
Dublino ha confermato la crescita dell’Italia nel Sei Nazioni 2026. Nonostante il 20-13 finale in favore dell’Irlanda, la Nazionale azzurra esce dall’Aviva Stadium con la consapevolezza di poter competere alla pari anche contro una delle squadre più strutturate d’Europa. Tra i segnali più evidenti, ancora una volta, la superiorità in mischia chiusa.
A sottolinearlo è Mirco Spagnolo, pilone sinistro del Benetton e dell’Italia, protagonista di una prestazione solida e concreta. “È stata una prestazione assolutamente positiva, in un campo difficile e in cui in passato abbiamo spesso fatto fatica. Chiaramente quando finisce così rimane un po’ di rimpianto: siamo andati vicini al pareggio e avremmo potuto segnare nel finale. Peccato non esserci riusciti”.
La mischia vinta al 65’ contro l’Irlanda – con il confronto diretto contro Tadhg Furlong finito sotto i riflettori – ha fatto il giro del web. Ma Spagnolo invita alla misura: “Capisco il voler sottolineare la forza della nostra mischia, ma sto vedendo tanti meme che secondo me sono irrispettosi. Stiamo parlando di Furlong, una leggenda di questo sport. Un conto è l’aspetto sportivo, un altro è mettere in ridicolo un pilone che ha fatto la storia del rugby”.
Al di là del singolo episodio, il lavoro del pacchetto azzurro è il frutto di un percorso strutturato. “Facciamo tantissimo lavoro sulla mischia e c’è una volontà continua di migliorarci. Ma è importante anche l’affiatamento: noi prime linee siamo come una famiglia. Quando arrivano ragazzi nuovi si integrano subito. Lavoriamo per diventare una cosa sola”.
Determinante anche il metodo di allenamento, spesso con le mischie simulate a fine sessione per replicare la fatica della gara. “Quando sei stanco devi dare il 100%, altrimenti non ne esci. Questa mentalità poi la ritrovi in partita”.
Ora all’orizzonte c’è la Francia, capolista e dominante nel torneo. “Mi aspetto una battaglia incredibile davanti. In Top 14 le mischie sono durissime, con giocatori esperti. Il nostro obiettivo resta lo stesso: essere performanti e dare sempre tutto”.
