Italia Nuova Zelanda di rugby: male anche la giovane Italia 9 a 47

Non era certo questa la partita per vedere un cambio di passo. Per capire se il nuovo coach ha gettato le basi per un nuovo futuro, quindi, attendiamo le prossime due partite.

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Roma – Ci sarebbero anche spunti interessanti nell’esordio di Crowley sulla panca in questo Italia Nuova Zelanda di rugby, ma alla fine il risultato è sempre lo stesso (tanto a poco) e, soprattutto, i nostri si spengono dopo un’ora di partita… proprio quando si dice che inizi una partita di rugby.

Insomma, a parte la determinazione e la caparbietà di alcuni giovani vista oggi sul campo, ancora nulla di nuovo sotto il sole. Non era certo questa la partita per vedere un cambio di passo. Per capire se il nuovo coach ha gettato le basi per un nuovo futuro, quindi, attendiamo le prossime due partite.

LA CRONACA – Primo Tempo. Kick-off per gli All Blacks, che muovono subito palla sul doppio fronte a testare la linea difensiva azzurra, abile a reggere bene il primo urto e a mettere in difficoltà la costruzione al largo con una salita immediata. Al 5’ la prima mischia su introduzione italiana è ben controllata, sul breakdown si lotta e al minuto 8 l’Italia recupera un pallone che porta gli Azzurri a giocare con continuità nel cuore dei 22 ospiti. Al 12’ rimessa laterale in attacco, ma il lancio di Lucchesi è intercettato e l’azione sfuma riportando il gioco nella metà campo italiana. Gli All Blacks provano a costruire il proprio rugby, ma l’aggressività difensiva è notevole e rompe ritmo e linee di corsa alle maglie nere, che commettono la quarta penalità e regalano un nuovo possesso al XV di Crowley, nuovamente fermato illecitamente, con rimessa laterale che per la terza volta funziona però non a dovere. È la difesa la chiave del gioco azzurro in questa fase, ben disegnata in campo e con tempi giusti chiamati dalla coppia Varney-Garbisi per continuare a creare problemi all’attacco avversario. Primo quarto di gara con score congelato, al 25’ colpo in testa per Riccioni che esce per Ceccarelli, subito testato su una mischia chiusa a 10 metri dalla propria meta: test superato, l’Italia è reattiva e provoca l’ennesimo turn-over, ma al 27’ Christie sguscia da una mischia e dopo il check del TMO va a marcare la prima meta del pomeriggio, convertita da Mo’unga per il 7 a 0 che muove il punteggio.

Passano tre minuti e i kiwi passano di nuovo: drive da rimessa laterale, difesa che non regge, disassamento sul lato sinistro e palla per Coles che plana oltre la linea: Mo’unga non perdona, 14 a 0. La reazione azzurra c’è, sul gioco aereo la pressione funzione e al minuto 37 Garbisi centra i pali da una trentina di metri centrali, 14 a 3. Sulla ripresa fallo italiano a terra, Mo’unga opta per la rimessa laterale e sul drive vincente è nuovamente Coles a toccare in meta per il 21 a 3 convertito dal numero 10 in maglia nera. La frazione si chiude con l’Italia in attacco, sul punto di collisione il fallo neozelandese dentro i 22 è facile occasione per il secondo penalty a segno di Garbisi che manda le squadre al riposo sul 6 a 21.

Secondo Tempo. Al rientro Italia subito ad attaccare, ma la rimessa laterale continua ad essere poco efficace vanificando il buon lavoro nel gioco a terra, mentre Ioane prova a muovere le gambe trovando metri, con difesa che però recupera. Al 48’ incursione rabbiosa per vie centrali, gli All Blacks trovano il fallo a favore e giocano una touche sui cinque metri italiani, ma la difesa sbroglia. Al 55’ fiammata degli Azzurra, che rubano palla e al piede guadagnano metri importanti, con ospiti costretti al fallo e Garbisi nuovamente preciso al minuto 57 per il parziale di 9 a 21. La pressione neozelandese aumenta, l’Italia resiste in trincea con un bel lavoro sul piano della lotta dentro i propri 22, ma al 62’ gli argini si rompono sull’accelerazione di Christie che taglia la linea verticalmente per l’assist vincente su Reece. Mo’unga prosegue il suo pomeriggio perfetto e il punteggio va sul 9 a 28, mentre Garbisi esce per un colpo lasciando a Canna il posto in cabina di regia. Sul calo fisico degli italiani, gli All Blacks alzano i ritmi trovando in rapida sequenza le mete di Aumua e di Sotutu, con Mo’unga infallibile per il 9 a 42 che apre gli ultimi 10 minuti di gara. L’Italia prova a tornare in campo nemico, ma lo sforzo difensivo si fa sentire sulle gambe e per la Nuova Zelanda non ci sono rischi particolari prima dell’ultima marcatura di Aumua, che con una doppietta personale fissa il 9 a 47 finale.

Roma – Stadio Olimpico, Sabato 6 novembre 2021
Italia v Nuova Zelanda 9-47 (6-21)

Marcatori: PT   27’ m. Christie, t. Mo’unga (0-7); 30’ m. Coles, t. Mo’unga (0-14); 37’ cp Garbisi (3-14); 39’ m. Coles, t. Mo’unga (3-21); 40’ cp Garbisi (6-21). ST 57’ cp Garbisi (9-21); 62’ m. Reece, t. Mo’unga (9-28); 69’ m. Aumua, t. Mo’unga (9-35); 70’ m. Sotutu, t. Mo’unga (9-42); 76’ m Aunua, nt (9-47)

Italia: Matteo Minozzi; Federico Mori, Juan Ignacio Brex, Marco Zanon, Montanna Ioane; Paolo Garbisi (20’ st Canna), Stephen Varney (12’ st Braley); Renato Giammarioli (5’ st Steyn), Michele Lamaro, Sebastian Negri; David Sisi (20’ st Ruzza), Marco Fuser (5’ st Cannone), Marco Riccioni (26’ – 32’ pt Ceccarelli; 60’ Ceccarelli); Gianmarco Lucchesi (12 st Bigi), Danilo Fischetti (5’ st Nemer)
Head Coach: Kieran Crowley

Nuova Zelanda: Damian McKenzie; Sevu Reece (23’ st Barrett), Braydon Ennor (8’ st Havili), Quinn Tupaea, George Bridge; Richie Mo’unga, Brad Weber (9’ pt Christie); Hoskins Sotutu, Same Cane (C), Luke Jacobson (8’ st Frizell); Josh Lord (20’ st Whitelock), Tupou Vaa’i; Tyrel Lomax (8’ st Tuungafasi), Dane Coles (8’ st Aumua), George Bower (8’ st de Groot)
Head Coach: Ian Foster
Arbitro: Dickson (Inghilterra)
Calciatori: Mo’unga 6/7; Garbisi 3/3
Note: Giornata grigia, terreno di gioco in ottime condizioni, spettatori 28956. Esordio in Nazionale per Ivan Nemer, Azzurro n. 710
Player of the Match: Dan Coles (NZ)

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