Karate alle Olimpiadi 2020: la terza volta sarà quella buona?

Karate alle Olimpiadi 2020: la terza volta sarà quella buona?

Karate alle olimpiadi

Come ho avuto modo di ricordare diverse volte, a settembre del 2013, in occasione della 125^ Sessione che si terrà a Buenos Aires, il CIO deciderà anche quale sport entrerà a far parte del programma olimpico.
Non è detto che questo accada perché, come ha avuto modo di dichiarare Marco Scolaris, presidente della IFSC, non è detto che esca dal programma olimpico qualche sport. Per saperlo dobbiamo attendere dicembre, quando il Board esecutivo del CIO deciderà a proposito.
Fatta questa doverosa premessa, valida anche per le altre puntate di questa rapida carrellata sugli sport in corsa per la promozione olimpica, passiamo ad analizzare il dettaglio di ogni disciplina. Vi rimando a questo articolo per vedere quali sono e cosa ne penso.
Cominciamo dal karate, che dal punto di vista di seguito appare come il movimento più corposo tra quelli in corsa. Le arti marziali hanno una grande diffusione in tutto il mondo, esercitano un fascino che è dato dalla filosofia che incarnano e dall’illusione che attraverso di esse possiamo controllare con maggiore facilità l’ambiente che ci circonda.
Dal punto di vista storico (per restringere la ricerca all’Italia), il karate diventa sport “a tutti gli effetti” nel 1995 quando la sua attività viene ricondotta sotto l’egida dell’attuale federazione nazionale (FIJLKAM). Due anni prima era nata la World Karate Federation – WKF, ovvero l’ente che in modo autonomo e indipendente organizza l’attività internazionale di tutte le Federazioni che praticano questa disciplina nel mondo. Queste date sono importanti perché dimostrano che circa 20 anni fa il karate assumeva un calendario (e un regolamento di gara) unico e universalmente condiviso. Propedeutico questo per poter aspirare ad una promozione nel programma olimpico. Ed effettivamente il karate ci è andato vicino, senza però mai centrarla. Meriti indiscussi, che gli hanno permesso di sfiorare il sogno, sono il sostegno di circa 190 federazioni nazionali, circa 10 milioni di tesserati (dati forniti dalla federazione internazionale) e 100 milioni di praticanti.
La storia del karate alle Olimpiadi è quella di due “quasi” successi, che alla fine lasciano l’impressione di un eterno incompiuto. Nel 2005 a Singapore il karate raccoglie il maggior numero di voti nella prima tornata, ma non il necessario 66%. Nel ballottaggio al secondo turno cambiano schieramenti e scenario. A farne le spese proprio questa disciplina che appariva, insieme allo squash, in predicato di entrare alle Olimpiadi di Londra del 2012. Una sonora delusione che non ha mancato di riportare alla ribalta dello sport internazionale la disciplina, quattro anno dopo, alla sessione CIO di Copenhagen. Il karate è nuovamente nella short list e nuovamente in odore di promozione. Ma alla fine passano rugby a 7 e golf, che infatti faranno il loro ingresso nel programma olimpico di Rio 2016.
La terza canches per lo sport di combattimento forse più famoso al mondo (insieme al kung fu, anch’esso nella short list) sarà quella del prossimo settembre 2013. Per non raccogliere l’ennesima delusione, che varrebbe come definitiva sconfitta, la WKF ha lanciato un progetto di comunicazione che cerca di supportare il sogno olimpico. Si chiama “The K is on th way” e ha già raccolto il sostegno di circa 15000 supporters, tra semplici appassionati, blogger e sport maker.

Con questo articolo iniziamo anche un sondaggio che durerà fino all’inizio della 125^ Sessione CIO che dovrà decidere sullo sport che entrerà a far parte del programma olimpico. Esprimi anche tu la tua opinione.

16 Responses to "Karate alle Olimpiadi 2020: la terza volta sarà quella buona?"

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  2. Sergio Letizia  5 novembre 2012 at 22:58

    Senza nulla togliere alle altre discipline olimpiche di combattimento, arti marziali e quant’altro, credo che il karate abbia dalla sua la possibilità di fare 2 gare individuali (kata e kumite individuale) e due a squadre (kata e kumite a squadre) di spettacolarità assolutamente ineguagliabili. Mi è capitato di vedere sia il Judo che il Tae Kwondo alle olimpiadi, e credo che, con tutto il rispetto dovuto, non vi sia neanche paragone con lo spettacolo avvincente del Karate. E la conferma mi è arrivata da diverse persone che hanno avuto l’opportunità di vedere per la prima volta gare di karate a livello nazionale giovanile, assolutamente digiune di karate, che dopo aver visto gare di Judo e di Tae Kwondo (che a loro detta, li avevano piuttosto annoiati) si sono letteralmente entusiasmati di fronte sia ai kata che al Kumite……..Senza contare che, come viene detto giustamente nell’articolo, il numero elevatissimo di paesi con federazioni già operative, che ne dimostra l’enorme diffusione mondiale, il numero elevatissimo di praticanti e di agonisti, siano più che sufficienti a giustificarne l’assoluto ed oggettivo diritto ad essere introdotto alle olimpiadi (specie se si considera la presenza di taluni altri sport, che francamente non segue quasi nessuno, noiosi, poco spettacolari, ridicoli da un punto di vista atletico acrobatico, e con un numero di praticanti e di diffusione mondiale onestamente alquanto limitata::::). Spero solo che siano sempre e soltanto motivazioni di bustarelle e sponsor, giochi politici e campanilistici ad avere la meglio…sennò magari tra un pò troviamo gare di corsa con i sacchi, bridge, canasta, freccette, hula hop, masturbazioni ammesse tra le specialità olimpiche e sport altamente spettacolari e atleticamente impegnativi, nonchè diffusissimi in tutto il mondo, come appunto karate, arrampicata sportiva, pattinaggio a rotelle, hockey a rotelle fuori dai giochi olimpici.

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  5. Marco Pistolesi  25 novembre 2012 at 17:59

    Forse i mondiali di karate in Francia e in particolare a Parigi riusciranno finalmente a fa capire al CIO che il karate è davvero il miglior candidato per le olimpiadi del 2020. Vorrei proprio prendere almeno l’ultimo treno
    Marco Pistolesi

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  6. sletiz08  18 dicembre 2012 at 00:55

    Scusa, perchè una deve per forza uscire per far posto a quest’ultimo, cioè il karate? Ho letto il regolamento del CIO, e non mi sembra che indichi una qualche normativa che preveda obbligatoriamente questo. Semmai dovranno decidere solo di aumentare il numero degli sport attualmente previsti (cosa già avvenuta spesso in passato), che fa parte delle prerogative deliberative del comitato. Onestamente, non mi sembra che ogni volta che un nuovo sport abbia fatto il suo ingresso alle olimpiadi, abbia causato, come conseguenza sine qua non, che fosse eliminato un’altro sport! O no? Tra le altre cose, da diverso tempo ci si lamenta dell’eccessiva concentrazione in sole due settimane di durata. E si parla di ampliare la spalmatura degli eventi un periodo di tre settimane, invece che due, visto che molti si sono lamentati dell’eccessivo affollamento degli eventi che impediscono il godimento da parte del pubblico di tutti gli sport e di tutte le gare. E tra le altre cose, permetterebbe una maggiore fruibilità sia da parte del pubblico televisivo che di quello che vorrebbe essere presente alle manifestazioni. Ripeto, credo che una maggiore democraticità, debba obbligatoriamente prevedere una scelta in base alla quantità dei praticanti a livello mondiale e alla diffusione nel numero più elevato di federazioni nazionali possibili. Anche perchè onestamente stiamo assistendo alla permanenza di sport che praticano in realtà poche migliaia di individui in tutto il mondo e in qualche sparuta nazione, spesso neanche in una decina…….gare che nessuno vede e segue alla televisione, con una componente atletico sportiva onestamente inesistente. E credo che sport come l’arrampicata sportiva, il pattinaggio a rotelle, il karate siano sport estremamente popolari e praticati da un numero elevatissimo di giovani e diffuso praticamente in tutto il pianeta. O vogliamo arrivare a fare gare di ruzzola, tre sette con il morto, Jo-Jo, cha-cha-cha e trasformare le olimpiadi alle feste rionali o di quartiere?

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    • Roberto  20 gennaio 2013 at 13:53

      il karate entrerà nel programma olimpico…abbiate fiducia!!!!

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      • sport24h  20 gennaio 2013 at 14:33

        Una speranza o una certezza suffragata da qualche elemento sconosciuto ai più?

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  7. Davide Passafaro  1 aprile 2013 at 18:06

    Speriamo *_*

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  9. Anonimo  24 novembre 2013 at 11:51

    Sarebbe ora !

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  10. Daniela  14 giugno 2015 at 14:38

    Bisogna aggiungere l’arte del karate nelle olimpiadi lo seguono in tanti e bisogna introdurlo.
    . Danela 3′ dan

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  11. Francesco  14 maggio 2016 at 23:25

    Il Karate non è uno sport, è una cagata pazzesca che farebbe addormentare chiunque.

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  12. Paolo  9 giugno 2016 at 09:56

    Farebbe addormentare chiunque perché l’attuale regolamento fa schifo. Se si optasse per un Karate dove i colpi, anziché essere stoppati prima di toccare, venissero affondati né più né meno come in tutti gli sport da combattimento degni di questo nome, sarebbe diverso.

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  13. Denriolog  31 gennaio 2017 at 08:28

    Super :)))

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