Dopo aver perso per strada due star del calibro di LeBron James e Luka Doncic, il mondo NBA rischia di vedere uscire anzitempo anche Golden State e la sua stella per eccellenza, Stephen Curry. Ad essere precisi, l’uomo del tiro da 3 è già uscito di scena con l’infortunio durante il secondo quarto di Gara 1 il 6 maggio a Minneapolis. Il problema è che i Warriors senza Steph proprio non ce la fanno ad ingranare e con la sconfitta di questa notte sono ormai sull’orlo del baratro.
Il popolo della NBA si chiede a questo punto se Curry potrà rientrare per Gara 5. Vediamo di capire cosa dicono gli ultimi echi che rimbalzano dagli States.
Dettagli dell’infortunio e diagnosi iniziale
Gli esami immediatamente successivi all’infortunio hanno evidenziato un problema muscolare alla gamba sinistra, precisamente uno stiramento di primo grado al tendine del ginocchio sinistro (in pratica, un hamstring strain di lieve entità). La franchigia ha subito comunicato ufficialmente che non vi erano lesioni strutturali gravi, ma di una contrattura muscolare, aggiungendo pero che il giocatore avrebbe dovuto restare fermo almeno una settimana prima di essere rivalutato dallo staff medico.
E’ la prima volta in carriera che Curry subisce un infortunio muscolare di questo tipo, il che rende i tempi di recupero inizialmente incerti. (Per riferimento, l’unico altro infortunio muscolare di Curry fu uno stiramento all’adduttore nel 2018, dal quale impiegò circa tre settimane per guarire completamente.)
Tempi di recupero e percorso di riabilitazione
L’idea era che saltasse Gara 2, 3 e 4 della serie, con la speranza di un possibile rientro proprio in Gara 5 (14 maggio) se il recupero fosse andato per il meglio. Lo stesso Curry, parlando della sua situazione nei giorni scorsi, ha descritto l’infortunio come “un colpo duro da mandare giù” (“a gut punch”) e ha sottolineato la necessità di essere molto cauti con un problema al bicipite femorale, definendolo un infortunio “insidioso” (“tricky”) da cui non si può guarire in fretta forzando i tempi. “Deve avvenire un processo di guarigione, non puoi accelerarlo più di quanto [il tuo corpo] permetta”, ha dichiarato Curry, aggiungendo che dopo circa una settimana di terapie sarebbe stato fondamentale valutare i progressi per capire quando solo pensare di tornare a giocare. A pochi giorni dall’infortunio, Curry non era ancora in grado di eseguire nemmeno tiri da fermo sul campo. Secondo quanto rivelato da Draymond Green, Steph sta comunque lavorando sodo: si sta dedicando 8-9 ore al giorno alla riabilitazione e mantiene un morale alto nel tentativo di rientrare il prima possibile. La nuova valutazione medica è prevista per domani (mercoledì 14 maggio), esattamente a una settimana di distanza dal trauma.
Verso Gara 5: le ultime notizie
Golden State si trova con le spalle al muro: Gara 5 in trasferta sarà da dentro o fuori, dovendo evitare un’ulteriore sconfitta che significherebbe eliminazione. Purtroppo, tutte le indicazioni lasciano intendere che Curry non sarà in campo. La sua assenza ha pesato molto sul rendimento offensivo della squadra: basti pensare che in questi playoff i Warriors segnano appena 97.6 punti su 100 possessi senza Curry, rispetto ai 115.7 con lui sul parquet. In Gara 4, senza la guardia, la squadra ha faticato a trovare soluzioni in attacco (solo 27 tentativi da tre punti in tutta la gara) ed è crollata nel terzo quarto subendo un parziale di 17-0.
Lo staff dei Warriors però non vuole affrettare il rientro, nemmeno di fronte allo spettro dell’eliminazione. In conferenza stampa dopo Gara 4, Draymond Green ha respinto l’idea di un recupero miracoloso del compagno, dichiarando che non verrà chiesto a Steph di fare il “Superman” per salvarli: “Se è in grado di giocare, sono sicuro che giocherà. Ma non c’è pressione: dobbiamo trovare un modo di vincere che lui ci sia oppure no”.
Lo stesso Curry ha confermato di non aspettarsi un ritorno già in Gara 5, ammettendo con franchezza che “anche volendo fare Superman, non potrei”. Questa dichiarazione, riportata dal giornalista Marc J. Spears di ESPN, indica chiaramente che Curry non sarà disponibile mercoledì notte. Dello stesso parere Steve Kerr che detto che si saprà qualcosa in più solo all’ultimo momento (previa la valutazione medica di mercoledì), ma ha lasciato intendere che la squadra si sta preparando ad affrontare Gara 5 senza il suo leader.
I Warriors dovranno dunque provare ad evitare l’eliminazione senza il loro miglior giocatore. L’obiettivo sarà allungare la serie per guadagnare tempo: un’eventuale Gara 6, in programma domenica 18 maggio, offrirebbe a Steph altri tre giorni di recupero prima di un suo possibile rientro. Resta però da vedere se Golden State riuscirà a conquistare Gara 5 senza di lui, così da permettere a Curry di avere una chance di tornare sul parquet e aiutare la squadra più avanti nella serie.

