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Italiani al Tour de France 2026: Tiberi per la generale, Ganna e Ciccone per le tappe

Jonathan Milan
Jonathan Milan vince l’ottava tappa del Tour 2025: chi, degli italiani, raccoglierà la sua eredità? (photo Kei Tsuji/SprintCyclingAgency©2025)

Il Tour de France 2026 si annuncia quanto mai incerto, per quanto incerta può essere una corsa a cui prende il via Tadej Pogačar. Se c’è un corridore, infatti, in grado di batterlo quello è il ‘pescivendolo’ Jonas Vingegaard, che la maglia gialla a Parigi l’ha già indossata due volte proprio davanti allo sloveno.

Saranno nel gruppo, stante ad oggi la lista provvisoria delle formazioni al via, nove italiani se consideriamo anche Edoardo Affini, caduto malamente ieri in occasione della della prova crono tricolore in Piemonte. Qualora il mantovano dovesse dare forfait, il numero scenderebbe ad otto, sfiorando il record negativo del 2023, quando partirono in sette. Prima di parlare dei presenti, merita di essere sottolineata l’assenza di Jonathan Milan, che lo scorso anno portò due successi all’Italia e vestì la prestigiosa Maglia verde della classifica a punti a Parigi. Un’assenza che peserà.

L’Italia sarà un Tour senza un uomo dichiarato per la classifica generale, ma con diversi corridori in ruoli importanti. Antonio Tiberi debutta al Tour con la Bahrain Victorious e può misurarsi su un percorso che, per caratteristiche, potrebbe valorizzarlo più del Giro. Salite regolari, cronometro e terza settimana ci daranno risposte importanti.

Le speranze di vittoria di tappa sono affidate ancora una volta a Filippo Ganna, uno degli uomini chiave della Netcompany Ineos. Dopo il Giro, il piemontese raddoppia con il Tour: sarà decisivo nella cronometro a squadre di Barcellona, potrà puntare alla cronometro individuale e avrà margini per cercare una tappa anche da lontano.

Al Giro Giulio Ciccone, nella Lidl-Trek, pur animando diverse frazioni, non è riuscito a vincere. L’abruzzese, che in passato ha vestito la Maglia a pois di miglior scalatore, potrebbe puntare ancora una volta ad indossarla, oppure concentrare tutte le sue energie su una frazione, magari sulla salita simbolo per ogni scalatore, l’Alpe d’Huez che, non a caso, è chiamata la montagna degli italiani… speriamo.

Davide Piganzoli è una delle novità più significative: la Visma-Lease a Bike lo ha inserito nel blocco per Jonas Vingegaard dopo il bel Giro. Sarà chiamato a lavorare in salita insieme a Matteo Jorgenson e Sepp Kuss. Di Edoardo Affini, inizialmente indicato nella selezione ufficiale della Visma, e ora incerto per la caduta di ieri, si saprà di più tra qualche giorno.

Tra gli altri azzurri, Mattia Cattaneo sarà un uomo prezioso per la Red Bull-Bora-Hansgrohe di Remco Evenepoel e Florian Lipowitz, soprattutto nelle cronometro e nelle tappe di controllo. Marco Frigo farà parte della NSN Cycling Team costruita attorno a Biniam Girmay. Lorenzo Fortunato, con la XDS Astana, può cercare spazio nelle tappe di montagna e nella caccia alla maglia a pois. Matteo Trentin, alla Tudor, porta esperienza e capacità tattica in una squadra orientata alle vittorie di tappa.

Gli obiettivi delle formazioni al via

Il quadro generale prende spunto dalla guida squadra per squadra pubblicata da Cyclingnews, aggiornata con le ultime indicazioni sulle startlist e sugli infortuni.

La UAE Team Emirates-XRG parte con un solo obiettivo: vincere il Tour con Tadej Pogačar. Lo sloveno cerca il quinto successo nella Grande Boucle e avrà accanto una squadra profonda, con Isaac del Toro come possibile piano alternativo e uomini come Adam Yates, Brandon McNulty, Tim Wellens, Nils Politt e Florian Vermeersch.

La Visma-Lease a Bike risponde con Jonas Vingegaard e una squadra costruita quasi interamente sulla classifica. L’assenza di Wout van Aert, fermato da un’infezione al gomito, cambia il profilo della formazione. Fuori anche Christophe Laporte. La presenza di Affini resta da verificare, mentre Piganzoli aggiunge peso in salita.

La Red Bull-Bora-Hansgrohe punta su una doppia leadership: Remco Evenepoel e Florian Lipowitz. Il primo cerca la conferma definitiva sulle tre settimane del Tour, il secondo arriva con credenziali da podio. Jai Hindley sarà un riferimento in salita, Cattaneo uno degli uomini di equilibrio. E’ la squadra che paradossalmente può allineare tre uomini da corse a tappe, nessuno dei quali veramente strutturato per lottare con Pogacar, a meno che Evenepoel improvvisamente torni quello di qualche anno fa.

La Decathlon CMA CGM affida le sue ambizioni al talento francese Paul Seixas. Ha solo 19 anni, ma parte con attese enormi. La squadra può affiancargli uomini da cronometro e da montagna, mentre Olav Kooij offre un’opzione per le volate. Paul però porta sulle spalle il peso di una intera nazionale che gli chiede di riportare il Tour a casa. Difficile che riesca a reggere a tale pressione in una gara che è per menti allenate e stomaci forti.

La Bahrain Victorious guarda alla classifica e alle tappe con Lenny Martinez e Antonio Tiberi. L’assenza di Pello Bilbao, fermato da un’infezione virale, toglie esperienza, ma apre spazio a un progetto più giovane. Matej Mohorič resta una garanzia nelle giornate da fuga.

La Netcompany Ineos ha perso Oscar Onley, quarto al Tour 2025, per un infortunio alla spalla. Anche Kévin Vauquelin arriva con interrogativi fisici. Per questo la squadra potrebbe muoversi su più piani: classifica con Carlos Rodríguez o Thymen Arensman, tappe e cronometro con Ganna.

La Lidl-Trek dovrà gestire molte ambizioni: Juan Ayuso per la classifica, Mads Pedersen per tappe e punti, Giulio Ciccone per la montagna, Quinn Simmons e Mathias Vacek per le fughe. La qualità è alta, l’equilibrio interno sarà decisivo.

La Alpecin-Premier Tech corre per vincere tappe con Jasper Philipsen e Mathieu van der Poel. Philipsen sarà uno dei riferimenti delle volate, Van der Poel potrà colpire su finali duri, tappe mosse e fughe di qualità.

La EF Education-EasyPost si affida a Richard Carapaz e Ben Healy. Carapaz può scegliere tra classifica, tappe e maglia a pois. Healy ha già dimostrato di poter lasciare il segno al Tour con attacchi da lontano.

La Jayco AlUla punta sulle tappe con Ben O’Connor, Michael Matthews, Luke Plapp, Pascal Ackermann e Mauro Schmid. È una squadra senza un solo centro di gravità, ma con corridori adatti a quasi ogni tipo di frazione.

La Groupama-FDJ United cerca soprattutto una vittoria di tappa. Guillaume Martin può provare a tenere la classifica, Romain Grégoire è il profilo più interessante per le giornate vallonate.

La Lotto-Intermarché avrà in Arnaud De Lie il riferimento per sprint e finali mossi. Lennert Van Eetvelt potrà invece cercare spazio nelle tappe di montagna.

La Movistar riparte da Cian Uijtdebroeks per la classifica e da Einer Rubio per la salita. L’assenza di Iván Romeo, fermato dai postumi di un malanno accusato al Tour Auvergne-Rhône-Alpes, riduce le opzioni della squadra spagnola.

La NSN Cycling Team sarà costruita attorno a Biniam Girmay, candidato alle tappe e alla maglia verde. Marco Frigo entra in un gruppo che dovrà proteggere il velocista eritreo, ma anche cercare occasioni nelle fughe.

La Soudal-QuickStep torna alla sua identità storica: sprint e tappe. Tim Merlier sarà l’uomo per le volate, mentre Mikel Landa, Ilan Van Wilder e Valentin Paret-Peintre potranno muoversi in montagna.

La Picnic PostNL cerca punti e risultati parziali. Pavel Bittner sarà l’opzione per gli sprint, Warren Barguil e Frank van den Broek possono provare ad anticipare. L’assenza di un leader netto può trasformarsi in libertà tattica.

La Uno-X Mobility arriva con ambizioni cresciute. Tobias Halland Johannessen può puntare a una classifica importante, mentre Magnus Cort, Jonas Abrahamsen e Andreas Kron sono uomini da tappe e fughe.

La XDS Astana correrà per le vittorie parziali. Sergio Higuita e Harold Tejada saranno pericolosi in montagna, Max Kanter e Mike Teunissen sulle tappe più nervose. Lorenzo Fortunato può diventare una carta italiana per la maglia a pois e per le fughe alpine.

La Cofidis cerca una tappa con Ion Izagirre, Alex Aranburu, Benjamin Thomas e Milan Fretin. Per una squadra francese, un successo al Tour vale una stagione.

La Caja Rural-Seguros RGA avrà un approccio aggressivo. La squadra spagnola, invitata anche in ragione del Grand Départ iberico, dovrà cercare visibilità nelle fughe e nelle giornate favorevoli.

La Tudor Pro Cycling si presenta con Julian Alaphilippe, Michael Storer e Matteo Trentin. Alaphilippe resta l’uomo più atteso dal pubblico francese, Storer può cercare tappe dure, Trentin sarà utile nelle giornate tattiche.

La Pinarello-Q36.5 punta su Tom Pidcock, che proverà a combinare classifica e vittorie di tappa. Fred Wright e Quinten Hermans possono dare profondità nelle giornate da classiche.

La TotalEnergies corre per lasciare un segno. Jordan Jegat è il riferimento dopo il decimo posto del 2025, ma il vero obiettivo sarà entrare nelle fughe giuste e cercare una tappa.

Gli italiani indicati nelle startlist aggiornate del Tour de France 2026

Antonio Tiberi – Bahrain Victorious
Filippo Ganna – Netcompany Ineos
Giulio Ciccone – Lidl-Trek
Mattia Cattaneo – Red Bull-Bora-Hansgrohe
Marco Frigo – NSN Cycling Team
Davide Piganzoli – Visma-Lease a Bike
Lorenzo Fortunato – XDS Astana
Matteo Trentin – Tudor Pro Cycling
Edoardo Affini – Visma-Lease a Bike, presenza da verificare dopo la caduta ai Campionati Italiani

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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