Rugby: Italia Nuova Zelanda 3-66, il mistero di uno sport che non decolla

Nuova sonora sconfitta per gli azzurri di O'Shea contro i maestri neozelandesi riapre l'annoso dibatti sui motivi per cui il nostro movimento non è in grado di ridurre il gap con i maestri.

Rugby: Italia Nuova Zelanda 3-66, il mistero di uno sport che non decolla

Roma – Pensare che l’Italia potesse vincere contro la Nuova Zelanda era impossibile. Sperare che non facesse la figura che ha fatto era legittimo, anzi obbligatorio. All’indomani della dura sconfitta dell’Olimpico ancora ci si chiede come sia possibile che esista un divario così netto nel rugby tra Italia e Nuova Zelanda. Da una parte un paese con 60 milioni di abitanti, sicuramente afflitto da una lunga serie di problemi ma che rappresenta una delle maggiori realtà economiche mondiali, dall’altra una nazione che può vantare “solo” tre milioni di abitanti, meno di quanti ne ha Roma. Il mistero di come sia possibile che il primo paese (ovvero l’Italia) prenda un’imbarcata simile nel rugby (ma lo stesso discorso vale nel basket.. per capirci, la Slovenia campione d’Europa ha 1,5 milioni di abitanti), resta. In quasi venti anni di presenza nel 6 Nazioni il nostro movimento invece di crescere è peggiorato. Qualche cosa va fatto, al più presto. Prima di cedere la parola a O’Shea, ci teniamo a formulare una domanda: siamo sicuri che nelle nostre nazionali giochino i giocatori migliori?

Il commissario tecnico della nazionale Conor O’Shea ed il capitano dell’Italrugby Leonardo Ghiraldini si sono ritrovati nella sala stampa dello Stadio Olimpico per rispondere alle domande dei giornalisti presenti al termine del match tra Italia e Nuova Zelanda.

“Ovviamente avevamo altre aspettative prima della partita – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa il CT Conor O’Shea – ma sapevamo anche di doverci confrontare contro una squadra di altissimo livello. Abbiamo iniziato a subire la pressione forte sul 17-3, poi i nostri avversari hanno mostrato tutte le loro abilità. Noi vogliamo sempre fare meglio, ma dobbiamo anche essere realistici. Il modo per capire come vogliamo migliorarci è sempre fare meglio in ogni partita, soprattutto contro squadre come la Nuova Zelanda. Sappiamo che è una strada molto molto lunga, che il lavoro è duro. Abbiamo avuto tanta pressione in questi test match, giocando anche bene con Georgia e Australia. Oggi non abbiamo fatto molte belle cose ma anche loro erano rabbiosi e vogliosi di riscattare la sconfitta della scorsa settimana. Dobbiamo avere la responsabilità di volerci migliorare in ogni partita”.

“Gli All Blacks oggi hanno dimostrato ancora una volta di essere la squadra più forte del mondo” parole del capitano dell’Italia Leonardo Ghiraldini “Sapevamo che squadra andavamo ad affrontare ed ora sta a noi vedere dove abbiamo sbagliato oggi. Nell’ultima settimana abbiamo lavorato duramente per arrivare pronti a questa partita. E’ normale però che anche gli errori che abbiamo commesso oggi sono dovuti certamente al grande avversario che avevamo di fronte. Dopo la partita è sempre difficile andare ad analizzare subito quali sono stati gli errori commessi, ma le capacità della squadra che avevamo di fronte sono sicuramente indiscutibili”.

Italia v All Blacks 3-66 (3-31)
Marcatori:p.t.8′ m. Perenara (0-5); 12′ cp. Allan (3-5); 18′ m. McKenzie, tr. B. Barrett (3-12); 27′ m. McKenzie (3-17); 30′ m. J. Barrett, tr. B. Barrett (3-24); 40′ m. J. Barrett tr. B. Barrett (3-31); s.t. 43′ m. Laumape tr. B. Barrett (3-38); 45′ m. B. Barrett tr. B. Barrett (3-45); 52′ m. McKenzie tr. Mo’Ounga (3-52); 72′ m. J. Barrett tr. Mo’Ounga (3-59); 80′ m. J. Barrett tr. Mo’Ounga (3-66)
Italia: Hayward; Sperandio, Campagnaro, Castello, Sperandio (50′ Padovani); Allan (54′ Morisi), Tebaldi (66′ Palazzani); Steyn, Polledri, Negri (70′ Meyer); Budd, Zanni (37′ Fuser); Ferrari (59′ Pasquali), Ghiraldini (c, 59′ Bigi), Lovotti (47′ Traorè).
All. O’Shea
All Blacks: McKenzie; J. Barrett, Lienert-Brown, Laumape, Naholo (54′ Ioane); B. Barrett (50′ Mo’Ounga), Perenara (50′ Tahuriorangi); Read (c), Savea (47′ Papalii), Fifita; S. Barrett (59′ Retallick), Tuipulotu; Laulala (53′ Ta’Avao), Coles (59′ Harris), Tungafasi (59′ Tu’Inukuafe).
All. Hansen
Arb. Andrew Brace (Irlanda), dal 24′ Pascal Gauzere (Francia)
Assistenti: Pascal Gauzere (Francia), dal 24′ Manuel Bottino (Italia); Sean Gallagher (Irlanda)
Calciatori: B. Barrett (All Blacks) 5/7; Allan (Italia) 1/1; Mo’Ounga (All Blacks) 3/3
Cattolica man of the match: Jordie Barrett (All Blacks)
Note: giornata nuvolosa a Roma. Temperatura 18°. Spettatori presenti 53.204.

One Response to "Rugby: Italia Nuova Zelanda 3-66, il mistero di uno sport che non decolla"

  1. claudio  25 Nov 2018 at 11:09

    ma non è che con la nostra mentalità in Italia non si trovino giocatori adatti al rugby?

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