Lun, 16 Febbraio 2026
RugbyItalia leggendaria: battuta l’Australia 26-19, notte storica a Udine

Italia leggendaria: battuta l’Australia 26-19, notte storica a Udine

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L’Italrugby vince la prima partita delle Quilter Nations Series contro l’Australia mettendo nel carniere la seconda affermazione di sempre contro i Wallabies. Il risultato finale, 26 a 19 disegna solo parzialmente l’andamento di una partita che ha visto gli Azzurri concentrati e disciplinati, che hanno costretto l’Australia ad alzare il ritmo e commettere errori.

La partita comincia con il piede giusto per gli Azzurri, che dopo appena cinque minuti si rendono pericolosi con Ange Capuozzo: l’estremo arriva oltre la linea di meta, ma viene tenuto alto dalla difesa australiana. L’arbitro Andrew Brace torna su un vantaggio precedente, e Paolo Garbisi apre le marcature dalla piazzola: 3-0. È solo l’inizio di una serata perfetta per l’apertura del Tolone, che chiuderà con un clamoroso 100% al piede e 16 punti personali.

Tre minuti più tardi Monty Ioane accende la partita, recuperando un pallone alto e calciando a seguire per mettere pressione sulla retroguardia dei Wallabies. Wilson è costretto ad annullare l’ovale in area di meta che vale una mischia a cinque metri. Da lì nasce un altro calcio di punizione che Garbisi trasforma per il 6-0.

L’Australia si affaccia per la prima volta nei ventidue italiani al quarto d’ora, grazie a un bel break di Carter Gordon, supportato da Harry Potter e Corey Toole. Ma Manuel Zuliani, monumentale, strappa un pallone vitale nel punto d’incontro e salva la difesa. È il primo segnale della crescente pressione australiana.

Poco dopo Brex viene punito per mani a terra e i Wallabies scelgono la touche offensiva: spinta poderosa, drive ben organizzato e Matt Faessler trova la prima meta australiana. Kellaway sbaglia la trasformazione e l’Italia resta avanti 6-5.

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Gli uomini di Joe Schmidt continuano a commettere errori al piede: Gordon spedisce fuori tre calci consecutivi, segno di una serata complicata. Alla mezz’ora Varney resta a terra dopo un duro impatto ma, tra gli applausi del pubblico, stringe i denti e rientra. Non lo sa ancora, ma sarà lui l’eroe della serata (man of the match).

L’Australia trova la seconda meta poco dopo: il mediano Jake Gordon rompe la linea difensiva e serve Wilson, che prepara la piattaforma per Angus Bell. Il pilone si allunga e schiaccia oltre, con Kellaway che questa volta centra i pali per il 6-12.

Nel finale di tempo un fallo di Taniela Tupou su Fischetti viene segnalato dal TMO: Garbisi accorcia e manda le squadre al riposo sul 9-12. La ripresa comincia con Garbisi che firma il pareggio: 12-12.

Al 51’ il colpo che gela il Bluenergy Stadium: Wilson perde palla in avanti, ma l’arbitro lascia giocare e Carter Gordon vola sotto i pali tra l’incredulità generale. Dopo una lunga revisione al monitor, Brace convalida la meta, scatenando l’ira di Quesada in tribuna. Kellaway trasforma: 12-19. Sembra l’inizio della fine, invece è l’inizio della rimonta.

Suaalii commette un placcaggio alto su Garbisi e viene mandato in panchina con giallo. L’Italia sfrutta la superiorità: Varney allarga per Lynagh, che in bandierina resiste al placcaggio e schiaccia la palla per il 17-19. Garbisi, da posizione impossibile, trasforma con freddezza glaciale.

Passano appena tre minuti e l’Italia passa in vantaggio. Menoncello lotta su due placcaggi, Varney rompe la linea e serve Ioane: l’ala del Lione, contro la sua ex squadra nazionale, rompe il placcaggio e segna una meta d’orgoglio e potenza che fa esplodere lo stadio. Garbisi non sbaglia: 26-19.

L’Australia prova a reagire, ma trova davanti un muro azzurro. La difesa resiste a oltranza dentro i propri cinque metri, con Zuliani e Fischetti che placcano ovunque. Ruzza sfiora l’intercetto del ko, ma l’Italia non rischia più nulla. All’ultimo possesso, Page-Relo calcia in tribuna: è finita.

Il Bluenergy Stadium esplode di gioia. Gonzalo Quesada esulta con i suoi uomini: l’Italia batte l’Australia per la seconda volta nella storia e lo fa con una prova di cuore, disciplina e carattere. Una serata che resterà impressa nella memoria del rugby italiano.

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