Jürgen Klopp nel mondo dello sport (e non solo del calcio) non è un personaggio qualsiasi, ma il punto di riferimento per tutti coloro che pensano vi siano valenze più profonde, in questo ambiente, del semplice gesto agonistico. Per questo motivo la presentazione di ieri del suo nuovo ruolo in seno alla Red Bull è stato anche un momento di particolare significato, per i temi che lo stesso, ormai ex allenatore, ha toccato.
Il plurititolato allenatore tedesco, una delle figure più iconiche e riconoscibili del calcio internazionale, non ha nascosto la propria emozione e
proprio entusiasmo per la prospettiva di lavorare, per la prima volta in carriera, in una realtà unica come Red Bull. Klopp ha iniziato ad allenare in Germania, al Magonza, nel 2001. In seguito ha legato il suo nome in modo particolare al Borussia Dortmund e al Liverpool. Nel suo palmarés spiccano vittorie in Premier League, Bundesliga, Champions League, FA Cup, Coppa di Germania e nel Mondiale per Club FIFA. Il suo nuovo ruolo in Red Bull è il primo incarico in seguito al suo emozionante addio alla panchina del Liverpool, nel maggio 2024.
“Voglio che, quando il pubblico ci vede giocare, sia subito chiaro a tutti che siamo Red Bull, anche senza leggere il nome sulla maglia. Quello che voglio fare è portare il calcio a un livello superiore, per i nostri club, per i nostri giocatori, per le giovanili, ma anche a beneficio della disciplina stessa. La crescita del calcio è una responsabilità importante: ottenerla, e allo stesso tempo avere successo con Red Bull a lungo termine, è una sfida che mi intriga moltissimo”.
“Da allenatore, negli ultimi tre decenni ho avuto le responsabilità del leader. Ora però voglio anzitutto ascoltare, discutere, imparare, capire ciò che le persone hanno fatto finora, – ha detto – perché posso dirvi che tutti in Red Bull hanno fatto un lavoro brillante, che mi permette di non partire da zero. La vera sfida sarà poi mettere tutto insieme.”
Klopp si descrive come “un uomo di sport, prima di tutto”, affermando che è proprio ciò a spingerlo a essere desideroso di imparare dall’impegno globale ed estremamente ramificato di Red Bull in diversi sport e con diversi atleti. Proprio per questo, ha evidenziato di non vedere l’ora di mettersi al lavoro per generare un impatto a lungo termine sui club e, attraverso essi, sul gioco del calcio nel suo complesso. “Quando alleni, non hai tempo per fare certi ragionamenti, perché giochi ogni tre giorni: devi vivere alla giornata e con il chiodo fisso di vincere o affrontare la sconfitta. Ora sono un uomo e un professionista libero, con tempo ed energie da dedicare a tutto il resto. Ecco perché accettare la proposta di Red Bull è stata una decisione facile per me: i motivi sono puramente sportivi, e l’idea di sport che ha Red Bull mi ha sempre affascinato. La trovo emozionante, avventurosa, innovativa. Ho voluto fortemente esserne parte.”
“Ho sempre coltivato l’ambizione di migliorare i giocatori, di sostenerli per aiutarli davvero a crescere. Continuo a essere convinto di ciò con la differenza che prima lavoravo sempre e solo con un singolo club, mentre ora ne seguo più di uno. L’obiettivo è passare dal pensiero, dal desiderio di essere speciali al vivere quotidianamente questa dimensione.”
Klopp è anche famoso per quello che una volta ha definito “calcio heavy metal”, ossia un gioco caratterizzato da altissima intensità. A suo avviso questa caratteristica dovrà essere un tratto essenziale e qualificante delle squadre Red Bull, pur con la consapevolezza di dover compiere un lavoro di adattamento alle varie realtà calcistiche con le quali i “tori rossi” si misurano in tutto il mondo.
“Non puoi semplicemente calare a viva forza un’idea di calcio standardizzato su culture sportive diverse – ha spiegato – serve invece capire ciò che è giusto per una certa situazione. Dopodiché, pur con diversi modi, chiederò sempre di giocare con intensità. Tutti dovranno riconoscere la vivacità e il fuoco che metteremo in campo.”
Non bisogna infine dimenticare l’impegno di Red Bull in molteplici sport e con atleti di tutto il mondo, che Klopp considera un’occasione imperdibile per conoscere alcuni degli sportivi più talentuosi, innovativi e di successo, con i quali condividere idee e scambiare opinioni.
Tra le persone che Klopp non vede l’ora di conoscere c’è il campione del mondo di Formula 1 Max Verstappen, che con il team Oracle Red Bull Racing ha appena conquistato il suo quarto titolo mondiale consecutivo. “Lo reputo incredibile, ci sono così tante cose di cui voglio parlare con lui su qualsiasi argomento. Voglio capire da dove nasca la sua mentalità vincente e come riesca a mantenere un livello così alto di concentrazione mentre sfreccia in macchina a più di 300 km/h.”
