RugbyItalia da storia al Sei Nazioni: Inghilterra battuta 23-18, Menoncello domina

Italia da storia al Sei Nazioni: Inghilterra battuta 23-18, Menoncello domina

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Sei Nazioni 2026, Tommaso Menoncello
La meta di Tommaso Menoncello contro l’Inghilterra (Photo by Silvia Lore/Federugby via Getty Images)

L’Inghilterra lo sapeva che non sarebbe stato come in passato quando scendeva a Roma per il Sei Nazioni con la tranquillità della gita fuori porta. Nei giorni scorsi la stampa britannica aveva messo in guardia coach Borthwick dei rischi. Aveva, soprattutto, fatto un nome: Tommaso Menoncello, come l’uomo in grado di evidenziare i difetti della difesa inglese. E, come nei peggiori incubi, il fantasma di Menoncello si è manifestato in tutta la sua spettrale (per gli inglesi) potenza. La meta nel primo tempo, che ha dato il vantaggio momentaneo all’Italia, e poi l’azione decisiva a 10 minuti dalla fine, che ha permesso il sorpasso decisivo, sono opera di questo ragazzo che è forse il giocatore più forte di sempre che il nostro movimento è stato in grado di produrre.

L’Italia del rugby oggi scrive la storia e sfata un tabù che solo qualche mese fa appariva impossibile. Ha superato i maestri inglesi per 23 a 18 dopo una partita vibrante, nella quale gli errori e la difesa hanno giocato un ruolo determinante. L’ha fatto grazie ad una capacità di resistere e, soprattutto, alla convinzione nei propri mezzi, aumentata dopo la sfida tra Scozia e Francia nella quale gli Highlander, schiacciati da noi ad inizio torneo, hanno umiliato i Galletti.

Se dovessimo dare un quadro tecnico della partita potremmo anche sottolineare i tanti errori della formazione di Quesada, in particolare nel gioco aereo, nelle scelte del primo tempo e nelle mischie, che abbiamo sofferto concedendo tanti falli. Errori che a metà del primo tempo hanno fatto saltare sulla sedia anche il solitamente tranquillo e ineffabile Quesada. Il coach argentino è corso ai ripari nel secondo tempo dopo che il primo l’avevamo chiuso sotto per un evidente regalo, continuando a giocare, a tempo scaduto, e permettendo la meta di Roebuck.

Nella seconda frazione il cambio forse decisivo per gli Azzurri è nella mediana, che ha velocizzato il gioco azzurro ma non per questo permesso di comandare. A metà della seconda frazione la pressione degli inglesi ci ha costretto sulla difensiva. Siamo rimasti attaccati alla partita grazie ai calci di Garbisi e poi, al 67°, all’intuizione di Menoncello, capace di recuperare una palla servita da Ioane, resistere a due placcaggi e aprire la difesa avversaria per la meta di Leonardo Marin.

Il man of the match Tommaso Menoncello: “Questa partita l’ho sognata per tutta la settimana. Anche il titolo di MVP. Incredibile che sia arrivato tutto.”

Coach Quesada: “Vincere questa partita è in qualche modo un passaggio fondamentale nel nostro percorso di crescita. Abbiamo commesso errori, ma era naturale contro avversari forti come gli Inglesi. In questo momento dobbiamo essere orgogliosi del nostro lavoro e ringraziare tutti coloro che hanno contribuito ad arrivare fin qui.”

La partita Italia Inghilterra 23 a 18 (10 a 12 pt)

L’avvio è equilibrato e il primo squillo è dell’Italia, che al 20’ passa in vantaggio con una punizione di Paolo Garbisi. L’Inghilterra reagisce poco dopo: al 25’ Tommy Freeman trova la prima meta della partita e porta avanti gli ospiti. Gli Azzurri non si disuniscono e continuano a giocare con coraggio, trovando al 33’ la meta del sorpasso con Tommaso Menoncello, finalizzatore di una bella azione offensiva. Garbisi trasforma e riporta l’Italia davanti.

Nel finale di primo tempo però l’Inghilterra torna a colpire: al 41’ Tom Roebuck va in meta e Fin Smith completa la trasformazione. In apertura di ripresa lo stesso Smith allunga con una punizione (44’), portando gli inglesi nuovamente avanti.

La seconda frazione diventa più dura e spezzettata. Al 50’ l’Italia resta in inferiorità numerica per il cartellino giallo a Giacomo Nicotera, e al 52’ Fin Smith ne approfitta con un’altra punizione. Gli Azzurri però restano agganciati al match grazie alla precisione di Paolo Garbisi, che tra il 56’ e il 60’ centra due calci di punizione riportando l’Italia a contatto.

La svolta arriva nella fase centrale della ripresa. Prima l’Inghilterra resta in quattordici per il giallo a Sam Underhill (53’), poi al 63’ viene ammonito anche Maro Itoje, lasciando gli inglesi nuovamente in inferiorità. L’Italia sfrutta il momento favorevole e al 67’ trova la meta decisiva con Leonardo Marin, bravo a finalizzare l’azione che accende lo stadio. Garbisi trasforma, completando il sorpasso.

Nel finale gli Azzurri gestiscono con maturità gli ultimi assalti inglesi, facendo girare la panchina e difendendo con ordine fino al fischio conclusivo.

Con questo successo il rugby italiano fa un ulteriore passo verso l’eccellenza assoluta. Con la sconfitta dell’Inghilterra rimane solo la Nuova Zelanda un muro, fino ad oggi, troppo alto per essere scalato. Intanto la classifica del Sei Nazioni 2026 ci vede al quarto posto, davanti a Inghilterra e Galles. Proprio i Dragoni sono l’ultimo ostacolo, la prossima settimana. Qualora dovessimo superare anche loro si tratterebbe di un nuovo primato: 3 vittorie nel torneo più antico non l”avevamo mai ottenute. Intanto possiamo goderci la seconda vittoria consecutiva all’Olimpico. Nella casa del rugby italiano, in questa stagione, si sono inchinati Scozzesi e Inglesi. I primi, dopo la vittoria di oggi contro la Francia, potrebbero addirittura vincere il Sei Nazioni… da non credere!

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Antonio Ungaro
Antonio Ungaro
Giornalista sportivo e blogger. I primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare; tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

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