Crédit Agricole Cariparma Test Match: questi i XV di Italia Nuova Zelanda

Linea verde per l'Italia di O'Shea mentre gli All Blacks vogliono subito tornare a correre dopo la sconfitta di Chicago.

Crédit Agricole Cariparma Test Match: questi i XV di Italia Nuova Zelanda

Steve Hansen ha annunciato oggi il XV che scenderà in campo sabato 12 novembre alle 15 contro l’Italia per il primo Crédit Agricole Cariparma Test Match dell’Italia in questo autunno.

“L’Italia – ha detto il capo allenatore dei Campioni del Mondo commentando la partita di dopodomani –ha una mischia forte, con giocatori grossi e potenti, ed alcuni trequarti davvero interessanti. Cercheranno sicuramente di utilizzare il maul ed essere il più dirompenti possibile in questa fase. Dovremo essere molto attenti ed efficaci in tutte le fasi del nostro rugby, a cominciare dalla nostra conquista. E speriamo di vedere miglioramenti nel nostro gioco al piede”.

Siamo sinceri, sono le classiche parole di circostanza. La Nuova Zelanda non ha alcun timore per la nostra nazionale e pensare ad un incontro equilibrato è un esercizio di ottimismo che neanche il più volenteroso dei appassionati è in grado di esercitare. Da inguaribili scaramantici siamo convinti che l’unica chances di portare a casa un successo storico o quando meno un’altrettanta storica sconfitta onorevole (innumerevoli con altri avversari, rare con i tuttineri) ce la siamo giocata sabato scorso a Chicago. Negli States, infatti, l’Irlanda ha interrotto il record di vittorie consecutive dei Campioni del Mondo (18). Se non l’avesse fatto adesso sarebbero a 19 successi e sarebbe stato statisticamente credibile credere che la loro corsa poteva interrompersi a Roma. Del resto mai era accaduto che una formazione vincesse 18 partite ufficiali consecutivamente, figuriamoci 19 o 20. E se volgiamo gli occhi verso la legge dei grandi numeri scopriamo, poi, che è molto raro, quasi eccezionale, che i kiwi perdano 2 partite di seguito. Sarebbe una tragedia sportiva di proporzioni gigantesche. Ipotizzare poi che questo possa accadere contro l’Italia, sempre battuta e sempre sonoramente, allora entriamo nel campo della fantasy e usciamo da quello delle cose verosimili.

Così sabato ci possiamo sedere comodamente in poltrona consapevoli che l’unica incertezza riguarderà i punti di scarto.

C’è curiosità, in qualsiasi caso, riguardo la prima uscita in Italia della Nazionale di Connor O’Shea. Si è detto “verde” per via degli anni, non certo per il sistema di gioco alla irlandese che molti vorrebbero vedere anche sul campo dell’Olimpico. Lo stesso tecnico ha però ricordato che non si possono fare paragoni e che l’Irlanda ha impiegato anni per giocare come ha giocato otto giorni fa a Chicago. Secoli, aggiungiamo noi. Un divario così ampio che ci appare incolmabile, nonostante lo stesso tecnico azzurro (ma che cosa potrebbe dire) si affanni a ricordare che dalle nostre parti si lavora tanto e bene. Mancano i risultati, da così tanto tempo che i più giovani di noi neanche erano in età della ragione. Ci aggrappiamo, come cozze allo scoglio, al ricordo della partita di Grenoble… ma inizia ad essere francamente imbarazzante.

Bene ha fatto, per questo, il tecnico irlandese ha puntare decisamente sulla linea verde. Fuori i senatori e dentro tanti nomi nuovi (o quasi) forgiati nelle sconfitte delle Zebre e della Benetton… per ora questo passa il convento, tanto vale farsene una ragione anche se lo sport moderno ha dimostrato che per creare un movimento di vertice non ci vuole per forza una grande pratica. Bastano investimenti mirati e su un gruppo di una quarantina di giocatori di valore. Ma, pare, che anche dal punto di vista finanziario il rugby italiano non se la stia passando bene in questo periodo. Intanto sono stati annullati i campionati delle Accademie, in attesa magari che vengano annullate esse stesse, alla luce anche dei deprecabili fatti di cronaca di questi ultimi mesi.

Così ci attacchiamo agli All Blacks, come se con loro riscoprissimo il lato piacevole di questo sport… sempre che non ci ricordino delle imprese di Aaron Smith, ancora fuori per questioni disciplinari.

Questa la formazione della Nuova Zelanda:

15 Damian MCKENZIE
14 Israel DAGG
13 Malakai FEKITOA
12 Anton LIENERT-BROWN
11 Waisake NAHOLO
10 Aaron CRUDEN
9 Steven KERR-BARLOW
8 Steven LUATUA
7 Sam CANE (capitano)
6 Elliot DIXON
5 Scott BARRETT
4 Patrick TUIPULOTU
3 Charlie FAUMUINA
2 Codie TAYLOR
1 Wyatt CROCKETT

a disposizione
16 LIam COLTMAN
17 Joe MOODY
18 Ofa TU’UNGAFASI
19 Brodie RETALLICK
20 Matt TODD
21 Aaron SMITH
22 Lima SOPOAGA
23 Rieko IOANE

 

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