Inizia ufficialmente il cammino verso Rio, o per essere più corretti verso il Preolimpico di Torino che potrebbe riportare la Nazionale di Basket ai Giochi Olimpici a 12 anni di distanza da Atene 2004. Gli Azzurri e lo staff tecnico si sono ritrovati lunedì mattina a Folgaria per iniziare nel pomeriggio il training camp 2016. Veterani e volti nuovi hanno salutato il CT Ettore Messina e lo staff tecnico in attesa degli atleti che si aggregheranno più avanti perché impegnati con i rispettivi club nelle finali Scudetto in Italia, Turchia e Germania. Prima della sessione di allenamento del pomeriggio Petrucci, Messina, Pascolo e Poeta hanno incontrato la stampa.

“Ettore Messina per noi è un valore aggiunto – ha detto Petrucci – perché non potevamo avere tecnico migliore per guidare la Nazionale verso il sogno di Rio 2016. In questi giorni ho letto le dichiarazioni dei nostri ragazzi: loro sono convinti di potercela fare e anche io ci credo. Certo, non sarà una passeggiata perché tutte le squadre che partecipano al Pre Olimpico sono ostiche. Tutti parlano della Grecia e della Croazia ma noi non dobbiamo e non vogliamo sottovalutare nessuno. Qualche anno fa, quando parlavo di Rio, mi prendevano per pazzo. Ora siamo a un soffio dal traguardo e possiamo sognarlo.

Mi fa piacere anche che dietro i veterani ci siano diversi giovani di belle speranze. La Federazione ha fatto e farà di tutto per mettere la squadra nelle migliori condizioni per lavorare ma al tempo stesso pensa già al futuro. Una battuta al Presidente del CONI Malagò, che verrà a trovarci quando torneremo a Bologna: se dovessimo qualificarci anche noi del basket, avrebbe ottenuto un risultato migliore del mio quando ero Presidente CONI. Me lo auguro di cuore”.

“Ogni volta che sento parlare il Presidente – ha detto Messina – vorrei scendere subito in campo. Il suo entusiasmo e quello dei ragazzi per me sono importanti. Essere di nuovo qui a Folgaria per me è speciale, ci venivo con la Virtus Bologna, con la Nazionale e anche con la famiglia. Conosco bene questi posti e sono contento di poterci tornare. Mi fa piacere anche giocare il torneo a Trento, dove c’è una società molto organizzata e che ha fatto una stagione ottima. Mettersi in gioco cercando ostacoli sempre più grandi fa onore all’Aquila Basket, è solo così che si cresce. Anche la Nazionale l’ha fatto in questi anni e ora siamo di fronte a un grande obiettivo. La Federazione, il CONI e il Governo hanno fatto grandi sforzi per permetterci di giocare in Italia a Torino: sta a noi ora metterci il cuore e non farci tremare le mani quando sarà il momento decisivo. Dovremo dare tutti qualcosa in più. Negli scorsi anni è mancata un po’ di freddezza, e con questo intendo capacità di capire chi deve avere la palla in mano nei momenti giusti e chi in difesa deve fare delle cose anziché altre. La differenza tra vincere e perdere è sottile e per un nulla si rischia di buttare all’aria delle partite. Qui in Nazionale abbiamo uno staff medico sanitario e tecnico di primissimo livello e con competenze specifiche: questo per il nostro lavoro è utilissimo. Mi dispiace non essere negli Usa per giocare le Finals con San Antonio ma sono molto contento di essere qui per lavorare con tutti i ragazzi e metterli il prima possibile sullo stesso livello di preparazione. La squadra ha già una sua identità: ce la faremo, saremo pronti”.