GENOVA – A tre settimane dalla sfida che chiuderà le Quilter Nations Series 2025, Italia e Cile si preparano a un incontro che per entrambe rappresenta qualcosa di più di un test match. Per gli Azzurri di Gonzalo Quesada, è la tappa conclusiva di un novembre impegnativo, aperto con l’Australia e proseguito con il Sudafrica. Per i Cóndores, la prima volta contro l’Italia: una partita inedita, carica di significato tecnico e simbolico.
Alla vigilia della sfida del 22 novembre al Ferraris di Genova (ore 21.10, diretta Sky e Rai), il capitano cileno Clemente Saavedra non nasconde la portata dell’evento: “Giocare in Italia è un privilegio e una responsabilità. Da quando ci siamo qualificati per la nostra prima Coppa del Mondo, vogliamo confrontarci con squadre di Tier 1. Abbiamo già sfidato la Scozia e sognavamo di continuare su quella strada. Il fatto che l’Italia ci abbia voluto affrontare significa molto. Ora tocca a noi dimostrare di meritarlo.”
Il Cile, reduce da due qualificazioni consecutive ai Mondiali, vive una fase di espansione senza precedenti. “È la punta dell’iceberg di un lavoro più ampio – spiega Saavedra – oggi abbiamo quattro accademie federali e un numero di tesserati raddoppiato in pochi anni. Da 20.000 siamo passati a circa 40.000 giocatori. Questa crescita sta cambiando la percezione del rugby nel nostro Paese.”
L’entusiasmo intorno ai Cóndores è palpabile anche fuori dal campo. “Nel 2019, alla nostra prima partita, c’erano 300 spettatori. Oggi giochiamo davanti a 30.000 persone. È un salto enorme. In Francia, al Mondiale, abbiamo sentito il calore di migliaia di cileni, ma anche di tanti europei che ci hanno adottato. A Genova ci sarà una grande comunità sudamericana. Vogliamo che questa partita sia una festa per tutti.”
L’immagine del presidente cileno Gabriel Boric che dona al Papa la maglia della nazionale di rugby ha fatto il giro del mondo. “È un segnale forte – commenta Saavedra – il Paese crede in noi. Il calcio non vive un momento brillante, ma il rugby ha un’opportunità. E dobbiamo essere all’altezza.”
Sul piano tecnico, il capitano cileno guarda con rispetto agli Azzurri: “Conosciamo Quesada, ha fatto un ottimo lavoro con i Jaguares e in Francia. L’Italia gioca veloce, sfrutta bene il gioco al largo. Il breakdown sarà decisivo, così come mischia e touche. Sono una squadra fisica, con molti giocatori di alto livello. Sarà una prova dura.”
Dal fronte italiano, Alessandro Izekor conferma la concentrazione della squadra dopo i primi impegni di novembre. L’Italia, reduce da un bagno di folla a Udine durante la preparazione al match con l’Australia, prosegue il lavoro in vista delle successive tappe di Torino e Genova. “L’Australia è un avversario scomodo su tutti i fronti – ha detto Izekor – ma ogni partita di questo novembre sarà un test importante per misurare la nostra crescita. Contro il Cile ci aspetta un rugby diverso, fisico e diretto. Dovremo adattarci rapidamente.”
Il terza linea azzurro, applaudito dal pubblico durante l’allenamento aperto a Udine, ha sottolineato il valore del legame con i tifosi: “Ci danno sempre energia. È bello vedere bambini e famiglie che vengono a seguirci anche solo per un allenamento. Siamo stati anche noi bambini e ci ricordiamo cosa significa un autografo o una foto. È una spinta in più.”
Per Saavedra, l’obiettivo è chiaro: “Vogliamo continuare a crescere e dimostrare che il rugby cileno merita spazio tra le grandi. Il sogno? Vincere una partita ai prossimi Mondiali in Australia e, magari, superare la fase a gironi. Tutto passa da partite come questa.”
Italia v Cile sarà la chiusura di un trittico di alto livello per gli Azzurri:
Italia v Australia – 8 novembre, Bluenergy Stadium di Udine, ore 18.40
Italia v Sudafrica – 15 novembre, Allianz Stadium di Torino, ore 13.40
Italia v Cile – 22 novembre, Stadio Ferraris di Genova, ore 21.10
Genova, come spesso accade, sarà l’ultimo banco di prova prima della pausa invernale. Un test tra due squadre che, per motivi diversi, hanno fame di crescita e di riscatto
