Jasmine Paolini, la donna che ha fatto impazzire Roma e commuovere il presidente Mattarella, ha colto ieri il sogno di sempre, di quando da bambina venne a vedere le partite delle campionesse al Foro Italico.
La sua storia, che vogliamo ripercorrere, è un omaggio alla ragazza toscana ma anche a tutte e tutti coloro che hanno vissuto in iter simile e poi non ce l’hanno fatta. Perché il tennis è così: crudele, si passa dalla polvere all’altare per tanti motivi. E se il successo è meritato, l’insuccesso non è una colpa. Essere arrivata ai vertici del mondo, nella storia professionale di Jasmine, in tarda età rispetto alle baby star di questi anni è un altro merito della toscana e un monito per tutti: continuate a crederci, sempre.
Jasmine nasce il 4 gennaio 1996 a Castelnuovo di Garfagnana, in Toscana, da padre italiano (Ugo) e madre polacca di origini ghanesi. Cresce tra Carrara e Forte dei Marmi, mostrando presto la propria passione per il tennis: il padre e lo zio la mettono in campo già a 5 anni, portandola ad allenarsi al club Mirafiume di Bagni di Lucca. A 15 anni compie un passo importante trasferendosi al centro federale di Tirrenia per intensificare gli allenamenti e inseguire il sogno di diventare professionista. Nonostante l’altezza modesta (1,63 m), Paolini sviluppa un gioco aggressivo e rapido, compensando la mancanza di centimetri con velocità e grinta. Lei stessa non ha mai vissuto la statura come un limite. Dichiara in una intervista a Vogue nel 2018: «L’altezza non è un deficit enorme… Ha i suoi pro e i suoi contro. L’unica domanda che mi faccio è come servirei se fossi più alta. Forse servirei un po’ meglio… ma magari sarei meno agile».
Primi passi nel professionismo e prime imprese
L’esordio di Paolini tra le “grandi” avviene nel 2015: appena diciannovenne riceve una wildcard per il torneo WTA di Roma (Internazionali d’Italia), debuttando in doppio. Sono esperienze brevi, ma la introducono al tennis di alto livello. Nel 2016-2017 continua a farsi le ossa nei tornei ITF e Challenger: a giugno 2017 conquista il suo primo importante titolo ITF da 100.000$, trionfando a Marsiglia.
Nello stesso periodo arriva anche la chiamata in nazionale: nel 2017 viene convocata in Fed Cup per un doppio al fianco di Martina Trevisan. Il vero impatto mediatico, però, giunge nel 2018, quando Jasmine si ritaglia uno spazio nelle cronache sportive grazie a un exploit inatteso. Ad aprile, da lucky loser al torneo WTA di Praga, ottiene la vittoria più prestigiosa della sua giovane carriera: batte in due set la russa Daria Kasatkina, allora n. 15 del mondo.
I giornali italiani parlano subito di “fantastica impresa”, celebrando la 22enne capace di eliminare la testa di serie numero 3. La stessa Paolini fatica a crederci: «It’s incredible, biggest win of my career», commenta emozionata dopo il match, spiegando di aver cercato di restare concentrata fino all’ultimo punto. Vola per la prima volta ai quarti di un torneo WTA, ponendola all’attenzione dei media.
Nel 2018 rappresenta l’Italia in Fed Cup (World Group II) e ottiene la sua prima vittoria nel circuito maggiore a Bogotà in aprile. In maggio gioca per la prima volta il tabellone principale di un torneo dello Slam, passando le qualificazioni al Roland Garros.
L’ingresso in Top 100 e l’orgoglio azzurro
Il 2019 è l’anno della svolta. Inizia la stagione attorno al n. 200 WTA. In estate centra titoli ITF a Curitiba e Brescia. La vera accelerazione arriva nell’ultima parte dell’anno, durante una lunga trasferta in Asia: in settembre raggiunge i quarti al WTA di Guangzhou, poi in novembre infila una semifinale in un 100k a Shenzhen e una finale in un 100k a Tokyo.
A fine novembre 2019 è n. 96 WTA (prima italiana in classifica, davanti a Camila Giorgi): «Entrare tra le prime 100 è sempre stato il mio pensiero. Ho iniziato la stagione con questo obiettivo e non l’ho perso di vista neanche quando ho avuto passaggi a vuoto. Sono felicissima».
E’ la n. 1 d’Italia a 23 anni: «Non è mai stato un chiodo fisso, ma è uno stimolo. La concorrenza tra noi azzurre dev’essere alta per fungere da sprone». Jasmine in quel periodo mostra già la cifra distintiva del suo carattere: «Il percorso degli ultimi mesi mi ha trasmesso enorme fiducia perché ho capito di avere le capacità per confrontarmi con avversarie superiori… Con il crescere dell’autostima, svanisce quel freno mentale nell’affrontare giocatrici molto più avanti in classifica». Chiude il 2019 in piena crescita.
La consacrazione (2020-2021)
Il salto di qualità di Jasmine prosegue nel 2020, stagione condizionata dalla pandemia di Covid-19. Pur tra mille difficoltà logistiche, Paolini fa il suo debutto nei tabelloni principali di Australian Open e US Open, e vince il primo match in un torneo dello Slam al Roland Garros di settembre 2020.
La vera esplosione arriva nel 2021. Dopo un buon avvio di stagione (ottiene una vittoria su una top 20 a Indian Wells in ottobre 2021, battendo Elise Mertens), corona finalmente il sogno di alzare un trofeo WTA a Portorose (Slovenia) in settembre 2021 sconfiggendo in due set l’americana Alison Riske, allora n.38 del ranking.
La settimana è memorabile: partendo da n. 87 del mondo, Paolini supera avversarie quotate (Yastremska, Cîrstea, Putintseva) e in finale prevale su Riske conquistando il titolo. La Repubblica parla di “settimana capolavoro”, che grazie a questo successo scala la classifica fino al n.64, suo best ranking. Sul Centrale di Portorose, al momento della premiazione, si lascia andare: «Sono talmente felice che fatico a trovare le parole in questo momento» ammette commossa davanti al microfono, con il trofeo in mano. «Devo ringraziare il mio team e la mia famiglia che mi hanno sempre sostenuto… e tutti gli italiani che mi hanno supportato questa settimana, mi avete fatto sentire a casa. Non vi dimenticherò mai».
Nello stesso anno, a luglio, al torneo WTA di Amburgo, conquista anche il suo primo titolo WTA in doppio, in coppia con la svizzera Jil Teichmann. Alle Olimpiadi di Tokyo 2021 perde al primo turno in singolare, mentre in doppio (con Sara Errani) si spinge sino al secondo turno.
Nel 2022 consolida la propria presenza nel circuito maggiore. A gennaio entra per la prima volta tra le prime 50 del ranking mondiale. In primavera mette a segno la sua prima vittoria ai danni di una Top 10: a Indian Wells, su cemento, elimina a sorpresa Aryna Sabalenka (n. 3 WTA) al secondo turno, rimontando in tre set. Questa “straordinaria impresa” come la definirà Sky Sport conferma la maturazione tecnica della toscana, ormai competitiva su tutte le superfici: «All’inizio pensavo che sulla terra si dovesse giocare un tennis completamente diverso… ma quando ho vinto il mio primo titolo sul cemento sono rimasta sorpresa. Ho capito che posso giocare bene anche lì». In estate raggiunge un altro traguardo: la sua seconda finale WTA in singolare, a ottobre al torneo di Cluj-Napoca (Transylvania Open).
Il 2023 inizia con qualche difficoltà (una serie di sconfitte al primo turno nei tornei maggiori a inizio anno), ma Jasmine non demorde. A maggio ritrova fiducia vincendo un torneo WTA 125 a Firenze. In estate brilla nei tornei italiani: raggiunge la finale al WTA di Palermo in luglio, battendo anche la n.1 del seeding Kasatkina prima di arrendersi solo in finale alla cinese Zheng Qinwen. Questi risultati le consentono di fare un balzo in classifica: in ottobre 2023, grazie ai quarti raggiunti nel prestigioso WTA 1000 di Pechino e alla semifinale a Zhengzhou, entra per la prima volta tra le Top 30 (n.31) e diventa la numero 1 d’Italia. È un momento simbolico: dopo anni di dominio di altre azzurre, un’italiana alta solo 1,63 m e venuta dalla provincia toscana si issa al vertice nazionale. I media sottolineano la sua ascesa “inarrestabile” frutto di “cuore, fatica e abnegazione”. Vogue gli dedica una intervista approfondita. Proprio sulla rivista dichiara: «Sono fiera di aver creduto in questo rapporto (con il tecnico Furlan) nonostante alcuni momenti non facili. Il fatto che lui abbia iniziato a seguirmi in pianta stabile… ha rappresentato una svolta, perché siamo riusciti a dare continuità al lavoro».
A fine 2023 guida l’Italia fino alla finale di Billie Jean King Cup (la ex Fed Cup), persa di misura contro il Canada, ma contribuendo in modo decisivo e ricevendo il prestigioso Heart Award. Inoltre, in coppia con la fidata Sara Errani, conquista a ottobre 2023 il WTA 1000 di Pechino in doppio, entrando tra le Top 10 del ranking di specialità. Si tratta dell’unica giocatrice italiana, al momento, capace di figurare contemporaneamente tra le prime 10 al mondo in singolare e doppio. Tutti segnali che anticipano uno straordinario 2024.
2024: due finali Slam, oro olimpico e la gloria
La stagione 2024 è quella della consacrazione definitiva per Jasmine Paolini, sia a livello di risultati individuali che di riconoscimento mediatico. Si inizia con gli Australian Open, dove per la prima volta raggiunge gli ottavi di finale in un Majo. Ma è solo il preludio. In febbraio, sul cemento di Dubai, Paolini compie un’impresa che la proietta nell’élite del tennis mondiale: vince il suo primo WTA 1000. Partendo dalle retrovie, elimina una dopo l’altra giocatrici di alto rango – tra cui Haddad Maia, Fernandez e Sakkari – e in finale supera la sorpresa Kalinskaya. Jasmine diventa così la terza italiana di sempre a vincere un WTA 1000 in singolare (dopo Flavia Pennetta e Camila Giorgi), e sale fino al n.14 del ranking mondiale. Incredula lei stessa per il trionfo sul veloce: “forse è ora di sfatare il mito che le italiane sappiano vincere solo sulla terra”.
Sull’onda di questi risultati, l’azzurra arriva al Roland Garros 2024 da 12ª testa di serie. Infila una serie di vittorie entusiasmanti: tra le altre batte la ex campionessa US Open Bianca Andreescu agli ottavi e poi, ai quarti, sorprende la numero 4 del mondo Elena Rybakina, cogliendo la sua prima vittoria su una Top 5 in un Major. In semifinale supera la giovane russa Mirra Andreeva e approda così alla finale, prima italiana a riuscirci 12 anni dopo Sara Errani nel 2012.
L’impresa accende entusiasmi in patria. Jasmine Paolini diventa un nome da prima pagina e punto di riferimento di un movimento tennistico in rinascita. Nelle sue dichiarazioni torna il tema del sogno: “Negli ultimi anni ho imparato a sognare. Sognare è la cosa più importante nello sport e nella vita. Un momento così l’ho sempre sognato. Ora l’obiettivo sarà godermi questa finale” consapevole di avere di fronte la n.1 del mondo Iga Świątek.
Neanche il tempo di archiviare la terra rossa, che Jasmine a Wimbledon compie un’altra impresa: partita senza grandi aspettative, infila sei vittorie consecutive. In semifinale, contro Donna Vekić, dà vita a una battaglia epica di quasi 3 ore – la semifinale femminile più lunga nella storia del torneo – uscendone vittoriosa in rimonta. In patria i quotidiani titolano entusiasti “La piccola toscana sempre più grande”, sottolineando come Paolini stia riscrivendo i libri di storia del tennis italiano. Lei, dal canto suo, vive quelle emozioni con stupore e gratitudine: «Ricorderò questo match per sempre… Gli ultimi mesi sono stati folli per me, devo ancora rendermi conto di cosa è successo. Da ragazzina guardavo le finali di Wimbledon, adesso vivo alla giornata e mi diverto» confessa a caldo dopo la semifinale sul Centre Court, applaudita dal pubblico britannico. In finale cede in tre set alla ceca Barbora Krejčíková. «È un po’ difficile parlare in questo momento, sono triste ma anche orgogliosa» dirà nel post-partita, con le lacrime agli occhi. In un colpo solo Paolini diventa la prima italiana di sempre finalista sia al Roland Garros che a Wimbledon nella stessa stagione. A fine torneo sale al n.5 del ranking WTA, eguagliando Francesca Schiavone come miglior classifica di una tennista italiana.
Ai Giochi di Parigi, in agosto, in coppia con Sara Errani vince il torneo di doppio femminile, riportando l’Italia sul gradino più alto del podio olimpico nel tennis dopo oltre 90 anni. È un trionfo dal sapore speciale, ottenuto davanti al pubblico francese (lo stesso Roland Garros, sede del torneo olimpico) e che rafforza il legame tra le due azzurre, premiate a fine anno come WTA Doubles Team of the Year.
Nel finale di stagione continua a collezionare successi: vince un altro WTA 1000 in doppio a Pechino, disputa i WTA Finals sia in singolare che in doppio (seconda italiana di sempre singolarista al Masters, dopo Pennetta) e soprattutto trascina l’Italia al trionfo in Billie Jean King Cup.
A novembre, a Siviglia, la squadra azzurra conquista lo storico titolo mondiale a squadre: in finale contro la Slovacchia è proprio Paolini a ottenere i punti decisivi, vincendo il suo singolare e sigillando la vittoria azzurra.
A 28 anni è diventata il simbolo di una nuova era del tennis italiano, apprezzata per la tenacia, l’umiltà e la capacità di migliorarsi costantemente.
PRECISAZIONE DI UN LETTORE
Buongiorno, in merito al Vostro articolo dove si descrive la vita della tennista Jasmine Paolini è doveroso precisare che la ragazza è nata all’ ospedale di Castelnuovo di Garfagnana in quanto ospedale più vicino alla residenza dei suoi genitori che è a Bagni di Lucca. Jasmine Paolini ha sempre abitato a Bagni di Lucca ed ha fatto tutti gli studi fino alla fine delle scuole medie nella cittadina termale. La sua infanzia è stata a Bagni di Lucca ed i suoi primi colpi di racchetta sono stati fatti al Circolo Tennis Mirafiume con il maestro Ivano Pieri. Al tennis è stata avviata dallo Zio paterno, il Signor Adriano Paolini, grande appassionato di tennis. Per le scuole superiori Jasmine è dovuta andare a Lucca in quanto a Bagni di Lucca non sono presenti scuole superiori. Tutto il resto è storia….il centro federale di Tirrenia, la conoscenza di Furlan con gli allenamenti a Forte dei Marmi.
Grazie per l’ attenzione.
Carlo Giambastiani
