Sei Nazioni: Italia Inghilterra 9-40, la storia si ripete

L'Italia gioca bene per 50', poi si spegne la luce e l'Inghilterra porta a casa un punteggio rotondo. Adesso, dopo una settimana di riposo, con la Scozia ci giochiamo ancora una volta il cucchiaio di legno.

Sei Nazioni: Italia Inghilterra 9-40, la storia si ripete

Italia Inghilterra, seconda giornata del Sei Nazioni 2016, si è chiusa nel modo più tradizionale: con l’Italia in partita per 50′ per poi lasciare campo libero agli avversari, che dilagano nel finale. I commentatori della prima ora hanno sintetizzato affermando che per 50′ il gruppo di Brunel ha fatto sognare i (quasi) 80.000 dell’Olimpico, giocando bene. Alla fine degli 80′, però, abbiamo sentito qualche fischio. Non tanti, ma il malumore verso questa Italrugby che perde sempre inizia a crescere. Non possono bastare, del resto, le belle sconfitte. Bisogna iniziare anche a portare a casa qualche vittoria, magari brutta, ma che fa morale.

In realtà l’Italia non ha giocato bene nei momenti decisivi. Soprattutto ha fatto le scelte sbagliate, come quella di provare a calciare quando invece logica avrebbe voluto altre soluzioni. Non ci voleva un genio del rugby, infatti, per capire che i ritmi tenuti nella prima parte della gara non potevano durare per molto e che quindi bisognava mettere in cascina più punti possibili finché il pacchetto di mischia teneva. Le maul dell’Italia, infatti, per buona parte del primo tempo, sono state in grado di farci guadagnare campo e palloni. Abbiamo giocato nella metà campo avversaria e guadagnato anche abbastanza punizioni. In una partita contro una squadra del nostro livello avrebbe avuto senso tentare i pali, tenere l’avversario a distanza di break e provare a vincere nel finale. Ma contro l’Inghilterra sappiamo come è sempre andata a finire. Meglio sarebbe stato sfruttare la momentanea supremazia di gioco per cercare di arrivare a meta, magari attraverso una touche ben giocata ai 5 metri. Insomma cercare di imitare il Giappone di Jones contro il Sud Africa, che non si accontentò, nella famosa vittoria che ha fatto storia in Coppa del Mondo, dei tre punti, cercando sempre di macinare gioco. Quell’Eddie Jones che sulla panchina dell’Inghilterra ancora non ha fatto vedere miracoli, ma una squadra ben assestata in campo, veloce e forte nei calci di spostamento. Quanto basta per questa Italia.

La cronaca della partita ci consegna gli azzurri avanti con Canna al 9′. Tre minuti dopo, sul capovolgimento di fronte, arriva il pareggio degli inglesi che raddoppiano 5 minuti dopo. L’Italia spinge, ma i sudditi di sua maestà si difendono con ordine e con calci ben assestati ci rimandano sempre indietro. Noi tanta fatica per avanzare, loro riconquistano campo in un battibaleno. Comunque siamo lì e con un altro calcio di punizione pareggiamo. Siamo al 20′: l’Italia c’è, ma anche no. Cadono troppi palloni e andiamo a sbattere contro la diga inglese. Parisse, in particolare, pur gettando sempre il cuore oltre l’ostacolo, si affeziona troppo alla palla e da l’impressione di voler risolvere la partita da solo. Tiene l’Italia, invece, in fase difensiva, con placcaggi ben assestati e metri rubati. Ma al 25′ arriva la meta inglese, era nell’aria, anche se è una parziale nostra disattenzione.

Reagiamo e ci riportiamo sotto al 35′, sempre con Canna (uno dei migliori). Proviamo anche a passare in vantaggio, con un calcio che, come detto prima, noi avremmo mandato in touche, per cercare di schiacciare la palla in meta. Ma pensiamo di poter competere nel punto a punto, e questo è un errore.

Torniamo in campo convinti di continuare, anche se la maggior parte dell’Olimpico è consapevole che la favola sta per finire. Vuoi perché sono di più i tifosi inglesi di quelli italiani, vuoi perché gli appassionati sono abituati a vedere l’Italia bella a metà. Dopo un altro calcio sbagliato, inizia la discesa. Passaggio ridicolo sulla nostra trequarti che lancia in meta Farrell in mezzo ai pali. E’ il 50′: l’Italia si spegne mentre l’Inghilterra vola verso la gloria.

Per noi il 27 febbraio contro la Scozia sarà dura…

Nel dopo partita Brunel addosserà la responsabilità del cambiamento di passo anche ai quattro infortunati, costretti ad uscire: Gega sospetta frattura zigomo, Fuser trauma cranico, Zanni trauma cervicale, Garcia contusione a un ginocchio. Sarà, ma i fischi, anche se isolati, dell’Olimpico ci raccontano un’altra storia. La solita storia.

Italy_v_England_ITA

Lascia il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.