Irlanda Argentina 23-40, il ruggito dei Pumas

L'Argentina regola l'Irlanda nel quarto alla vigilia più incerto ma che alla fine ha regalato il secondo divario più netto.

Irlanda Argentina 23-40, il ruggito dei Pumas

IRLANDA ARGENTINA 23-40 – La prima vera sorpresa di questi quarti riguarda la facilità con la quale i Pumas hanno regolato quelli che fino ad oggi erano la terza forza del rugby mondiale e definiti gli “All Blacks dell’emisfero boreale”. Non che Sanchez (MVP) & Co abbiano passeggiato ed è anche vero che l’Irlanda era decimata dagli infortuni, ma il divario registrato alla fine era oggettivamente impossibile da prevedere.

La partita ha preso subito il verso favorevole all’Argentina che ha messo in campo peso e determinazioni maggiori. Forse in questo quarto si è visto, in modo evidente, la differente attitudine a giocare a ritmi diversi tra Nord e Sud del mondo. L’Irlanda in alcuni momenti appariva prevedibile e leggera, contro i Pumas fisicamente più strutturati e in grado di esprimere un rugby di maggiore impatto: placcaggi duri, superamento della linea del vantaggio, velocità nello spostare il gioco. Poca fantasia (se non gli ormai quasi obbligatori inserimenti centrali e salti di uomo) ma quando c’è la velocità cosa importa.

Dopo un inizio shock, i giocatori del trifoglio, sprofondati a -20, anche se orfani di Sexton e perdendo per strada Bowe riuscivano a risalire lentamente, chiudendo il primo tempo a -10 con uno svantaggio di una sola meta. Alla ripresa del gioco poi, sembrava che l’Argentina avesse perso l’ispirazione e la distanza si accorciava ancora fino ad un -3. Ma il massimo sforzo degli irlandesi veniva scontato nella parte finale della partita, quando pian piano l’Argentina trovava lucidità nei punti di incontro, teneva prima a distanza gli avversari con i calci per poi colpirli ripetutamente con due mete negli ultimi 10 minuti… (continua)

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