RugbyItalia Inghilterra: come la stampa italiana celebra il trionfo dell'Olimpico

Italia Inghilterra: come la stampa italiana celebra il trionfo dell’Olimpico

Sei Nazioni 2026, Italia Inghilterra
La festa azzurra dopo il successo contro l’Inghilterra (Photo by Silvia Lore/Federugby via Getty Images)

Alle ore 19:19 del sabato più bello della storia del rugby italiano, Julien Ramos fischia la fine. L’Olimpico esplode. Lacrime, abbracci, urla, bandiere. Trentatré precedenti, trentadue sconfitte, e finalmente: la prima, storica vittoria dell’Italrugby contro l’Inghilterra. 23-18. Un risultato che verrà tramandato di generazione in generazione. Queste le reazioni della stampa italiana e le voci dello spogliatoio.

ANSA – Flash d’agenzia, ore 19:34

L’agenzia di stampa nazionale lancia il flash nelle redazioni di tutta Italia: «L’Italia ha battuto l’Inghilterra 23-18 in una partita della quarta giornata del Sei Nazioni. È la prima vittoria di sempre per la nazionale azzurra su quella inglese». Poche parole, peso di un’intera storia sportiva. Il flash dell’ANSA chiude un’era.

Sky TG24 – “Azzurri e appassionati ricorderanno questa data per tutta la vita”

Sky TG24 ricostruisce il senso storico dell’impresa: dopo 32 ko consecutivi in altrettanti precedenti ufficiali, quella del 7 marzo 2026 è una data che il rugby italiano porterà con sé per sempre. I 22mila tifosi inglesi accorsi allo Stadio Olimpico tornano a casa increduli. Sul tabellino, un’Italia capace di rimontare dall’18-10 subito in avvio di ripresa, aggrappandosi a uno straordinario Tommaso Menoncello e alla piazzola infallibile di Paolo Garbisi.

Il match, stando alla ricostruzione di Sky TG24, ha visto l’Inghilterra partire forte con il solito gioco fisico e pressing ad alta intensità: la difesa azzurra regge fino al 21′, quando Garbisi porta l’Italia in vantaggio con un calcio piazzato. Freeman riporta avanti gli inglesi, ma Menoncello – autentico trascinatore – risponde con una meta di potenza. Nel finale di primo tempo, la disattenzione di Lorenzo Cannone regala una meta beffarda a Roebuck. Nella ripresa, Smith firma due punizioni per il 18-10. Ma la storia è appena cominciata.

Federazione Italiana Rugby – “Un’altra pagina di storia in un Sei Nazioni sempre più esaltante”

Il sito ufficiale della FIR immortala il momento con parole solenni: «L’Italia fa la storia. Gli Azzurri battono per la prima volta l’Inghilterra, superata 23-18 in Olimpico pieno e trascinante». La nota federale sottolinea come la squadra di Quesada abbia reagito a una partita che «a un certo punto sembrava essere sfuggita di mano», grazie a una grande rimonta fatta di calci piazzati chirurgici di Garbisi e della meta di Marin al 72′, originata da una giocata sublime di Menoncello.

La FIR descrive nei dettagli il finale di partita: «Nel finale l’Inghilterra prova il tutto per tutto, l’Italia è stanca ma resiste in maniera commovente. Un intervento incredibile di Lamaro nel breakdown, Ruzza vince la touche decisiva, Fusco calcia fuori. L’Olimpico esplode. L’Italia fa la storia».

Corriere dello Sport – “Il terzo tempo più dolce della storia del rugby italiano”

Gli occhi del CT Gonzalo Quesada brillano, ma lui non lo dà a vedere: il Corriere dello Sport lo ritrae con il suo stile sobrio e il pensiero già alla prossima sfida. Eppure è innegabile che a Roma si sia scritto qualcosa di irripetibile. Il tabù è caduto. Il Corriere racconta un Olimpico sold out teatro della rimonta azzurra, con i cambi dalla panchina che si rivelano decisivi nel momento cruciale.

Il quotidiano sportivo ricorda l’aneddoto del contributo di Diego Dominguez, convocato dal CT per la consegna delle maglie: «Voglio ringraziare Diego Dominguez, che ieri nel consegnare le maglie ha fatto un grande discorso alla squadra». Poi, senza trionfalismi: «Questo è stato un grande passo in avanti nel nostro percorso. Adesso dobbiamo rimanere umili».

Il Messaggero – “Lacrime d’orgoglio all’Olimpico, l’impresa è certificata”

Il Messaggero dà voce all’eroe della giornata: Tommaso Menoncello, Man of the Match. «Ho sognato questo momento per tutta la settimana, sia la vittoria che il premio di MVP. La prima meta è stata studiata, loro erano stanchi dopo i primi 20 minuti, ho sfruttato uno spazio che ho visto e Garbisi me l’ha passata benissimo. Dedico tutto alla mia ragazza, alla mia famiglia e alla squadra. Abbiamo lavorato duramente per entrare nella storia».

Il quotidiano romano sottolinea il triplice senso dell’impresa: sportivo, storico e simbolico. L’Olimpico, teatro di innumerevoli pagine sportive italiane, aggiunge alla propria memoria collettiva la prima vittoria contro i maestri inglesi.

OnRugby – “Una partita coraggiosa, sporca, difficile da interpretare”

Il portale specializzato di riferimento per il rugby italiano ricostruisce con precisione tecnica le fasi della partita. «Allo stadio Olimpico di Roma, di fronte a 68.895 spettatori, l’Italia supera l’Inghilterra 23-18 nella quarta giornata del Sei Nazioni 2026 e per la prima volta nella storia della competizione batte la Nazionale della Rosa». OnRugby descrive una squadra che ha saputo incassare colpi, soffrire e ripartire: le mete di Menoncello e Marin, i calci di Garbisi, una difesa ordinata e aggressiva.

La ricostruzione tecnica racconta come la squadra di Quesada avesse preparato meticolosamente la partita, con un piano gara spesso disturbato dal gioco fisico inglese, ma portato a compimento nei momenti decisivi.

Fanpage.it & Today.it – “Il 33esimo tentativo è quello buono”

Il dato storico viene inquadrato con chiarezza: 33 incontri, 32 sconfitte, 1 vittoria. Today.it titola «Il sogno è realtà», e descrive i tifosi in lacrime e il senso di un tabù finalmente abbattuto. Fanpage.it ricorda che si tratta del secondo trionfo azzurro nel Sei Nazioni 2026 dopo quello sulla Scozia all’esordio, e guarda già avanti: a Cardiff, l’Italia potrebbe conquistare la terza vittoria in una singola edizione del torneo, record assoluto.

Sport Mediaset – “C’è sempre una prima volta, per l’Italia arriva al 33° tentativo”

Sport Mediaset celebra il primato storico rimarcando il percorso di crescita del gruppo azzurro. La narrativa dell’emittente Fininvest evidenzia come la vittoria sia arrivata proprio nel modo più cinematografico possibile: da sotto di 8 punti, con un uomo in meno, in rimonta, davanti a un pubblico che non è mai smesso di credere. «Inutile l’assalto finale dell’Inghilterra – si legge sul sito – che dopo 32 successi di fila perde per la prima volta contro l’Italia».

OA Sport – Classifica: l’Italia al 4° posto, nel mirino il podio

Con questa vittoria l’Italia supera proprio l’Inghilterra in classifica e sale a quota 9 punti, portandosi in solitaria al quarto posto del Sei Nazioni 2026. OA Sport ricorda anche la reazione della stampa inglese, con i giornali britannici che parlano di disastro, shock e rovina. In cima alla classifica ci sono Francia e Scozia a 16 punti, seguite dall’Irlanda a 14. L’ultima giornata vedrà l’Italia a Cardiff contro il Galles, con la possibilità di inseguire addirittura il terzo posto, miglior risultato di sempre nella storia azzurra al torneo.

Virgilio Sport – “Tenacia, coraggio, grinta e intelligenza”

Virgilio Sport sceglie quattro parole per descrivere la prestazione azzurra: tenacia, coraggio, grinta e intelligenza. La ricostruzione mette in luce come l’Italia abbia «ovviato a qualche errore e qualche deficit nel gioco aereo» per costruire comunque una vittoria di carattere. La meta di Marin – preceduta dalla fiammata di Menoncello – è definita il momento in cui «la lucidità non è mancata» nei minuti più difficili.

LE VOCI DAL CUORE DELL’OLIMPICO

Gonzalo Quesada – CT della Nazionale Italiana – Gonzalo Quesada viene accolto nella sala stampa dello Stadio Olimpico con un applauso. Il CT argentino mantiene il suo stile: lucido, analitico, capace di guardare oltre l’entusiasmo del momento. Ma stavolta il sorriso è difficile da nascondere.

«Eravamo consapevoli della difficoltà della partita di oggi: nel primo tempo sono stati bravi a metterci in difficoltà, ma abbiamo reagito e siamo stati bravi a rimanere nei piani. I ragazzi hanno fatto un lavoro enorme: ero già fiero di loro, ma ogni volta mi rendono sempre più orgoglioso del lavoro che stiamo facendo. In una partita come questa bisognava tenere duro e gestire bene anche nei momenti in cui abbiamo sentito la pressione inglese.» 

Quesada spiega anche la gestione mentale della settimana e la difficoltà di isolare il gruppo dalle altissime aspettative: «Prima della partita e in tutta la settimana abbiamo provato a mantenere la concentrazione per gestire le alte aspettative. Avevamo un piano, ma è stato difficile attuarlo per colpa dell’Inghilterra che giocava sempre al limite. Ma ogni volta che abbiamo potuto fare quello che avevamo preparato col pallone abbiamo fatto meta o conquista.»

Il CT svela poi un aneddoto che rivela il profondo senso di continuità e identità di questo gruppo: nelle ore precedenti alla partita, due leggende del rugby italiano sono state coinvolte in una sorta di passaggio di testimone.

«Abbiamo fatto un asado con Martin Castrogiovanni in settimana. Ieri ho chiamato Diego Dominguez per la consegna delle maglie, perché volevamo che ci fosse un passaggio di consegne. Sono felice per i ragazzi e per lo staff. Possiamo fare ancora meglio, ma ovviamente non sono pazzo a tal punto da non essere felice per quello che hanno fatto i ragazzi.»

Prima di chiudere, uno sguardo alla prossima sfida di Cardiff, senza perdere il filo: «Ora ci aspetta un’altra sfida dura a Cardiff. Sono molto contento però, perché oggi per questo gruppo è stato un traguardo enorme. Ora il mio compito sarà riportare la calma.» 

Michele Lamaro – Capitano degli Azzurri – Michele Lamaro è il capitano di questa Italia che cresce, soffre e alla fine vince. Le sue parole in conferenza stampa sono quelle di un leader che ha vissuto ogni secondo di quella partita come una sfida personale e collettiva insieme.

«Ci sono stati dei momenti nella partita in cui sembravamo un po’ spenti e loro hanno ripreso un po’ le energie. In quei momenti ci siamo guardati negli occhi e abbiamo detto che dovevamo resistere e guadagnare ogni centimetro possibile.»

Lamaro racconta il momento più duro della ripresa, quando l’ammonizione di Nicotera ha lasciato l’Italia in quattordici uomini, spingendo verso il baratro: «Un altro momento difficile è stato quando siamo rimasti in 14: lì abbiamo trovato la forza per lavorare e continuare a tenere duro. Siamo entrati in campo con una tensione addosso palpabile, ma ci abbiamo creduto in ogni secondo.»

Il capitano azzurro affonda poi nel senso profondo di questa vittoria, che va oltre i punti e la classifica: «Avevamo la condizione che avremmo potuto battere questa Inghilterra e alla fine ce l’abbiamo fatta. Oggi sentivamo le aspettative, sentivamo il peso del passato. Sapevamo che era un’occasione che dovevamo cogliere, e lo abbiamo fatto.» 

La voce di una leggenda: Martin Castrogiovanni«Deve essere l’anno della prima vittoria contro gli inglesi»: lo aveva detto mesi fa, e così è stato. Martin Castrogiovanni, presenza affettiva e spirituale di questa Nazionale, non trattiene l’emozione ai microfoni di Sky Sport:

«Mi sento ancora un giocatore, sono troppo contento. Aspettavamo questo momento da 35 anni. Non avevo mai visto un’Italia venir fuori da un momento di difficoltà come oggi.»

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