
Javokhir Sindarov, nato l’8 dicembre del 2005 a Tashkent, sarà lo sfidante di Gukesh D. al campionato del mondo di scacchi a cadenza classica che si svolgerà entro la fine di quest’anno in luogo e data da definire.
Nella giornata di oggi, con la patta alla 58^ mossa contro l’olandese Giri, il ragazzo uzbeko ha raggiunto la matematica certezza di concludere in testa il Torneo dei Candidati con una giornata di anticipo, acquisendo così il diritto di concorrere per il mondiale a cadenza classica. Quello, per intenderci, che il più forte giocatore del momento (e forse anche di tutti i tempi), ovvero Magnus Carlsen, ha lasciato vacante qualche edizione fa per noia e che attualmente è detenuto dall’indiano Gukesh. Nel caso di Sindarov, siamo al cospetto di un talento scacchistico che nel giro di un anno ha bruciato le tappe, vincendo prima la Coppa del Mondo e poi il Torneo dei Candidati e che si pone come il più credibile antagonista per Carlsen. Qualcuno ha già trovato il tempo di cantarne futuri gloriosi e chissà se questo potrebbe convincere lo stesso Mozart degli Scacchi a tornare a disputare un mondiale classico.
Infatti, visto il livello di gioco espresso in questi mesi in molti giurano che Sindarov farà un solo boccone del coetaneo Gukesh D. alle prese, invece, con una involuzione di gioco preoccupante.
Javokhir è il prodotto più genuino della emergente scuola uzbeka di scacchi, in grado di dominare e vincere le Olimpiadi di Scacchi nel 2022 a Chennai, in India, proprio in caso del paese che ha il maggior numero di giocatori in grado di competere per i vertici. Sindarov infatti, non è un fenomeno isolato. Fa parte di una generazione dorata che include Nodirbek Abdusattorov (campione del mondo rapid 2021), Yakubboev, Vakhidov. La sua ascesa è parte di un più ampio boom uzbeko negli scacchi olimpici e individuali d’élite. Un paese che non era nelle prime file del mondo scacchistico ha oggi più talenti under-25 di qualsiasi altra nazione eccetto l’India.
Il suo stile è dinamico, ambizioso e spesso aggressivo. Le sue migliori partite mostrano iniziativa, pressione sul re avversario e la capacità di mantenere la posizione scomoda per l’avversario. Non è però solo un attaccante: sa anche migliorare le posizioni con pazienza e convertire senza affidarsi a un unico colpo tattico decisivo.
Il suo allenatore Ivan Sokolov, artefice della nascita della scuola uzbeka lo ha definito “un tattico puro” distinguendolo da Abdusattorov (definito addirittura “simile a Magnus”) e Vakhidov (“eccellente teorico”).
Sono diversi gli aneddoti che lo riguardano che mettono in luce un ragazzo di 20 anni lontano dalle tensioni e pressioni di molti giocatori di scacchi. Prima della semifinale della Coppa del Mondo 2025, il fratello gli aveva portato “tanti dolci, cioccolata e cibo nazionale”. Sindarov, con la serenità di chi si gode il momento, aveva dichiarato: “Adesso proverò a rilassarmi e a fare una buona partita contro Wei Yi!”. Nel primo tiebreak della finale contro lo stesso Wei Yi, il nostro mancò una mossa con cui avrebbe forzato un finale vinto. Lo scoprì durante la pausa prima della seconda partita e ammise: “Dopo la partita l’ho vista, ed ero molto triste prima del prossimo game!” La tristezza però non durò a lungo, mostrando un carattere spensierato e in grado di mettersi alle spalle gli errori con la leggerezza dei suoi anni.
Proprio contro il talento cinese Wei Yi, Sindarov ha realizzato le due partite forse più importanti della sua carriera. La prima, in ordine di tempo, è quella al tie-break che gli permise di vincere la Coppa del Mondo nel 2025, lanciandolo di fatto nel firmamento mondiale. Meno celebrata sul piano estetico è anche una a cui lo stesso Javokhir tiene maggiormente.
La seconda è storia di questi giorni, al Torneo dei Candidati, indicata da molti commentatori come la sua migliore in assoluto: una prova di forza tecnica e caratteriale, in cui Sindarov sceglie linee aggressive, costruisce iniziativa e la trasforma in vantaggio concreto contro un avversario di primo piano. Una partita che sintetizza il suo stile dinamico e la capacità di gestire posizioni complesse senza perdere controllo.
