Jenny Lavarda prima donna a prendere il brevetto di “Tracciatore Internazionale”; ma nello sport c’è effettiva parità tra sessi?

Complimenti a Jenny, soprattutto per le parole che ha espresso subito dopo aver ottenuto il riconoscimento di “tracciatore internazionale”. L’Arrampicata è uno sport, dal punto di vista del campo di gara, strano. Non è mai uguale a se stesso, come accade invece nella maggior parte degli altri sport. Il campo della contesa viene disegnato ogni volta da una figura, quella del tracciatore appunto, che stabilisce difficoltà e valore tecnico della contesa. Una figura simile mi è difficile trovarla in altri sport, soprattutto per l’importanza che ricopre.
Appena diventata tracciatrice internazionale, Jenny ha sollevato una questione di “genere” che nello sport appare sempre fuori posto, ma che in realtà è sempre attuale. Perché vogliamo caricare dello sport di significati e valori alti, spesso ci dimentichiamo che è troppo simile alla vita di tutti i giorni, con le sue piccolezze e storture. Una di queste è la forte componente maschile, nei ruoli e campi in cui si decide. Sono poche le donne allenatrici, meno ancora donne massaggiatrici o medici sportivi, rari dirigenti nei consigli federali e, non mi sembra di sbagliare, non esiste a tutt’oggi un presidente di federazione, grande o piccola, donna.
Mi ricordo quando circa 20 anni fa intervistai la prima donna ciclista italiana vincitrice di un titolo mondiale, Chiara Mariani, iridata a cronometro tra le juniores. Mi disse che non capiva per quale motivo non ci fossero allenatrici e personale medico femminile al seguito della nazionale donne. Da allora, in nessun sport, a parte poche e rare eccezioni, poca strada è stata fatta.
Onore a Jenny, quindi, che ha detto di voler tracciare in futuro “per le donne”. Che le sue capacità ci permettano un giorno di salutare anche un nuovo modo di intendere lo sport.
AU
Lady Geco, Jenny Lavarda, continua a stupire anche al di fuori delle gare. Nonostante la sua carriera di atleta sia lontana dal finire, Jenny ha stabilito un record al di fuori dei campi di gara. A Parigi la scorsa settimana ha ottenuto il brevetto di “Tracciatore Internazionale” diventando così la prima donna tracciatore, o meglio tracciatrice di nuovo conio, nella storia dell’Arrampicata.

Jenny Lavarda, nata a Marostica il 22 gennaio del 1984, soprannominata Lady Geco per la sua agilità quando arrampica, gareggia per il Gruppo Sportivo del Corpo Forestale di Stato, arrampica dal 1992. Il suo palmares è di quelli di tutto rispetto: a livello nazionale 12 campionati italiani lead vinti, 2 nel boulder, 7 nella velocità, 4 Coppe Italia lead e una boulder, mentre in campo internazionale si attesta da molti anni tra i top venti nella lead e nel boulder.

“Ho deciso di prendere il brevetto – racconta Jenny- perché credo che al giorno d’oggi sia necessario avere una donna che tracci o che aiuti a tracciare per le donne. Basta vedere cosa è successo in Coppa del Mondo, dove tre gare si sono concluse con più atlete vincitrici a pari merito e in altre, invece, molte atlete sono cadute subito.

Per questo brevetto, sono stata a Parigi cinque giorni, dove ci hanno fatto tracciare una prova di Coppa del Mondo, partendo dai blocchi di qualifica fino ad arrivare alla finale. Ho ancora molta volontà di fare le gare ma al contempo penso al mio futuro che voglio sia ancora nell’arrampicata. Mi piacerebbe tracciare a livello internazionale, in particolar modo per le giovani climber”.

E’ un onore per la Fasi avere una grande Donna oltre che una grande Campionessa tra i suoi atleti, enon può che complimentarsi con Jenny Lavarda per quest’importante risultato.  (com stampa)

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