
Per sport, per cultura, per arte: i Giochi Invernali vincono la classifica delle iniziative tematiche: musei, città d’arte, gallerie e vetrine si ispirano all’Olimpiade italiana che ormai è alle porte e tutto si tinge dei colori dei cerchi olimpici. Per chi ama lo spirito olimpico il rischio è l’indigestione! Una bella sensazione in … vetta.
Dal 28 gennaio al 30 agosto 2026 Palazzo Besta a Teglio (Sondrio) ospita «VETTE. Storie di sport e montagne», mostra inserita nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e curata da Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi, che analizza il rapporto tra sport, territorio alpino e trasformazioni sociali attraverso documenti, manifesti storici, cimeli olimpici e paralimpici, fotografie, attrezzature sportive e installazioni artistiche.

L’inaugurazione è prevista il 27 gennaio alle ore 17.00 al Museo nazionale Palazzo Besta.
Il progetto è promosso con il sostegno di Regione Lombardia ed è realizzato in collaborazione con il Museo nazionale della Montagna «Duca degli Abruzzi» di Torino, con la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo nazionale Collezione Salce e con il contributo della Olympic Foundation for Culture and Heritage, oltre al coinvolgimento di collezionisti privati, associazioni ed enti locali.
«Per ispirazione, forma e durata questa mostra guarda oltre la ribalta olimpica e paralimpica che proietterà i luoghi di Milano Cortina 2026 al centro dell’attenzione internazionale. È un progetto culturale meditato, coerente con l’identità del magnifico luogo che lo accoglie e radicato nel territorio che vi fa da cornice. Storie, episodi, tradizioni e persino contraddizioni finiscono per comporre un mosaico di memoria collettiva in cui storia globale e locale dialogano attraverso continui rimandi», spiega Rosario Maria Anzalone, direttore dei musei statali lombardi.
Il percorso espositivo si sviluppa negli spazi interni ed esterni del palazzo rinascimentale e si articola in tre nuclei tematici. Al piano terra, tra corte e cantine, materiali provenienti dal Museo nazionale Collezione Salce, dalla Olympic Foundation for Culture and Heritage, dal Museo nazionale della Montagna di Torino, dal Museo dello Sci e della Montagna dell’Aprica e da collezioni private ripercorrono la storia dei Giochi Invernali da Chamonix 1924 fino a Milano Cortina 2026.
Al primo piano è presentata una selezione di manifesti pubblicitari dedicati agli sport invernali e alle località sciistiche, dai primi del Novecento agli anni Sessanta, che documentano la nascita dell’immaginario alpino moderno e l’affermazione della montagna come meta turistica e sportiva, in dialogo con l’esposizione «Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce» in corso al Museo nazionale Collezione Salce di Treviso. «Questa sezione della mostra valorizza il manifesto pubblicitario come strumento fondamentale nella costruzione del concetto moderno di montagna», sottolinea Elisabetta Pasqualin, direttrice del Museo nazionale Collezione Salce.
Nel Salone d’Onore è raccontata l’evoluzione dello sci e dell’attrezzatura da montagna, dai primi modelli norvegesi di fine Ottocento agli sci contemporanei, con un’attenzione specifica alle storie delle pioniere degli sport invernali e delle atlete olimpiche e paralimpiche, in parallelo con la vita quotidiana delle donne delle valli alpine del Novecento documentata da fotografie e oggetti d’epoca.
Fonte: Direzione regionale Musei Nazionali Lombardia – Ufficio Stampa Studio Giornaliste Associate BonnePresse / Studio ESSECI.
