Fa male perdere in questo modo, soprattutto perché Sinner Alcaraz non è mai una partita normale e, con il senno di poi, uscire prima con qualcun altro sarebbe stato meno doloroso. Forse era il destino di Sinner quello di perdere la prima partita del 2025 per mano dell’avversario di sempre.
Carlos Alcaraz è il nuovo campione di Roma. Ha battuto in poco più di un’ora e quaranta di gioco Jannik Sinner con il punteggio di 7-6, 6-1. Pur comprendendo le ragioni dei tifosi, però, nessuno può dichiararsi deluso dal torneo del n. 1 al mondo che, per inciso, aumenta il proprio vantaggio nel ranking nei confronti di tutti, perdendo solo nei confronti dello spagnolo, che si avvicina senza per altro impensierirlo.
Dicevamo che nessuno può parlare di delusione. Era già difficile immaginare un ritorno, dopo tre mesi di stop, così incredibilmente vincente. Pensare che questi mesi non fossero passati lasciando scorie maturate già lo scorso anno, da quando cioè il caso clostebol è iniziato, era pura illusione, dettata solo dal tifo.
Una illusione che mancava di rispetto all’uomo e al giocatore Sinner. Pretendere la vittoria, come si trattasse di superman, e magari giudicarlo perché questa non è arrivata, è contro ogni logica sportiva, dettata solo da un campanilismo e tifo becero.
Se dovessimo dare i voti per questi Internazionali, Jannik meriterebbe un bel 9. Aveva detto che questo di Roma sarebbe il primo passo verso il ritorno. Il vero obiettivo è lo slam di Parigi. Ha, a nostro avviso, anticipato i tempi; nella battaglia contro Cerundolo e nella incredibile partita contro Ruud. Contro Paul si sono visti i naturali ritorni di una condizione ancora incerta. Infatti la caratteristica principale per chi torna dopo un periodo di sosta è quella di alternare, nello spazio di pochi minuti o giorni, picchi di prestazione con cali improvvisi. Anche per questo si spiega il primo set contro il murciano, perso al tie break, e il secondo in cui è affondato.
Sarebbe però ingeneroso nei confronti dello spagnolo se si indicassero le cause della vittoria solo all’assenza dal grande circo del suo avversario in questi tre mesi. La verità, che tutti gli addetti ai lavori mormorano spesso a bassa voce per una questione campanilistica, è che a ‘gioco corretto’ (espressione mutuata dagli scacchi, che vuol dire se entrambi i giocatori giocano al loro massimo) Alcaraz è più forte di Sinner. Ha, nel proprio repertorio, più colpi, un braccio più educato e forse anche maggiore fantasia. Sinner vince (non è cosa da poco) per costanza e tenuta mentale, cose che difettano allo spagnolo il quale ha spesso alternato tornei irresistibili a uscite di scena clamorose. Di solito, però, quando arriva in finale vince.
Oggi, sul centrale, i due giocatori nel primo set se le sono date di santa ragione. Erano ai massimi livelli entrambi. Alla fine l’ha spuntata Carlitos. Si merita per questo un bel 10. Bravo lui.. ma bravo anche Sinner!
foto Brigitte Grassotti

