Nel mondo aumentano le persone che evitano auto, metro e bus. A Londra si registra un +57% di londinesi che camminano in città rispetto al periodo precedente alla pandemia e in Italia c’è un 13% in più di appassionati di trekking. 

In città e nella natura si tratta di un movimento che fa bene al corpo, vuoi perché camminare è un’esperienza di guarigione o forse perché si fonda sull’equilibrio e quindi porta equilibrio.

O forse perché è un’attività che più di altre stimola la mente e sintetizza il nostro essere insieme materia e pensieri; ragione che sorge dal cervello e neuroni che risentono del movimento delle gambe, con i sensi in allerta, la vista che spazia, l’udito a raccogliere l’eco dei suoni intorno, i talloni che calcano il suolo, gli odori sparsi nell’aria.

«Cammina per essere sano, cammina per essere felice» diceva Charles Dickens. Un piede avanti all’altro defluiscono i cattivi pensieri e intanto non c’è anfratto del corpo, tessuto o sistema che non benefici dell’andare, del proseguire.

Passeggiare è combattere contro la frenesia che tormenta la testa e contro l’immobilismo che inchioda fra le quattro mura. Ed è quanto possiamo fare nei mesi ancora invasi dalla pandemia e segnati dalle restrizioni (pesanti, necessarie).

Le camminate a passo sostenuto potenziano il sistema immunitario: uno studio su oltre mille uomini e donne ha mostrato come i volontari che vi si dedicassero almeno cinque giorni alla settimana, per una ventina di minuti, avessero il 43 per cento in meno di giornate di malattia durante l’anno rispetto agli altri.

Risultati incredibili anche in una revisione che ha analizzato una serie di ricerche: è emerso che camminare con regolarità riduce il pericolo di eventi cardiovascolari del 31 per cento, dall’infarto all’ictus.

Del resto, come altre forme di esercizio moderato, andare a passo svelto migliora fattori di rischio quali colesterolo, pressione arteriosa, diabete, obesità e stress mentale.

Quindi i piedi sono le nostre radici, il nostro strumento per la libertà. Se non possiamo muoverci nello spazio, non siamo totalmente liberi. Abbiamo vissuto una pandemia, ma una delle epidemie più gravi al mondo è la mancanza di movimento, che si accompagna a dolori e che ormai riguarda tutte le età. Perché se prima era solo per gli anziani, oggi si inizia già da giovani

In Italia si moltiplicano i cammini 

L’Italia è un paese da riscoprire a piedi lungo antiche strade religiose, mulattiere, tratturi e vecchie rotte commerciali. Una delle avventure più belle da programmare  è viaggiare in Italia a piedi, con lentezza, approcciando ad un nuovo modo di viaggiare ecologico e intelligente, per scoprire le meraviglie del nostro paese lontani dalle principali rotte turistiche.

Sono tantissimi i cammini in Italia che vi condurranno alla scoperta delle meraviglie meno note del nostro paese, come i borghi e gli angoli di paradiso incontaminati. Scopriamo quelli da percorrere almeno una volta nella vita.

Su uno di questi cammini si trova Elia Origoni, guida naturalistica che ha deciso di percorrere un sentiero CAI di oltre 7000 chilometri, a piedi e in canoa. Origoni (classe 1991) ha il cammino nel sangue.

Il via in Sardegna lo scorso 8 febbraio (da Santa Teresa di Gallura), e poi su una particolare canoa sino in Sicilia (si avete capito bene, in canoa dalla Sardegna alla Sicilia). E qui di nuovo in cammino… niente motori, il suo vuol essere un viaggio sostenibile.

Viaggia  in totale autonomia, portando con se quindi tutto il necessario per sopravvivere: dormire, mangiare, vestiti, corrente elettrica…tutto nel suo zaino.

Per riuscire a mantenere la filosofia del viaggio lento, ecosostenibile e totalmente a navigazione analogica durante tutto il periodo della spedizione, una volta finito il percorso in Sardegna ha attraversato le 185 miglia marine che la separano dalla Sicilia a remi. Farà lo stesso tutte le volte che dovrà attraversare specchi d’acqua e non potrà farne a meno, come lo Stretto di Messina, che ha attraversato in questi giorni di metà aprile, e il Lago Maggiore.

In una recente intervista ha dichiarato: “Mi ha sempre fatto riflettere quanto la montagna e il camminare possano far bene alle persone. Il mio ricercare spiegazioni sempre più approfondite mi hanno portato ad interessarmi della relazione che l’educazione e la psicologia hanno con la montagna…”.

Se volete essere aggiornati sul cammino di Elia https://www.eliaorigoni.com/

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