L’India ha conquistato la Champions Trophy di cricket con una vittoria per quattro wicket contro la Nuova Zelanda in una finale tesa, mantenendo un percorso imbattuto nel torneo. Il capitano Rohit Sharma (76) ha guidato la squadra, supportato dalla composta prestazione di KL Rahul, rimasto imbattuto a 34, che ha permesso all’India di raggiungere l’obiettivo di 252 punti con un over di anticipo.
La Nuova Zelanda, che ha totalizzato 251-7 grazie ai contributi di Daryl Mitchell (63) e Michael Bracewell (53), ha provato a contrastare i padroni di casa ma i bowlers spin dell’India, tra cui Varun Chakravarthy e Kuldeep Yadav, sono stati fondamentali, ottenendo wicket in momenti cruciali. Il capitano Sharma e Shubman Gill hanno stabilito una solida partnership di cento punti, e nonostante qualche incertezza a metà innings, l’India ha colto una vittoria disputata al Dubai International Stadium. Dominio dell’India, quindi, nonostante il formato controverso del torneo che li favoriva, in quello che è considerato il secondo torneo per importanza dopo la Coppa del Mondo di Cricket a cui si preferisce per il suo formato più breve e competitivo.
La calma e la compostezza dell’India durante la partita hanno confermato la loro superiorità cricketistica, offuscata solo da tensioni politiche sottostanti e pregiudizi amministrativi. Il capitano Rohit Sharma ha elogiato il quartetto di spin composto da Varun Chakravarthy, Kuldeep Yadav, Axar Patel e Ravindra Jadeja per la loro performance costante durante il torneo, in particolare nella finale.
Da parte sua il capitano neozelandese Mitchell Santner ha riconosciuto la superiorità degli avversari e ha notato che la sua squadra non è riuscita a superare gli spinner indiani, mancando di circa 20 punti. Nonostante la sconfitta, Santner ha dichiarato che la Nuova Zelanda ha giocato bene per tutta la competizione.

