4. Eva Lechner (Ita) a 4’03”; 5. Linda Indergand (Svi) a 4’11”; 6. Blaza Klemencic (Slo) a 4’24”; 7. Yana Belomoina (Ukr) a 4’42”; 8. Jenny Rissveds (Sve) a 5’17”; 9. Monika Zur (Pol) a 6’18”; 10. Tereza Hurikova (Rep. Ceka) a 6’28”; 18. Lisa Rabensteiner (Ita) a 13’40”.

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