Italia campione del mondo under 23 nel quattro senza leggero

L’Italia vince il titolo mondiale under 23 ad Amsterdam nella specialità del quattro senza pesi leggeri. Gli artefici della vittoria sono Luca De Maria (Fiamme Oro), Catello Amarante (Marina Militare), Marcello Nicoletti (Moto Guzzi) ed il capovoga Matteo Pinca (Moto Guzzi). E’ la quarta medaglia azzurra dopo i tre argenti di sabato nel quattro senza maschile e femminile e nel quattro di coppia. Nelle finali di oggi anche un quinto posto nel quattro di coppia (Gabriele Cagna, Matteo Baluganti, Michele Manzoli, Francesco Cardaioli) ed il sesto del doppio leggero (Leonardo Boccuni, Davide Babboni).
Nel quattro senza, sotto una pioggia battente e con un forte vento, l’Italia rivince il titolo mondiale a distanza di cinque anni (Hazewinkel 2006) e stabilisce il nuovo record mondiale under 23 con il tempo di 5’54’’12. Una gara ricca di emozioni. Azzurri ultimi dopo i primi 500 metri e primi ai 1000. La Germania non molla la presa, passa al comando ai 1500 con 89 centesimi di vantaggio su Pinca e compagni. La storia della finale cambia negli ultimi 300 metri con il devastante serrata della barca azzurra ed il crollo verticale dei tedeschi (quarti all’arrivo). Francia e Spagna provano a riprendere l’Italia ma restano lontani 72 centesimi e 1’’42.
Il quattro di coppia azzurro, tornato in finale dopo diversi anni ai Mondiali Under 23, offre una prova davvero generosa, non si arrende mai e nelle difficoltà dei primi 1500 metri resta compatto puntando comunque alla miglior prestazione. Finisce quinto, vicino agli Stati Uniti ma lontani sei secondi dalla terza piazza del podio occupata dalla Germania. Ucraina campione del mondo davanti alla Repubblica Ceca. Male, invece, il doppio pesi leggeri di Boccuni e Babboni. Restano in gara per 1000 metri, poi perdono troppo contatto con le prime posizioni chiudendo staccati al sesto posto.
Buona finale B per il singolista Daniele Zona che termina il proprio Mondiale al nono posto. Stesso discorso per il giovane doppio di Corrado Verità e Manuel Igneri che conclude questa esperienza in ottava posizione, situazione completamente diversa dall’otto ancora una volta protagonista di una prova incolore mentre il doppio leggero di Denise Zacco ed Elisa Scapolo finisce dodicesimo.
LE PAROLE DEI NEOCAMPIONI DEL MONDO – E’ al settimo cielo il quattro senza leggero azzurro dopo la vittoria del titolo mondiale. Vittoria con record mondiale (5’54’’12), un record che apparteneva alla Germania dopo aver battuto quello italiano stabilito nel 2006 con il successo iridato ad Hazewinkel di Livio La Padula, Martino Goretti, Michele Savriè e Fabrizio Gabriele.
“Siamo felici per esserci ripresi il titolo ed il record mondiale, appartenuti al mio amico Martino – attacca Marcello Nicoletti (Moto Guzzi) – La dedica è ovviamente per Giuseppe Moioli (allenatore e medaglia d’oro a Londra 1948 n.d.r.) che ci ha seguiti tutto l’anno in due senza e ci è sempre stato vicino con i suoi preziosi consigli”.
Poi è il compagno di squadra Matteo Pinca a parlare. “Abbiamo preparato il Mondiale in pochi giorni, complice l’assenza di Luca perché impegnato in Coppa del Mondo a Lucerna. Abbiamo fatto tutto il possibile, siamo cresciuti gara dopo gara sino alla grande prova di maturità di questa finale. Una dedica speciale per il Moioli, per le mie cugine Filomena e Carmela e per Daniela”. Tre volte quarto ai Mondiali Junior Under 23 nel 2007 (quattro senza, 2008 (otto) e 2010 (due senza) prima del bronzo ai Mondiali 2010 di Karapiro nell’otto pesi leggeri. “Finalmente, ci voleva proprio ed è una rivincita presa con gli interessi. Due dei quattro tedeschi, oggi quarti, hanno battuto me e Marcello l’anno scorso per soli 68 centesimi. Diciamo che la ruota gira per tutti…”. Amarante (Marina Militare) analizza la gara. “Il nostro punto debole era la partenza, ci hanno dato mezza barca ma poi ci siamo ripresi e colpo su colpo, tra i 500 ed i 1000, li abbiamo ripresi tutti. Luca è stato un bravissimo prodiere, nell’attacco finale li abbiamo definitivamente sfiancati. Questa medaglia d’oro la dedico alla mia ragazza Giustina, a mio cugino Lello (bronzo ad Atene 2004 n.d.r.) per i suoi preziosi suggerimenti, alla Marina Militare ed a tutta la mia famiglia”.
Chiude Luca De Maria (Fiamme Oro). “C’è stato un tifo assurdo dall’Italia per me, ringrazio tutti coloro che sempre mi sono stati vicini. In particolare le Fiamme Oro ed il mio allenatore Valter Molea. Matteo e Marcello sono stati i partner giusti per me e Catello che volevamo prenderci una rivincita dopo l’argento dell’anno scorso. Un grande risultato anche quello ma essere campioni del mondo è proprio un’altra cosa…” (com stampa)

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